Romano Lil - Rom, Sinti e Camminanti in Italia

venerdì, 12 giugno 2009

Pacchetto sicurezza, ong olandese presenta ricorso contro Italia a Consiglio d'Europa

Il pacchetto sicurezza e i discorsi razzisti e xenofobi hanno portato a misure contrarie al rispetto dei diritti umani in particolare, ma non solo, di Rom e Sinti in Italia. Questa la tesi sostenuta dall'organizzazione non governativa Cohre, che si occupa di difendere il diritto alla casa e prevenire gli sfratti, nel ricorso collettivo contro l'Italia presentato al Comitato per i diritti sociali, organismo del Consiglio d'Europa incaricato di valutare se gli Stati membri rispettano quanto previsto dalla Carta sociale europea. Nel ricorso, registrato con il numero 58/2009, presentato lo scorso 29 maggio, ma di cui si e' avuta notizia solo oggi, l'organizzazione sostiene che le autorita' italiane hanno violato 5 articoli della Carta sociale europea. Secondo il Cohre, l'Italia avrebbe violato il diritto delle famiglie Rom e Sinti a godere di protezione sociale, legale ed economica (art. 16) e il diritto alla protezione e assistenza dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie (art. 19). Inoltre, nel ricorso si sostiene la violazione dell'articolo 30 che impone agli Stati di garantire a Rom e Sinti, cittadini italiani, la protezione contro la poverta' e l'esclusione sociale e dell'articolo 31 che sancisce il diritto alla casa. In ultimo, nei confronti di Rom e Sinti le autorita' avrebbero anche violato il diritto alla non discriminazione come previsto dall'articolo E della versione rivista della Carta sociale europea.

scritto da: romesinti alle ore 21:03 | link | commenti
categorie: unione europea, intolleranza

Padova: Il Pdl: «Sociale penalizzato Troppi soldi per gli stranieri»

ballottaggio alle comunali
Dossier di Marin e Saia: «Ecco i contributi del sindaco e della Ruffini»

In coppia: Maurizio Sala e Marco Marin insieme
(Gobbi/Bergamaschi)

PADOVA - Ci sono i 5000 euro per la festa nazionale della Romania, i 500 per la proiezione di un film cingale­se, i 3 mila per la festa della famiglia africana e i 1500 per un torneo di calcio nigeria­no. Foglio Excel alla mano, Marco Marin con a fianco il senatore di An Maurizio Saia mette sotto tiro la politica dell'Immigrazione targata «Zanonato- Ruffini». «L'ulti­mo bilancio che ho approva­to come assessore al Sociale - attacca il candidato del centrodestra -, era di 13 mi­lioni 322 mila euro. Quest'an­no, a cinque anni di distan­za, con il costo della vita che è aumentato come tutti sap­piamo, non sono andati ol­tre ai 14 milioni 936 mila eu­ro».

«Il problema è che le prio­rità di questa giunta erano ben altre» rincara la dose l'ex olimpionico. Priorità che l'esponente elenca minu­ziosamente con una certa soddisfazione: «Una priorità per la giunta Zanonato- Ruf­fini è per esempio la festa per l'Indipendenza del Benin per cui sono stati stanziati 1 e 500 euro, 2500 sono andati invece per un torneo di cal­cio della Diaspora africana». «Leggendo tutto il lunghissi­mo elenco ci s'imbatte in vo­ci paradossali- rincara la do­se Marin-. Sono stati spesi 5 mila euro per corsi di lingua araba per minori e autocto­ni. Invece d'insegnare agli stranieri l'italiano, si finan­ziano lezioni di lingua stra­niera, magari indirizzati ai non italiani».

«Checché ne dicano a pa­lazzo Moroni, in questi anni le ore complessive dell'assi­stenza domiciliare sono di­minuite - aggiunge -. In compenso il centrosinistra investe 2 mila euro per spie­gare ai padovani come si fe­steggia la Pasqua in Roma­nia o 1500 per il capodanno dello Sri Lanka». «I padovani devono sapere che in questi anni Zanonato e la sua giun­ta hanno stanziato migliaia e migliaia di euro in favore di associazioni che si occupano di immigrazione. Di queste quella più a destra è l'Arci» polemizza invece Saia che, dopo essere rimasto in di­sparte durante la prima par­te della campagna elettorale, ora torna al centro della sce­na. «Dal momento che per l'integrazione dei nomadi il comune si appoggia all'Ope­ra nomadi- conclude il Sena­tore-, questi signori dovreb­bero spiegarci come mai ogni angolo del centro stori­co è occupato da qualche rom che chiede l'elemosina. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: qui siamo di fronte ad un vero e pro­prio racket dell'accattonag­gio davanti al quale in molti preferiscono girarsi dall'al­tra parte».

 
Alberto RodighieroCorriere del Veneto
 

 La risposta dell'Opera Nomadi di Padova è sempre uguale, come abbiamo risposto a Menorello (pdl) - Ex Assessore della Giunta Destro 1999/2004,   rispondiamo anche al Senatore ed ex Vice Sindaco Maurizio Saia:

 

Dopo aver letto oggi sul "Corriere del Veneto"  l'ennesima polemica contro di  noi,  innescata  questa volta dal Senatore Maurizio Saia del Pdl exVice Sindaco della Giunta Destro (1999-2004) sopra citata, ci sentiamo in dovere di ribattere quanto segue: i Rom che chiedono l'elemosina a Padova non sono un numero così elevato, appartengono a gruppi itineranti  non stanziali  ed è molto difficile avvicinarli. Per tutte queste ragioni chiaramente non è stato possibile procedere ad un monitoraggio per poter avviare progetti di integrazione.    Comunque, se si tratta di un "racket dell'accattonaggio" come pensa  il Senatore Saia, non è certo compito della ns. associazione individuare i mandanti, ma spetta alle forze dell'ordine".

 

Per quanto riguarda il ns. lavoro a Padova e il ns. rapporto con la Giunta Zanonato, facciamo presente che abbiamo lavorato, sia per la scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti, sia per la gestione delle aree nomadi comunali, anche con l'Assessore Marin della Giunta Destro oggi candidato Sindaco per il PDL. 

Di seguito riportiamo la risposta alla polemica di un anno e mezzo fa di un altro componente del PDL.  

 Ad un anno di distanza, dopo aver letto oggi su "Il Gazzettino" la stessa polemica, innescata dalla futura realizzazione del "Villaggio della Speranza" per i Sinti Veneti (cittadini italiani anzi padovani), abitanti nell'area nomadi dell'ex via Tassinari in Corso Australia, ci sembra d'obbligo rispondere nuovamente alle affermazioni del Consigliere Comunale di Forza Italia avv. Domenico Menorello. Il protocollo firmato tra L'Amministrazione Comunale di Padova e l'Opera Nomadi non dà alcuna carta bianca alla nostra associazione; si tratta infatti di un progetto già concordato dalla fine dell'anno 2006, che sarà, in itinere, sotto stretto controllo dello stesso Comune di Padova. E' un progetto di autocostruzionedi undici abitazioni di 50 mq. che permetterà ai Sinti Veneti, presenti nell'area nomadi di via Tassinari, un percorso di integrazione e di inserimento lavorativo per sette giovani che non hanno ancora trovato lavoro, attraverso un corso di formazione professionale che potrà valere anche per il futuro inserimento lavorativo come operatori edili. Le casette che verranno costruite sono la risposta alla loro esigenza, dettata dalla cultura d'appartenenza, di vivere in piccole aree attrezzate, a gruppi familiari allargati. L'abitare in casette, assegnate in locazione, con il proprio numero civico, con le proprie utenze, con il proprio servizio igienico, rappresenterà l'inizio di un nuovo percorso di vita autonomo e responsabile all'interno del ns. tessuto urbano e sociale, svincolato dalla logica assistenziale perpetrata fino ad oggi. I Sinti Veneti sono presenti in Italia e nel Veneto dal 1400 circa, la loro principale occupazione era, fino a poco tempo fa, il lavoro dello spettacolo viaggiante, le piccole giostre, i circhi, ecc, lavoro che, con il tempo, è divenuto sempre più precario con introiti insufficienti per mantenere in modo adeguato e decoroso le famiglie. Da semi-nomadi (si spostavano in alcuni periodi dell'anno seguendo le fiere e le sagre) sono perciò divenuti stanziali.

I figli, seguiti dal ns. progetto di scolarizzazione attivo da anni (anche durante la Giunta Destro di centro-destra) in Convenzione con l'Assessorato ai Servizi Scolastici, frequentano regolarmente la scuola materna, elementare e media e alcuni anche le scuole superiori. Rimane problematico l'accesso alle risorse (lavoro autonomo o dipendente), a causa molto spesso dei pregiudizi esistenti.

Le loro richieste di poter finalmente mutare le condizioni di vita emarginanti e discriminanti, come possono essere quelle della vita in un campo nomadi, dopo essere state attentamente valutate, sono state accolte dall'Amministrazione Zanonato.

Per quanto riguarda la Convenzione annuale di € 38.500,00.= che servono per la gestione delle due aree nomadi da parte di 6 operatori, sono gli stessi importi annuali che venivano assegnati alla ns. associazione anche dalla Giunta Destro (della quale faceva il senatore Saia come Vicesindaco, il Dott. Marco Marin come Assessore al Sociale e anche l'avv. Menorello).

Questo importo per quanto ci riguarda, una volta superati i campi nomadi verrà risparmiato dall'Amministrazione Comunale perché non ci sarà più bisogno di gestione. Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali in Italia in questi anni? Questi soldi potevano sicuramente essere spesi molto meglio così come sta facendo oggi, l'Amministrazione Comunale di Padova.

Il progetto di Padova per lo smantellamento dei campi e la sistemazione delle famiglie che hanno i requisiti in abitazioni, l'individuazione di piccoli terreni da acquistare da parte delle persone rimaste in via Longhin e soprattutto la realizzazione del "Villaggio della Speranza autocostruito" sono stati individuati come "buone pratiche" in Convegni Nazionali ed Europei per l'integrazione dei Rom e dei Sinti, tanto è vero che il Ministero della Solidarietà Sociale ha inserito proprio Padova tra le quattro città destinatarie del finanziamento statale del "Bando di inclusione sociale" a favore dei Rom e dei Sinti.

La contrapposizione, l'ostilità, l'emarginazione e il disconoscimento delle persone portano all'insanabilità, e alla radicalizzazione dei conflitti, la generalizzazione e la criminalizzazione nei confronti di tutto un popolo, come si sta facendo in questi giorni a causa di un grave ed efferato episodio accaduto a Roma, offre lo spunto anche al consigliere comunale avv. Menorello per etichettare tutti i Rom e i Sinti come persone indegne, indesiderate, anormali e addirittura rapitrici di bambini: infatti l'avv. Menorello tira in ballo la ricerca di Denise Pipitone avvenuta anni fa al campo di via Longhin senza specificare come sarebbe doveroso che la ricerca ha avuto un esito assolutamente negativo.

Ricordiamo inoltre che la Giunta Destro, spese € 250.000,00.= (come da Delibera Comunale dell'8 luglio 2002) per l'adeguamento degli impianti nel campo nomadi di via Lungargine San Lazzaro n° 2 e non certo per favorire l'integrazione degli ospiti ma per mantenere la logica del campo-ghetto, logica contro la quale la ns. associazione si batte ormai da anni. I campi nomadi vanno superati in quanto sono veri e propri ghetti senza servizi igienici adeguati, moderni campi di concentramento come sono stati considerati dall'Unione Europea.


scritto da: romesinti alle ore 14:59 | link | commenti (1)
categorie: padova, intolleranza, opera nomadi di padova
mercoledì, 03 giugno 2009

Quando gli zingari eravamo noi.

"...Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano in due e cercano una stanza ad uso cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre nostre donne li evitano sia perché sono poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.

I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.."

(Ottobre 1912. Ispettorato dell'Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti. Relazione sugli immigrati italiani)


da:
illaicista.blogspot.com/2009/06/quando-gli-zingari-eravamo-noi

scritto da: romesinti alle ore 20:41 | link | commenti
categorie: politica, intolleranza
venerdì, 29 maggio 2009

Venezia: il Prefetto nominato Commissario Straordinario per i Rom - Opera Nomadi non c'è nessuna emergenza

20090529.PD.pdf - Adobe Reader Firmata ieri dal premier Silvio Berlusconi l'ordinanza che nomina il prefetto del capoluogo

Commissario anti rom in Veneto - Maroni emergenza in regione

Opera Nomadi:nella nostra regione i progetti di superamento campi sono già a ottimo punto
francesca.fungher epolis.sm

â–  Dopo Roma, Milano e Napoli, anche Torino e soprattutto Venezia avranno il loro commissario delegato per i campi nomadi. A gestire in Veneto «la grave situazione di alcuni insediamenti, caratterizzati da condizioni di degrado che mostrano un'incidenza negativa soprattutto su bambini e ragazzi », come  sostenuto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, sarà il capo dell'ufficioterritoriale del Governo di Ca' Corner, che avrà il compito di coordinare gli interventi per passare, sostanzialmente, dai campi ai villaggi attrezzati.

Anche se per gli addetti ai lavori, né nella terraferma veneziana né nel resto del Veneto c'è un'emergenza. E anzi, il superamento dei campi nomadi è già un dato di fatto. Parlando appunto di fatti, sul tavolo comunque ne restano due. Da una parte il decreto firmato ieri mattina dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Che oltre a prorogare fino a dicembre 2010 il commissariamento a Milano, Roma e Napoli per concludere i progetti avviati, introduce la figura anche nei capoluoghi veneto e piemontese. A Venezia la carica diventerà operativa non appena sarà nominato, è ovvio, il nuovo prefetto che succederà a Guido Nardone.

Il tutto «in accoglimento delle richieste provenienti da quelle realtà regionali», precisa Maroni. Ma chi si occupa in Veneto proprio di queste realtà, si chiede dove sia quest'allarme sociale.

«Qui non c'è nessuna emergenza - esordisce Renata Paolucci, Opera Nomadi - anzi ci sono progetti di integrazione e riqualificazione avanzati come autocostruzione di alloggi, ristrutturazione dei campi o presenza di famiglie allargate su terreni di proprietà della famiglia stessa». E per quanto riguarda il degrado e la situazione dei minori? «Dico solo che il 95 per cento dei ragazzini delle realtà rom e sinti frequenta la scuola».

Nello specifico, nel Veneziano il campo sinti di via Vallenari si sta trasformando giorno dopo giorno in un - pur contestatisssimo - villaggio attrezzato.   

A Padova, ad esempio, dei circa 400 rom e sinti vivono tra i campi di via Longhin (circa 55 residenti), via Tassinari con (8 roulotte) e una trentina di micro- insediamenti su terreni di proprietà.

A Treviso l'ultimo campo è stato sgomberato nel 2006 e quasi tutte le famiglie sinti sono sistemate in alloggi Ater nel quartiere popolare di via Bindoni.

A Vicenza restano un campo comunale in via Criccoli e una ventina di insediamenti provati. «Lì dove c'erano emergenze, le stiamo risolvendo » chiude Paolucci. â– 


giovedì, 28 maggio 2009

Padova, targa a ricordo di ..

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Questa targa commemorativa sarà affissa:Martedì 2 giugno 2009, alle ore 11 sulla spalla sinistra del ponte di Voltabarozzo sul Canale Scaricatore ,all’inizio del Lungargine Terranegra di fianco al sottopasso della pista ciclo -pedonale . Ai nostri figli e ai loro amici gridiamo ancora che non si dà la caccia a nessuno, che nessuno è autorizzato a perseguitare e linciare con giudizi e azioni chi tra noi, italiano o straniero, sbandato o precario, fragile o solo, cerca con fatica di costruirsi una vita migliore.
Interverranno:
- un cittadino della zona;
- il coordinamento “ Abracciaperte” ;
- Karim Guennoun, Presidente della Commissione per la rappresentanza dei cittadini stranieri del Comune di Padova;
- un rappresentante della Amministrazione Comunale. Con l'autorizzazione del Genio Civile e la collaborazione del Comune di Padova.

scritto da: romesinti alle ore 20:06 | link | commenti
categorie: padova

Padova: un Sinto per il Consiglio Comunale di Padova

 
L'altra sinistra, quella della falce e martello. Pronta ad appoggiare la coppia Zanonato-Albuzio, in attesa di trovare un accordo di programma. Una sinistra orgogliosa dei propri risultati e fiera delle proprie idee, un partito a tre anime formato da Rifondazione, Comunisti italiani e una buona parte di indipendenti che, senza nessuna tessera specifica, si ritrova nelle posizioni di chi porta avanti la tradizione comunista. Con un collante preciso, come confermano assieme Paolo Benvegnù e Massimo Berto, rispettivamente segretari e candidati di Rifondazione (provinciale) e Comunisti italiani.  «Non vogliamo che forze di destra possano governare la città e i dintorni». Nessun dualismo, almeno nelle intenzioni, con Sinistra per Padova. Le liste, presentate ieri insieme al simbolo, prevedono Daniela Ruffini - assessore uscente - capolista per palazzo Moroni e l'indipendente Renzo Soranzo per la provincia. Il messaggio è chiaro: si resta nella coalizione, ma solo per non far vincere gli altri. Anche in caso di eventuale buon risultato alle urne, finché non c'è convergenza sui programmi con il centrosinistra non si può governare. Con riferimento ad alcune scelte (legge urbanistica e ordinanze) che ai comunisti non sono piaciute. Decisioni che, ricorda la consigliera Giuliana Beltrame - l'anima dei senza tessera - sono state combattute sia in consiglio che in giunta. Difesa delle fasce deboli e stop alla crescita degli insediamenti abitativi e attenzione alle politiche culturali. Con un cavallo di battaglia della sinistra: il mantenimento del controllo pubblico sui servizi fondamentali, da non rendere oggetto di scorribande speculative da parte della finanza e dell'impresa. Infine ci sono i nomi, i candidati. Tante donne, con in testa Daniela Ruffini e Giuliana Beltrame, in cerca di riconferma. Poi uno zoccolo duro formato da sindacalisti e giovani, ricercatori e studenti. I primi contano Gianluca Colombo (Ikea), Elisabetta Baratto (azienda ospedaliera), Giuseppe Tonsuso (Fiom-Cgil della azienda Filippi). I giuristi democratici schierano Leonardo Arnau e Giovanni Michelon. In più ci sono il professor Giuseppe Mosconi, Virgilio Pavan, consigliere nazionale dell'Opera nomadi, Khalid Mouhib, lavoratore licenziato dalla Tnt. 

scritto da: romesinti alle ore 19:23 | link | commenti
categorie: padova, opera nomadi di padova
martedì, 26 maggio 2009

Milano accolto dal TAR il ricorso contro lo sgombero

le differenze sono una ricchezza da tutelare, accolto il ricorso del NAGA

Il Naga apprende con soddisfazione la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Milano di sospendere lo sgombero di cittadini italiani di origine Sinti residenti, da generazioni, nel comune di Gambolò (PV).

“La decisione di sgomberare l’area in cui vivono i cittadini Sinti si fonda solo una volontà discriminante, non sussistono, in alcun modo i presupposti per un atto di questo tipo e il TAR di Milano, con l’ordinanza di sospensione dello sgombero, l’ha riconosciuto” afferma Pietro Massarotto presidente del Naga “Inoltre si ribadisce che, secondo la legge italiana e le norme internazionali, la protezione delle minoranze si sostanzia non solo in obblighi di natura negativa, ma anche in doveri di protezione e valorizzazione delle differenze” prosegue Massarotto.

Il Naga, da oltre vent’anni fornisce assistenza sanitaria, sociale e legale a cittadini stranieri, “Dover difendere in giudizio lo sgombero forzato di cittadini italiani da un Comune in cui risiedono da più di ottant'anni appare veramente paradossale. Tuttavia, ciò dimostra, una volta di più, che le attuali politiche repressive colpiscono tutti ed in particolare il soggetti più deboli”, conclude il presiedente del Naga.

Il Naga continuerà a svolgere attività di assistenza e di difesa dei diritti di tutti e si augura di non dover più ricorrere ad un Tribunale per fermare un provvedimento di sgombero senza alternative.


Niente sgombero: i sinti vincono la disfida di Gambolò
A Gambolò (Pavia) il Tar Lombardia boccia l'ordinanza del sindaco che voleva sgomberare 19 sinti italiani da un terreno agricolo in cui abitano da tre generazioni. Franco Ovara Bianchi:''La nostra colpa è essere poveri''

MILANO - I 19 sinti italiani di Gambolò, paese di 10mila abitanti in provincia di Pavia, non si possono sgomberare. Il Tar Lombardia ha infatti bocciato l'ordinanza del 14 aprile del sindaco Elena Nai che prevedeva lo sgombero, per ragioni di salute pubblica urgenti, dei sinti da un terreno agricolo in cui abitano da tre generazioni. "I miei nonni sono seppelliti nel cimitero di Gambolò e ho parenti che vivono in paese in case normali -spiega Franco Ovara Bianchi, uno dei sinti-. I nostri figli vanno a scuola. La nostra colpa è solo quella di essere poveri". Per il Tar le ragioni sono infondate e comunque vengono in secondo piano rispetto al diritto dei 7 bambini del campo di continuare a frequentare le scuole del paese. Nelle roulottes inoltre vivono due persone gravemente malate. "Già a dicembre la nuova giunta di centro destra aveva cercato di mandarli via per motivi legati alla sicurezza stradale della zona, ma poi di fronte al nostro ricorso al Tar aveva ritirato l'ordinanza -spiega Pietro Massarotto, avvocato e presidente del Naga, l'organismo che sta difendendo i sinti di Gambolò-. Ora ci ha riprovato con la scusa di un pericolo per la salute pubblica. In realtà vogliono solo mandarli via e cercano un pretesto". 

In questi decenni del campo dei sinti di Gambolò non si era mai occupato nessuno. L'attacco all'acqua l'hanno fatto i sinti stessi collegandosi a un fontanile della zona, la corrente elettrica c'è ma da tempo non la pagano e nessuno manda loro la bolletta. "L'unico servizio del comune è quello della raccolta dei rifiuti due volte la settimana", aggiunge Franco Ovara Bianchi. Nel 2008 la giunta di centro sinistra aveva stanziato circa 200mila euro per sistemare il campo. "Il 2008 era anche l'anno in cui scadeva il mandato della giunta -aggiunge Pietro Massarotto-, e il centro destra ha impostato la campagna elettorale proprio sul tema dei sinti e dei soldi stanziati per il loro campo. Hanno vinto le elezioni e hanno promesso di cacciarli". Naga e Comune avevano anche iniziato nel dicembre 2008 una trattativa per trovare una soluzione alternativa. "Ma poi sono venute le ordinanze -sottolinea Pietro Massarotto-. Il punto è che sono cittadini italiani, residenti in quel paese e il doverli difendere da uno sgombero forzato appare veramente paradossale. Un Comune non può cacciare dei suoi cittadini"

scritto da: romesinti alle ore 20:37 | link | commenti
categorie: milano, lombardia, intolleranza, habitat

Viterbo - Il comitato provinciale per lo scioglimento della Lega Nord

Viterbo - 26 maggio 2009
Renato Busich nuovo presidente dell'Anpi

Resoconto del Congresso Straordinario 2009

Sabato 23 maggio, presso la sezione Pd Di Vittorio di Viterbo, presente il segretario organizzativo per Roma ed il Lazio Aladino Lombardi, si è riunito a congresso il Comitato Provinciale Anpi di Viterbo, per rinnovare il proprio organismo dirigente a seguito della morte del Presidente Biagio Gionfra.

A rappresentare la sezione Sugoni di Nepi, Antonella Litta.

Hanno portato i saluti: per il Pd, Christian Scorsi, coordinatore del II circolo territoriale, e, per l’Arci, il presidente del Comitato Provinciale Marco Trulli, che ha portato anche alcune copie di Morale della favola, la raccolta di foto e interviste sui partigiani del Viterbese di recente pubblicazione.

Il congresso è stato anche un momento di discussione e deliberazione, per approvazione unanime, in merito all’attualità, con la grave situazione politica che ci troviamo dinanzi, segnata da politiche di stampo razzista - culminate con la redazione del pacchetto sicurezza del governo Berlusconi - che un’associazione come la nostra non può che osteggiare con energia.

Tra l’altro, a dimostrazione che mentre qualcuno scrive pacchetti qualcun altro passa alle vie di fatto: a Roma, poche ore prima del nostro congresso, alle due del mattino, circa venti energumeni armati di mazze e bastoni facevano irruzione a villa Gordiani, al fine d’impedire alla comunità bengalese, alla quale va tutta la nostra solidarietà, i festeggiamenti del proprio capodanno, distruggendo le strutture in allestimento e mandando un ragazzo all’ospedale.

Per quanto riguarda la partecipazione di Berlusconi alle celebrazioni del 25 Aprile, di cui si è discusso nel congresso, il Comitato Provinciale Anpi esprime questa posizione: nell’illusione di mettere in imbarazzo l’attuale presidente del Consiglio, i dirigenti del Pd gli hanno in realtà fornito un assist, permettendogli di legittimarsi in una ricorrenza che questi ha sempre provocatoriamente snobbato, mettendone altresì a repentaglio il significato con la sua azione politica quotidiana.

Idem per il fazzoletto che il Partigiano della brigata Maiella ha messo al collo di Berlusconi a Onna (Aq).

Senza dubitare minimamente sul valore di quel partigiano e della banda in cui ha combattuto, non riusciamo a capire a cosa Berlusconi debba una così alta onorificenza, lo stesso Berlusconi che per l’occasione proponeva di cambiar nome della Festa della Liberazione in festa della libertà, svuotandola così di ogni contenuto antifascista, e che qualche settimana dopo tuonava: “L’Italia non sarà mai un paese multietnico”, come se non lo fosse già.

In sostanza, noi non crediamo che la celebrazione della Resistenza possa esaurirsi in un pur doveroso omaggio ai tempi che furono: occorre soprattutto combattere contro il razzismo e contro la fascistizzazione delle istituzioni, fenomeni che si manifestano qui e adesso.

Non ha granché senso per cui ricordare Auschwitz e in contemporanea avallare o giustificare le politiche xenofobe e le isterie anti-rom di oggi.

In conseguenza di ciò, chiediamo che anche l’Anpi prenda parte alla battaglia per lo scioglimento della Lega Nord, formazione politica che incita esplicitamente all’odio razziale, attraverso i suoi programmi e gli interventi pubblici dei suoi esponenti politici.

Per quanto riguarda il rinnovo dell’organismo dirigente, volendo conferire ruoli di responsabilità a sostenitori antifascisti, soprattutto giovani, che s’impegnino per la crescita dell’associazione, abbiamo integrato il nostro Consiglio Provinciale con i seguenti nomi: Letizia Corvi, classe 1980, studentessa lavoratrice di Orte; Guerrino Pizzi, classe 1968, di Canepina, e Anna Maria Sambuci, classe 1972, restauratrice di Vignanello.

Si tratta d’iscritte/i che da qualche anno svolgono un encomiabile quanto essenziale lavoro di tesseramento e che partecipano assiduamente alle nostre iniziative, in alcuni casi contribuendo anche alla loro realizzazione.

Per l’incarico di presidente del Comitato provinciale è stato invece eletto Renato Busich, nato nel 1920 a Orvieto (Tr) ma di origini triestine.

Il padre insegnava in un istituto religioso di Trieste quando, a causa della sua vicinanza agli ambienti modernisti, subisce un trasferimento punitivo negli ex territori del Pontificio, a Orvieto appunto.

La famiglia Busich si è definitivamente stabilita a Viterbo nel 1934. Renato si è avvicinato agli ambienti antifascisti durante gli studi universitari.

Nel periodo resistenziale ha fatto la staffetta partigiana per la banda Biferali, dove operava suo zio, il calzolaio Luigi Mearilli, consigliere comunale per i comunisti nel dopoguerra.

Nel 1946 è stato candidato alle comunali di Viterbo per la lista del Pci. Poi, per diversi anni, è stato titolare dell’edicola di via Roma, nel centro storico. Persona molto colta e poliglotta, ha svolto, tra l’altro, la professione di guida turistica.

Da sempre impegnato nella ricerca storica, il suo contributo più celebre è senza dubbio l’articolo Una croce sulla Cassia, accadde a Viterbo il 12 luglio 1921 (“Biblioteca e Società”, III, 1981, 4, pp. 9-14): la ricostruzione, a sessant’anni dai fatti, della sollevazione del popolo viterbese contro le camicie nere che volevano conquistare la città, con la toccante testimonianza di Edmund Czernin - di quei fatti vittima per tragico errore - rintracciato da Busich a Salisburgo.

Busich è stato fotografato per la mostra Morale della favola di Daniele Vita - e quindi inserito nell’omonima pubblicazione a cura di Marco Trulli (Roma, Purple Press, 2009) – e intervistato per il documentario Aspettando gli Alleati, Antifascismo e Resistenza nel Viterbese, di Giuliano Calisti e Francesco Giuliani (30’_dvd_Italia_2009).

Era dal 1994, con la morte di Alessandro Bonucci, che il nostro Comitato non aveva un Presidente di Viterbo. Con Busich, che ha conosciuto e frequentato tutti i grandi personaggi della Resistenza viterbese, l’Anpi riallaccia i legami con la storia della lotta partigiana locale.

Il Comitato Provinciale Anpi

scritto da: romesinti alle ore 20:30 | link | commenti
categorie: lazio, intolleranza
lunedì, 25 maggio 2009

Roma: raid razzista a villa Gordiani

Per tutti coloro che ancora ha difficoltà ad ammettere che il razzismo è aumentato a Roma ci troviamo purtroppo costretti a segnalare l’ennesimo episodio di intolleranza nella Capitale: il raid razzista a villa Gordiani della notte scorsa.

I fatti: la notte scorsa circa 20-30 uomini hanno compiuto un vero e proprio blitz razzista nel noto parco sulla prenestina dove si stavano svolgendo i preparativi per il capodanno bengalese. Al grido “bengalesi di merda” il gruppo di razzisti, armati di mazze, è penetrato nei tendoni dove si stava allestendo la festa ed ha spaccato tutto quello che ha trovato.

Condanna immediata di Alemanno. “Condanno con fermezza il raid xenofobo che ieri ha colpito la festa del Capodanno Bangla ed esprimo la mia piena solidarietà alla comunità bengalese e alle vittime dell’aggressione. Mi auguro che gli inquirenti assicurino alla giustizia i responsabili di questo episodio il cui movente di intolleranza xenofoba appare evidente”. Bene le parole. Ma per l’ennesima volta diciamo: non basta più parlare, bisogna fermare i razzisti.


scritto da: romesinti alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: roma, intolleranza
venerdì, 22 maggio 2009

Milano: allarme, allarme, arrivano ....

I pregiudicati si potrebbero mandare su un'isola deserta, tutti insieme, gagè compresi, italiani e stranieri e soprattutto i politici condannati che scontano la pena presso i servizi sociali.

Campi nomadi chiusi? Le carovane rom invadono l’hinterland
Comune e prefettura lavorano all’ipotesi di smantellare tre campi nomadi sui 12 ufficiali della città. Ma solo l’idea fa rabbrividire i sindaci della cintura metropolitana. Baranzate, Cologno Monzese, Cinisello Balsamo, Cusago, Sesto San Giovanni. I sindaci sono in allarme. Il primo cittadino di Baranzate, Giuseppe Corbari, oggi incontrerà il prefetto per mettersi al riparo dall’annunciata chiusura dei campi milanesi: «Noi rischiamo la rivolta - il suo allarme - per una presenza incontrollabile, sempre più massiccia». Il suo Comune ospita il più grande accampamento rom abusivo dell’intera regione, 800-100 nomadi. Ai cittadini i rom non bisogna neppure nominarli. Non se la passano meglio sindaco e cittadini di Cusago. Il sindaco Luigi Cairati avverte: «Qui siamo già in trincea, la gente si ribellerebbe a nuovo arrivi». Aree lungo la ferrovia, parcheggi vicini alle fermate della metro, fabbriche dimesse rendono Sesto San Giovanni un altro Comune caldissimo.
Sul piede di guerra anche Cologno Monzese. Il sindaco Mario Soldano attacca: «È sempre il solito scaricabarile, spostare queste persone non serve a niente».

«Via da Triboniano i pregiudicati»
Il campo di Triboniano sarà «alleggerito» da subito. E uno dei criteri per ridurre ulteriormente la popolazione del campo nomadi a nord di Milano dovrebbe essere l’allontanamento di coloro che hanno già ricevuto in passato provvedimenti interdittivi. Lo anticipa il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che nel regolamento sui rom aveva chiesto di inserire un norma che escludesse la possibilità d’integrare coloro che si erano resi protagonisti di episodi criminali.
Tempi più lunghi si annunciano invece per lo smantellamento dei campi di via Bonfadini e via Novara. Si parla del 2010: «Si tratterà di una disattivazione progressiva - conferma De Corato - anche perché lì vivono in gran parte nomadi italiani e comunitari, per cui si dovrà valutare attentamente come affrontare la questione».
Imminente invece lo sgombero dell’ex Marchiondi, a Baggio, l’ex scuola di via Noale a Baggio. Ci vivono centinaia di nomadi, in condizioni molto critiche dal punto di vista igienico. In questo caso lo sgombero dovrebbe essere compiuto entro pochi giorni.
Intanto Palazzo Marino incassa l’appoggio del governo anche su un altro dossier critico per l’ordine pubblico, con il sì del ministro Maroni all’ipotesi di un tetto ai rifugiati: «Il problema - attacca De Corato - sono i rifugiati di professione, quelli che creano problemi all’ordine pubblico, dormono nelle piazze, occupano le strade». «Che non possano godere dell’assistenza vita natural durante mi sembra un principio di buon senso - conclude De Corato - soprattutto se rifiutano accoglienza nei dormitori e posti di lavoro».
 

scritto da: romesinti alle ore 22:30 | link | commenti
categorie: milano, lombardia, intolleranza, habitat

Bolzano: concerto musicisti Sinti per l’Abruzzo

 con il sostegno dell’Assess. alla Famiglia e Politiche sociali

Già nel 2002 un gruppo di musicisti Sinti ha suonato presso il Teatro comunale di Gries -Galleria Telser, per raccogliere fondi in favore dei bambini colpiti dal terremoto in Molise. Il concerto di beneficenza del gruppo "U Sinto" è successivamente anche diventato un CD.

E’ la solidarietà che in momenti come questi dà la speranza – dicono i Sinti –una speranza che scaturisce da gesti concreti. E’ importante far sentire il nostro sostegno non solo attraverso la raccolta di soldi ma anche attraverso la musica Sinta - tzigana. Le canzoni dei Sinti parlano della  vita errabonda, del viaggio ma anche del rifiuto secolare nei loro confronti, dell’amore, del movimento continuo, delle esperienze emotive forti e contrastanti, del calore del fuoco, del spazio all’aperto, dei “rumori” delle notti sotto le stelle

Il concerto al Teatro Cristallo di Bolzano, domenica 17 maggio 2009, dalle ore 20,30, sostenuto dall’Assessorato provinciale alla Famiglia ed alle Politiche Sociali  è  stata un’occasione per ascoltare la musica dei sinti ed aiutare con una donazione chi ne ha veramente bisogno. Tutti i soldi raccolti saranno consegnati alla Caritas di Bolzano e destinati a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo.

Sono partner delle associazioni “Nevo Drom” e “U Giaven” per l’organizzazione della serata di beneficenzai musicisti sinti del Trentino Alto Adige, la Caritas di Bolzano, il Teatro Cristallo, il Comune e la Provincia autonoma di Bolzano - Assessorato alla famigila e politiche sociali. Non era previsto un biglietto, l’entrata era libera ad offerta.


scritto da: romesinti alle ore 21:53 | link | commenti
categorie: abruzzo, musica e spettacoli, trentino

/Amnesty International a Ue:Ddl Italia discrimina i rom

di Apcom
"Bruxelles condanni obbligo registrazione dei senza fissa dimora"
Bruxelles, 15 mag. - Amnesty International ha scritto una lettera alla Commissione Ue per chiedere che intervenga contro l'Italia per alcune misure del ddl sicurezza che vengono giudicate come "discriminatorie" nei riguardi delle minoranze, e in particolare delle comunità rom e sinti. Nel mirino dell'organizzazione ci sono, in particolare, le nuove disposizioni secondo cui le persone che non vivono in una casa in regola con tutti i permessi edilizi e di sicurezza (come spesso i richiedenti asilo), o che vivono in roulotte e caravan (come i nomadi), verranno cancellate dai registri comunali dei residenti e iscritti in uno speciale registro dei senza fissa dimora, gestito dal inistero degli Interni. Amnesty International è particolarmente preoccupata per il fatto che la residenza nel territorio di un comune è "una precondizione per ottenere accesso alle cure sanitarie, all'assistenza sociale, all'istruzione e all'esercizio del diritto di voto nelle elezioni locali, nazionali ed europee. Queste misure colpirebbero in particolare e in maniera sproporzionata la comunità rom, configurando quindi, secondo l'organizzazione, "una discriminazione diretta o indiretta in base all'origine razziale o etnica, in violazione delle leggi nazionali e del diritto comunitario". La Commissione europea è quindi chiamata a "condannare queste nuove disposizioni come potenzialmente discriminatorie", a "monitorare strettamente il processo legislativo" in Italia, e a "fare tutti i passi necessari per garantire che il principio di non discriminazione sia rispettato come prevedono il diritto internazionale ed europeo". In una nota, Nicolas Beger, direttore dell'Ufficio europeo dell'organizzazione, afferma che le disposizioni sotto accusa "non solo violano il diritto comunitario, ma mettono a rischio i più vulnerabili nella società", perché "potrebbe essere impedito loro l'accesso alle cure sanitarie e all'istruzione". "L'Ue non può trascurare la creazione di politiche di tipo razziale in nessuno dei suoi Stati membri, e deve tenere d'occhio attentamente il processo legislativo", conclude Beger.

scritto da: romesinti alle ore 21:47 | link | commenti
categorie: europa, intolleranza, articoli nazionali

Cannes: L'umanità degli abitanti delle roulotte di San Basilio

"La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel

L'umanità degli abitanti delle roulotte di San Basilio ne "La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel
E' stato presentato a Cannes il film italo-austriaco "La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel, alla loro prima opera di "fiction" dopo aver realizzato diversi documentari tra i quali il pluripremiato "Babooska".

La pellicola, inserita nella sezione "Quinzaine des Réalisateurs", racconta la storia di una bambina abbandonata ed "adottata" da una signora che vive in una roulotte di circensi nel quartiere San Basilio di Roma. Patrizia Gerardi, Asia Crippa, Tairo Caroli e Walter Saabel formano il cast del film, tutti attori non professionisti che intepretano loro stessi.

"Abbiamo pensato che il modo migliore per dimostrare una comunità nel suo interno, era quello di introdurre un intruso e per farlo abbiamo inserito la storia inventata del ritrovomento della bambina", ha dichiarato Rainer Frimmel, che ha poi aggiunto: "Negli ultimi anni i nomadi sono vittime di atti espliciti di razzismo, perchè la stampa parla sempre male di loro e li considera imputati di molti rapimenti di bambini. Con questa storia abbiamo voluto rendere giustizia a questa comunità, che è ricca di umanità".

scritto da: romesinti alle ore 21:28 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli

Milano: Ogni settimana, sei donne nomadi a lezione di sartoria

in un locale a Quarto Oggiaro. Perché l´integrazione inizia imparando un mestiere
Jasmina, Radiza e le altre rom che imparano taglio e cucito

"Non sanno cose per noi scontate perché non hanno finito la scuola"
"Bisogna insegnare tutto. Apprendono in fretta e hanno gusto per i colori"
 
«Bangoso, bangoso», dice Jasmina a Radiza mentre prepara la stoffa rossa sul tavolo bianco. «Ogni tanto fate capire anche a me che cosa dite?» chiede Paola, che controlla il lavoro. «Bangoso vuol dire: è storto», spiega Jasmina, una delle cinque donne rom che stanno imparando taglio e cucito sotto la guida di Paola Della Pergola, ex insegnante di lettere, ceramista e fiber art che ogni giovedì mattina dà loro lezione per tre ore. L´iniziativa si chiama Sartoria Romani, è alla seconda edizione, sostenuta dalla Regione Lombardia, organizzata da Opera Nomadi e ospitata in un locale di via Francesco De Roberto, a Quarto Oggiaro, messo a disposizione dalle Acli all´interno del "Progetto Coesione Sociale". L´obiettivo del corso è insegnare un lavoro alle donne rom per renderle autonome. Finora le iscritte sono sei. «L´anno scorso hanno imparato a usare la macchina e le tecniche base di taglio e cucito - racconta Paola - e abbiamo realizzato sacchetti, borse, coperte che poi abbiamo venduto. Oggi impariamo a confezionare grembiuli, presine e guanti da cucina. Abbiamo una commessa per la cooperativa Romanodrom composta da musicisti e cuochi che lavorano per feste, banchetti e catering». Paola appoggia un grembiule su un pezzo di carta, ne ritaglia i bordi ed ecco il cartamodello che viene fissato sulla stoffa a sua volta ritagliata. Ma prima bisogna verificare le misure, tirar righe, fare aggiustamenti e calcoli che non sempre sono scontati per Jasmina, Gordana, Natasa, Radiza e Cristina. Radiza, per esempio, non sa usare il righello. «Alcune di loro non sanno cose per noi sono scontate perché non hanno finito la scuola o l´hanno frequentata a singhiozzo». E infatti Paola dirà loro più di una volta: «Se non imparate a leggere e contare, non potrete trasformare questa esperienza in un vero lavoro» e loro ascoltano, attente. Ognuna ha una storia e soprattutto una famiglia. Solo due, Radiza e Gordana, hanno figli che crescono da sole mentre le altre si occupano dei numerosi fratelli, da sei a nove. Vivono a Baranzate, in case che la comunità a cui appartengono ha costruito su un terreno comprato al Comune. Non è granché, sta sotto il cavalcavia di un´autostrada, ma almeno ci sono luce, fogne, bagni e terrazze piene di fiori. Jasmina e le altre vestono gonne lunghe all´occidentale e magliette pulite e stirate, hanno la pelle fresca, i capelli ben pettinati e il fatto che tutto questo si debba precisare, parlando di rom, serve per dire che la pulizia di una persona spesso dipende da come e dove vivi, non da una scelta. Quando hanno cominciato il corso, un anno fa, l´Opera Nomadi ha comprato due macchine per cucire da affidare ai due nuclei cui appartengono le donne. «Le teniamo in soggiorno - dice Radiza - lavoriamo insieme la sera e nel tempo libero». «Certo, bisogna insegnare tutto, a conservare i modelli, tenere in ordine i tessuti, recuperare i ritagli invece di buttarli, ma imparano in fretta e hanno molto gusto per i colori», dice Paola che, terminata la lezione, distribuisce tessuto e cartamodelli. A casa dovranno finire il lavoro, poi giovedì prossimo si imparerà a cucire e rifinire. Intanto fanno progetti su come allestire il laboratorio. Servirebbero un armadio, pezze di tessuto, uno specchio, un manichino, qualche scaffale che se qualcuno volesse donare, sarebbe molto ben accetto. Si avviano fumando verso l´autobus che le riporta al campo. Cristina è molto contenta. «È mancina - dice Paola - e si è impegnata molto per imparare a tagliare. Ah, ci fossero forbici da sarta per mancini... ».

scritto da: romesinti alle ore 21:12 | link | commenti
categorie: milano, lombardia
venerdì, 15 maggio 2009

Milano: due campi rom hanno le ore contate, spariranno via Novara e Bonfadini

Che vengano spesi dieci milioni di euro per creare altre aree comunali e non si facciano entrare le famiglie rom nelle graduatorie per le case popolari, non ha nessun senso e continua ad essere discriminante.   Ancora una volta le Istituzioni scaricano il problema sulle Associazioni che continuano ad essere protagoniste di azioni che da sole non sono in grado di portare avanti (un discorso più ampio  poi andrebbe fatto sulle Associazioni).   Il loro ruolo dovrebbe essere solo di eventuale supporto alle famiglie verso l'inserimento nel tessuto sociale.

I campi rom di via Novara e via Bonfadini hanno le ore contate. A breve i due insediamenti regolari saranno smantellati e per gli abitanti sarà tempo di trovare un’altra sistemazione. È il primo effetto del nuovo piano per contrastare l’emergenza nomadi in città, che potrebbe essere presentato già lunedì prossimo dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. L’intenzione è di limitare i campi regolari del Comune - attualmente a Milano ce ne sono 12 e ospitano in totale 1.350 persone -, ridimensionando e mettendo in sicurezza quelli destinati a rimanere attivi. Fra i quali uno sarà trasformato in area di transito temporaneo, destinato cioè a soste molto brevi in attesa della sistemazione definitiva. I fondi - 10 milioni di euro messi a disposizione dal governo anche per recuperare dieci aree dismesse - sono già disponibili. L’obiettivo dichiarato del piano è aiutare i rom che si integrano e che cominciano a lavorare, e di allontanare i meno virtuosi. I campi saranno quindi nuovamente censiti, famiglia per famiglia. Ma questa volta i controlli saranno estesi alla situazione patrimoniale dei nomadi, anche nel Paese di origine. «Chi ha una casa o una certa solidità economica nel proprio Paese farà ritorno a casa - anticipa l’assessore comunale alle Politiche sociali, Mariolina Moioli -. Allontaneremo anche tutti quelli che continuano a delinquere o che non rispettano le regole. Chi invece lavora in Italia sarà aiutato a trovare un alloggio. Mentre chi ha intenzione di integrarsi sarà accompagnato nella ricerca di un’occupazione che gli consenta di pagare un affitto». I rom non saranno iscritti nelle liste per le case popolari, ma potranno essere aiutati a ottenere le sistemazioni offerte da Onlus e associazioni cattoliche. «Ci siamo resi conto che mettere in sicurezza alcuni campi costerebbe più che assistere chi ci abita - continua la Moioli -. Abbiamo quindi deciso di mettere fine a questa forma di assistenzialismo diseducativo. Anche perché molti rom stanno riuscendo a integrarsi». L’obiettivo, a lunga scadenza, è di chiudere tutti gli accampamenti della città. «Non abbiamo ancora deciso in che modo i campi saranno smantellati - spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato -, trattandosi di insediamenti regolari decideremo in accordo con questore e prefetto. Prima di tutto, però, dobbiamo sapere dove mandare i rom che attualmente abitano in quei campi. Stabilendo in modo puntuale quanti sono gli italiani e quanti i comunitari e gli extracomunitari. Ma per il momento le nostre priorità sono altre. Prima fra tutte il Marchiondi». Perché parallelamente alla sistemazione dei campi regolari continua la lotta alle baraccopoli abusive. «Ne stiamo chiudendo una al giorno - conferma De Corato -. La prossima a essere sgomberata sarà l'ex istituto Marchiondi, a Baggio.

Milano 10 milioni di euro
 
 

scritto da: romesinti alle ore 14:57 | link | commenti
categorie: politica, milano
martedì, 12 maggio 2009

CUNEO: PUNTI DI APPRODO

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Dalle scuole primarie all’inserimento lavorativo: presentato in un convegno, a Cuneo, il progetto “Punti di approdo, l’integrazione in movimento”. Venerdì 8 maggio, presso il Cinema Monviso, le allieve della classe 2^ Operatore Servizi all’Impresa dell’Enaip di Cuneo si sono occupate dell’accoglienza dei partecipanti, della registrazione dei presenti e dell’accompagnamento delle persone in sala.

“Punti di Approdo” è un progetto voluto dal Comune di Cuneo per l’integrazione della popolazione Sinti. Un progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, che ha visto nascere un’ampia rete d’intervento, coordinata dal Comune insieme al Consorzio Il Mosaico, che ha raccolto le energie e le professionalità del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, delle Cooperative Sociali Momo, Emmanuele e Oasi, dell’Istituto Comprensivo OltreStura, dell’Agenzia di Formazione Agenform, del Centro per l’impiego, della FollowMe e della ScrittoDritto.

Un progetto che ha visto realizzato un ampio complesso di azioni: da laboratori di integrazione multiculturale per i piccoli delle scuole elementari, a percorsi di educazione dei laboratori multimediali per gli alunni della scuola media, continuando nei corsi di orientamento al mondo del lavoro e sfociando negli inserimenti in azienda per gli adulti

scritto da: romesinti alle ore 07:07 | link | commenti
categorie: piemonte
lunedì, 11 maggio 2009

Napoli: Confermata la condanna per Angelica

di Dario Del Porto
Un paio d´ore di camera di consiglio e anche in appello il caso è chiuso: condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione confermata per Angelica, diciassette anni non ancora compiuti, romena di etnia rom, riconosciuta colpevole del sequestro di una bambina di sei mesi denunciato esattamente un anno fa, il 10 maggio 2008, da una giovane madre di Ponticelli. Il secondo processo, celebrato davanti ai giudici della sezione per i minorenni della Corte d´Appello, non modifica la ricostruzione giudiziaria di un episodio comunque controverso, che dodici mesi or sono scatenò l´assalto di alcuni abitanti del quartiere contro i campi nomadi e che negli ultimi mesi è stato accompagnato dai dubbi sollevati non solo dalla difesa dell´imputata, ma anche dalla comunità di Sant´Egidio e dal missionario comboniano Alex Zanotelli.

Spenti i fuochi della rivolta, chiusi nel recinto mediatico gli appelli e le perplessità delle associazioni, resta però il dato prospettato dalle indagini e fin qui ritenuto credibile dalla magistratura: «Ho visto la porta di casa aperta, mi sono precipitata sul pianerottolo e ho visto quella ragazza che teneva mia figlia in braccio - aveva raccontato la madre della neonata - l´ho strappata con forza e mi sono messa a gridare». Angelica, assistita dall'avvocato Cristian Valle e dal prof. Marco Nieli (Opera Nomadi di Napoli), ha sempre respinto le accuse e dopo aver scritto, alla vigilia dell´udienza, una lettera al Capo dello Stato, ha preso brevemente la parola anche ieri, davanti ai giudici, per ribadire la sua versione dei fatti. Secondo la difesa, la versione della parte offesa va ritenuta inattendibile e contraddittoria. I legali hanno inoltre eccepito la notifica all´imputata di un decreto di citazione non tradotto nella sua lingua e rilevando anche l´insussistenza dell´aggravante della "minorata difesa" che determina un innalzamento del limite massimo della pena. Ma già il giudice di primo grado, nella sentenza impugnata e ieri confermata, aveva replicato che non esistono allo stato elementi per mettere in discussione il racconto fornito dalla madre della bambina e posto alla base del verdetto di condanna. A "Repubblica", il procuratore per i minorenni Luciana Izzo aveva sottolineato che l´ufficio aveva «messo in campo una cautela estrema, il massimo equilibrio, svolgendo indagini in ogni direzione» anche per evitare il rischio che l´inchiesta potesse in qualche modo «avallare i pregiudizi» che accompagnano i cittadini di etnia rom. All´udienza di ieri mattina, anche il sostituto pg Alessandro Piccirillo ha chiesto la conferma della condanna di primo grado. E nella sua discussione ha argomentato: «La Romania è entrata a far parte nella comunità europea, pertanto deve uniformarsi i parametri dell´Unione e integrarsi con la nostra cultura e le nostre leggi. Il rapimento dei neonati non appartiene alla nostra cultura. Ciò nonostante, in Italia spariscono tanti bambini. Non sappiamo ad opera di chi, ma è un dato del quale non possiamo non tenere conto».

Fra trenta giorni il deposito delle motivazioni. La difesa prepara ricorso per Cassazione. Angelica è ancora detenuta nell´istituto minorile di Nisida.

scritto da: romesinti alle ore 13:59 | link | commenti
categorie: campania, napoli, intolleranza

Catania: La "bufala" del rapimento di una bimba da parte di una donna Rom

I RAGAZZI DI STEP 1
CANDIDATI AL PREMIO
ISCHIA 2009 PER AVER
SMONTATO UNA BUFALA

Gestiscono il giornale telematico dell'ateneo catanese e lo scorso anno hanno sbugiardato molti giornali, che avevano raccontato di un tentativo (mai avvenuto) di rapimento di una bambina da parte di una donna di etnia rom, semplicemente andando a verificare le fonti. Per questo sono in corsa per ottenere il prestigioso riconoscimento, assieme a testate come Dagospia e Punto Informatico.


Catania, 9 maggio 2009. Gli studenti di Step1, periodico telematico dell'Università di Catania, sono stati selezionati per il Premio Ischia 2009, sezione blog. Mentre tutti i giornali accusavano una rom di aver tentato di rapire una bimba, hanno scoperto – verificando sul posto – che l’accusa era infondata. Non è vero che gli zingari rapiscono i bambini. O perlomeno, non era vera la notizia del tentato rapimento di una bimba al supermercato Auchan di Catania, di cui avevano parlato in coro, la scorsa primavera, quasi tutti i giornali italiani. Quasi tutti, con l’eccezione di Step1, giornale online redatto dagli studenti dell’Università di Catania. Che proprio per avere smontato questa “bufala”, verificando direttamente le fonti e mettendo in luce le carenze dell’impianto accusatorio, si trovano ora candidati al Premio Ischia 2009, un riconoscimento per chi “ha ricercato e raccontato la propria verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa”.
La vicenda risale al maggio del 2008. Tutto parte da un'Ansa, rigorosamente al condizionale, su un presunto tentativo di una bambina a opera di una giovane rom (spalleggiata dal marito), nel parcheggio di un grande ipermercato catanese. Il presunto rapimento sarebbe avvenuto dopo un vivace alterco con la madre della piccola, che usciva dal supermercato con il carrello della spesa. Quasi immediatamente l'unico quotidiano locale, “La Sicilia”, e i maggiori nazionali, tra cui “La Repubblica”, passano all’indicativo e puntano il dito sulla zingara rapitrice. Sono i giorni immediatamente successivi ai fatti di Ponticelli e ai roghi nei campi nomadi. Ma i ragazzi di Step1 non si accontentano delle agenzie e vanno a verificare sul posto. È davvero possibile che, in queste ultime settimane, tutti i Rom d’Itali a si siano messi a rapire bambini?
Parlando con i dipendenti e gli addetti alla sicurezza, i ragazzi si convincono che la notizia sia frutto di una psicosi collettiva. Accertano che i due rom sono ben conosciuti dal personale dell'ipermercato, dove vanno a chiedere l'elemosina. Spesso seguono le persone con la spesa e riportano indietro il carrello per intascare la monetina. Se poi sul carrello c’è un bambino, non si fanno problemi a “scaricarlo”. Un gesto poco garbato, senza dubbio. Ma ben diverso da un rapimento. In secondo luogo, i ragazzi scoprono che in Procura non sono mai arrivati i nastri della videosorveglianza (la zona del parcheggio è osservata da molte telecamere). Questi sono stati distrutti prima ancora di poter essere acquisiti dagli inquirenti. Nonostante le falle nell’impianto accusatorio, però, la giovane Rom ha trascorso l’estate in carcere. A settembre è stata assolta dall’accusa di tentato rapimento. Il processo non è ancora terminato, ma il capo di imputazione è stato modificato: l’accusa è infatti di estorsione. Estorsione di una monetina.
Step1 ha dedicato al caso alcuni servizi di cronaca, cui ha fatto seguito una serie di approfondimenti, adesso raccolti in uno speciale. Nello scorso ottobre, su “Internazionale”, il professor John Foot dell’Università di Londra ha parlato del lavoro di questi ragazzi in termini lusinghieri («una prova di serio giornalismo investigativo»). Adesso arriva la candidatura al Premio Ischia, insieme a blog d'informazione molto quotati: Attivissimo, Byoblu, Blackcat, Dagospia, Giornalettismo, Lastknight, Piovono Rane, Punto Informatico, Voglio Scendere e altri.
Ciò che rende interessante questa candidatura è la natura di Step1, periodico online attivato all’interno dei laboratori giornalistici dell'università di Catania, scritto da studenti o ex studenti affiancati da due tutor professionisti. L'aggiornamento del sito, quotidiano, è in mano ai ragazzi. Il giornale esiste solo in edizione online. Ma quello che sembrava un limite dettato dagli scarsi mezzi, si è presto tramutato in un'occasione grazie alla tempestività degli aggiornamenti. Sono proprio tempismo, precisione e attendibilità i criteri di valutazione adottati dalla prestigiosa giuria del Premio Ischia. Senza trascurare la dura legge di Internet: la presenza di link e tag di citazioni sui maggiori sistemi di aggregazione online di notizie.
Anche la votazione, per restare in tema, sarà telematica. Sarà possibile infatti scegliere tra i 10 siti d'informazione compilando (entro il 25 giugno) il form presente sul sito del Premio. Intanto la palestra di Step1 continua a sfornare idee. Il giornale ha di recente attivato un laboratorio di video-inchieste: un genere, anche questo molto impegnativo per degli studenti universi tari. Un altro modo per dimostrare che la pubblicazione online non è per forza un limite ma può essere una risorsa, anche per la sua apertura alla multimedialità. Ma a condizione che si tenga presente che le notizie vanno sempre verificate. Andando sul posto.

scritto da: romesinti alle ore 13:56 | link | commenti
categorie: sicilia, intolleranza

Roma:

La città sicura           

           è una città che si-CURA

 

             

               Riflessioni e proposte sulle periferie interculturali

        Roma, via Alberini (colli aniene) 14-17 maggio 2009

 
 
 

Tra le mura del centro e le corsie del Grande Raccordo Anulare, c’è un deserto. Un deserto di valori e di relazioni. E’ una città di tutti e di nessuno, una città di identità che non si incontrano, una città senza parole, insicura.

Il deserto, appunto. Dove l’altro è un nemico, da picchiare o da derubare. Quartieri in cui si abita ma non si vive. Condomini in cui si ‘ciatta’ con il mondo ma non si conosce il vicino di casa.

Il deserto genera razzismo. Le aggressioni nei confronti di cittadini immigrati sono in aumento e spesso purtroppo gli autori rimangono impuniti. Il deserto genera anche paura. Un quartiere senza relazioni fa paura.

A Colli Aniene, in Quinto Municipio, per quattro giorni si parlerà di questo. Senza verità in tasca, ma con la necessità di trovare al più presto la CURA. Partendo dal confronto tra soggetti diversi e dalle potenzialità, dalle piccole oasi nel deserto. Dai luoghi abbandonati che possono trasformarsi e generare relazioni sociali, dialogo e convivenza.

Mosaici Comunicazione e il cantiere sociale Decolliamo

                                 ORGANIZZANO:

La città SICURA

   è una città

        che SI-CURA

     Riflessioni e Proposte

                                 Per un quartiere

                                 interculturale

Via Alberini, (Colli Aniene) 14-15-16-17 maggio 2009

 
PROGRAMMA
Giovedì 14 maggio ore 16.oo:

inizio lavori, presentazione del seminario

 ‘VIVERE LE PERIFERIE, ABITARE LE RELAZIONI’

LA PERIFERIA ROMANA TRA PASSATO PRESENTE E FUTURO           

-IL DESERTO OLTRE LE MURA

-moderatore Carlo Moccaldi

A.Medici (vicepres. V Municipio) Dialogo e convivenza nel V municipio,

A. Virgili conflitti e identità _S. Paoluzzi _P. Bochicchio “Memoria delle periferie”

Rappresentante Comunità Rom Nedzib e Dragan “Colli Aniene: Vivere oltre il cavalcavia”

P. Vitale Comitato popolare per la lotta della casa “La situazione dell’emergenza abitativa nel V municipio”_F. Manujibeya (Mosaici) Razzismo e xenofobia nelle periferie romane

Osservatorio Razzismo “Casi di violenza in periferia”

Ore 18.00 presentazione mostra fotografica ‘l’Italia Accanto

-Banco informativo: “Io non ho paura”.

- Cena Sud Americana

  Venerdì 15 maggio ore 16,30

OASI E MIRAGGI

-intervengono:

F. Manujebeya l’esperienza delle consulte”

Rappresentante comunità latino americana “L’accoglienza di Roma oggi”

Rappresentante comunità marocchina “L’esperienza della convivenza nell’emergenza abitativa”

T. Kuzik “Una piccola Kiev a Ponte Mammolo, l’aggregazione della comunità ucraina attraverso il mercato” C. Moccaldi l’integrazione nel condominio

-Cena Araba
 
Sabato 16 maggio ore 16,30
INCONTRI PERIFERICI

PROIEZIONI, MUSICHE E SPETTACOLO

Gruppo percussioni Tor Sapienza Musica balcanica Alessandro menestrello vu’ Cumprà

Proiezione del documentario: “Colli Aniene: Percorsi di periferia”

 
Domenica 17 maggio ore 16,30

LA CURA DELLA CITTA’ SICURA

LUOGHI, INCONTRI, RELAZIONI

ore 15,30
intervengono:

R. Mastrantonio (VII Municipio)

G. Rocca “Arte e integrazione”

L. Carocci, “progetto Mediazione sociale” Sos Razzismo: “L’integrazione attraverso le banche del tempo” C. Moccaldi “la convivenza possibile, la cura attraverso i luoghi di incontro”

A. Virgili “Le “Romano Pijats” laboratorio di dialogo interculturale”

Conclusione: A. Medici (V Municipio) “Punto della situazione e nuove prospettive. Da dove ripartiamo?”

Cena Rom

Ore 18.00 esposizione dell’artigianato Rom

Ore 20.00 musiche del mondo intorno al fuoco                          

IL PROGRAMMA AGGIORNATO è DISPONIBILE SUL SITO http://www.piazzavittorioweb.it/

Per info:----Silvia Paoluzzi 338 4283 726 Carlo Moccaldi 392 9959935
 

scritto da: romesinti alle ore 09:10 | link | commenti
categorie: roma, lazio, opera nomadi del lazio

Reggio Calabria: il 13 maggio l'Opera Nomadi organizza "ragionare sull'abitare"

Il 13 maggio prossimo l’associazione terrà presso il centro sociale di Arghillà nord un seminario di studio dal titolo “ragionare sull’abitare” con il quale si intende approfondire il tema dell’housing sociale.

I lavori del seminario partiranno dai risultati della ricerca scientifica presentati nel volume dell’Opera Nomadi   “I rom e l’abitare interculturale. Dai torrenti ai condomini” pubblicato nel mese di marzo 2009 dalla casa editrice Franco Angeli. 

Il lavoro di ricerca e la  pubblicazione sono stati realizzati come azioni di un progetto dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria ( l’abitare interculturale)  finanziato dall'Ufficio Nazionale Antirazzismo (UNAR) in seguito all’aggiudicamento di un bando nazionale e realizzato in partenariato con l'Università degli Studi di Messina - Dipartimento di Sociologia "V. Pareto", l'Opera Nomadi Lazio,  la rete europea REVES e il Dr Petronio.

La ricerca realizzata ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia del modello dell’equa dislocazione proposto dai rom stessi mettendo a confronto i livelli di inclusione/esclusione delle famiglie rom che ancora vivono concentrati nei ghetti e di quelle che  abitano dislocati nei condomini.

I dati dello studio condotto su un totale di 500 famiglie residenti nelle città di Reggio Calabria e di Roma ( 250+250) hanno dimostrato che i rom dislocati hanno raggiunto un livello di inclusione sociale più alto rispetto a coloro che sono invece costretti a vivere concentrati.

L'indagine, oltre a verificare l'efficacia del modello abitativo dell'equa dislocazione e quindi del mix etnico-sociale, ha messo in evidenza la necessità di sviluppare una nuova politica abitativa fondata sul coinvolgimento diretto dei rom e sul concetto di abitare legato alla qualità dell'ambiente abitativo quale ambito di relazioni fondamentali per l’inclusione sociale.

Per contestualizzare la ricerca nel volume sono state  illustrate le condizioni di esclusione abitativa dei rom a Reggio Calabria e a Roma mettendo in evidenza le loro iniziative sociali volte a superare questa situazione. In particolare nel libro si ricostruisce il lungo e faticoso percorso di contrasto all'emarginazione con il quale una parte dei rom di Reggio Calabria è riuscita con l’aiuto dell’Opera Nomadi  a passare dalle baracche di cartone costruite nei letti dei torrenti (negli anni Cinquanta) alle abitazioni nei condomini (degli ultimi anni).

Partendo da questo lavoro l'obiettivo del seminario sarà  quello di affrontare la questione abitativa mettendo in comunicazione tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo in questo tema delicato ed evidenziando  i limiti dell’attuale politica della casa, i bisogni inevasi ed un nuovo concetto di abitare .

La questione abitativa dei rom verrà affrontata all’interno del  tema generale della casa che interessa ormai una larga fascia della popolazione.

Pertanto al seminario interverranno oltre alle istituzioni e agli operatori sociali gli abitanti rom e non rom e gli argomenti del seminario saranno: la nuova proposta di legge regionale sulla casa, i quartieri ghetto, lo sviluppo futuro della politica della casa con le relative ricerche e proposte operative .


scritto da: romesinti alle ore 08:56 | link | commenti
categorie: calabria, habitat, opera nomadi di reggio calabria
martedì, 05 maggio 2009

FEDERAZIONE ROM E SINTI, GOVERNO CALPESTA I NOSTRI DIRITTI

 (ASCA) - Roma - Il governo italiano ''sta calpestando i diritti dei rom fallendo tutte le politiche di integrazione per i nomadi''. E' questa la principale posizione emersa dal primo congresso nazionale Rom e Sinti che si svolge nella sala auditorium dell'Unicef. L'obiettivo del congresso e' la realizzazione di un ruolo attivo e partecipante nelle politiche sociali e istituzionali dei Rom e dei sinti, attraverso il riconoscimento della minoranza linguistica, la diffusione della conoscenza della cultura rom e sinta, l'affermazione della cultura della legalita' e il superamento di ogni forma di discriminazione.

In una mozione che sara' votata domani dal congresso si attacca esplicitamente il ministro degli esteri, Franco Frattini, per alcune dichiarazioni rilasciate quando era commissario europeo per la giustizia e la liberta'. ''Quello che si deve fare e' semplice - ricorda la mozione citando Frattini - si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta li' si chiede: tu di che vivi? se quello risponde: 'non lo so', lo si prende e lo si rimanda in Romania. Cosi' funziona le direttiva europea.

Semplice e senza scampo''.

Critiche anche alla gestione del problema campi nomadi nella Capitale sono arrivate anche dall'assessore al bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, secondo cui ''la giunta Alemanno sta calpestando i diritti dei Rom con sgomberi indiscriminati. Dobbiamo pero', allo stesso tempo, prendere atto che in questi anni le politiche per i nomadi, in questa citta', sono state tutte fallimentari. La sicurezza e l'integrazione si garantiscono attraverso l'offerta di una soluzione abitativa vera''. Da mesi ''stiamo assistendo increduli a una escalation razzista e xenofoba che ha visto voi Rom e Sinti oggetto di trattamento normativo e pratico inqualificabile. In Italia esiste un problema sicurezza - ha aggiunto Nieri -. Ma a rischio sono gli immigrati oggetto ogni giorno di aggressioni e di violenze''. Sul tema dei campi nomadi si e' espresso anche Luigi Camilloni, presidente dell'osservatorio sociale. ''Giusta, condivisibile ed opportuna la chiusura dei campi nomadi perche' non possono essere delle soluzioni definitive al problema abitativo dei rom e l'unica via dignitosa e' appunto quella di chiuderli tutti''. Ma ''basta sopratutto con la politica dello struzzo, bisogna avere il coraggio a due mani per iniziare a dare un'alternativa alle reali condizioni di vita dei nomadi, cosa che finora e' mancato per ipocrisia generale''.


scritto da: romesinti alle ore 21:41 | link | commenti
categorie: intolleranza, articoli nazionali

Milano: «Case e lavoro ai rom, stop ai campi»

Vertice sindaco-prefetto: multe a chi non bonifica le aree dismesse
Il Comune: vieteremo le occupazioni delle aree dismesse, ma il conto lo pagheranno i proprietariLa distruzione della baraccopoli Bacula (Photoviews)

La distruzione della baraccopoli Bacula (Photoviews)

MILANO - La sintesi è: lavoro e casa ai rom. Ora, ci sono distinguo e chiarimenti da fare, e che fare­mo. Ma l’incontro, ieri, tra il prefetto e il sindaco ha inaugu­rato la nuova fase della gestio­ne della questione-rom dopo la fase degli sgomberi. Per chi se lo merita, offre garanzie, ha vo­glia di cambiar vita — e secon­do le istituzioni sarà natural­mente un cambiamento in me­glio —, ci sarà «un percorso as­sistito di avviamento al lavo­ro ». E ci sarà la possibi­lità di «avere un’abita­zione », abitazione la cui ricerca le istituzio­ni affideranno al terzo settore, «specie quello cattolico». Dunque si girerà nel circuito del­le parrocchie e delle as­sociazioni.

Si procede­rà piano, «con progetti che coinvolgeranno due-tre famiglie per volta». Così si è deci­so. Poi, chiaro, biso­gnerà vedere i risultati concreti. «Dopo trent’anni di campi rom», ha detto il prefet­to Gian Valerio Lom­bardi, peraltro commissario straordinario ai nomadi, «è ora di dire basta. Dobbiamo riusci­re a smantellare tutti gli insedia­menti ». A proposito di insediamenti. Il Comune ha garantito che spenderà parecchio (ha a dispo­sizione appositi fondi stanziati dal governo) per bonificare una decina di aree pubbliche, delle quali non ha fornito la lo­calizzazione. Le aree di tanto in tanto vengono occupate e si tra­sformano in bivacchi e barac­che. Sempre il Comune provve­derà a sistemare anche i terreni di proprietà di privati. O me­glio: se gli imprenditori interes­sati vorranno, lo faranno loro; se invece eviteranno di «puli­re », lo farà il Comune. Che pre­senterà il conto e pretenderà di esser pagato sull’unghia.
Prima parlavamo di distin­guo e chiarimenti. L’inserimen­to abitativo riguarderà in via esclusiva famiglie scelte, che possano contare su redditi reali e costanti: non si regaleranno insomma appartamenti al pri­mo che passa. E comunque, qualche rom che vive in appar­tamento già c’è e si comporta benissimo. Del resto, non sono degli alieni, questi nomadi. Di­fatti anche la Lega, con il consi­gliere comunale Matteo Salvini dice che la casa va bene. Nel senso che se qualcheduno deci­de di ospitare un nomade, «ben venga. Non vedo il problema. E così facendo si svuoterebbero anche i campi». Spera, Salvini, che il terzo settore, «e meglio sarebbe la chiesa di Milano», ne ospiti «decine, centinaia» di immigrati, s’intende «a proprio spese. Oh sì: non un centesimo pubblico deve venir versato».
Detto della Lega che tutto sommato è favorevole, diciamo del Pd, con il consigliere comu­nale Andrea Fanzago, che un poco è contrario. Perché se «l’inserimento lavorativo e abi­tativo è giustissimo, vediamo di non dimenticare quanta po­vera gente non ha una casa, con il Comune che non forni­sce aiuto». Ieri, alle 17.30, il sindaco Leti­zia Moratti ha visitato la mo­stra a Palazzo Reale di Monet. La accompagnavano l’assessore Finazzer Flory e il console fran­cese, con la quale si è a lunghis­simo intrattenuta parlando un elegantissimo francese. Una bel­la mostra, e la Moratti ha gradi­to. Dopo la visita, ha accettato di rispondere a domande sul­l’incontro con il prefetto. La Mo­ratti ha voluto sottolineare che chi tra i rom sbaglia verrà perse­guito con assoluta fermezza.

scritto da: romesinti alle ore 21:31 | link | commenti
categorie: milano, lombardia

Milano: 10 milioni di euro per i campi

rom-2Soddisfatto il prefetto Gian Valerio Lombardi per l’esito dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma con il ministro dell’Interno Roberto Maroni. In agenda l’attività svolta come commissario straordinario per l’emergenza rom: il lavoro svolto e quello programmato. La buona notizia: il ministero conferma i 10 milioni di euro stanziati per la sistemazione dei campi rom milanesi. Entro una settimana circa, infatti, il Comune presenterà il progetto per lo snellimento e la riqualificazione di una decina di campi autorizzati. Obiettivo: dimezzare il numero degli occupanti, smistarli in altre strutture, creare fognature e servizi necessari ai campi. Infine sarà creare anche un’area di sosta e transito. Saranno accompagnati e assistiti quei rom che desiderano cercare una soluzione abitativa diversa.
Una volta che la riqualificazione sarà ultimata arriveranno anche i rinforzi: più forze dell’ordine per vigilare sulla sicurezza dei cittadini e su quanto avviene dentro i campi.
Leggete:

scritto da: romesinti alle ore 21:23 | link | commenti
categorie: milano, intolleranza, habitat, renata paolucci ex segr naz

Roma: Le storie e i volti del documentario "Le donne vestivano gonne fiorite"


30/04/2009, 20:43

Le storie e i volti del documentario "Le Donne Vestivano Gonne Fiorite"
Delle immagini in bianco e nero, che provengono dal passato: un accampamento di Rom colto in alcuni momenti tipici della sua quotidianità: le donne accudiscono i bambini, gli uomini battono il rame….. su queste immagini di repertorio la voce off di un'anziana rom kalderasha, Emilia, racconta degli spostamenti continui, del montaggio e smontaggio delle tende nei diversi paesi toccati dal loro incessante cammino di zingari, sempre alla rincorsa delle sagre e delle feste patronali.....
... Il volto di Emilia oggi, segnato dal tempo e dalla vita, che prosegue il suo racconto all’interno della piccola roulotte in cui vive, nell’accampamento nel cortile dell’ex foro boario di Testaccio, a Roma…..
... Rasema ha venti anni meno di Emilia, ma non si direbbe: il suo volto di ses­santenne è segnato da rughe profonde, anche se la sua espressione mantiene un che di infantile, specialmente quando sorride. Ci racconta del suo arrivo in Italia dalla Bosnia, nel lontano 1969, con il marito e un bambino piccolo in braccio.
Oggi vive nel piccolo campo all’Arco di Travertino, circondata dall’affetto e dal rispetto dei figli e degli innumerevoli nipoti. E il suo modo di vedere la vita, tradizionale, “all'antica”, dissolve.....
... Nel racconto delle esperienze di Umiza, romnì bosniaca che ha da poco superato la trentina e che è arrivata in Italia da Mostar quando aveva solo pochi mesi. Oggi vive in un container del villaggio attrezzato di via Cesare Lombroso, accanto ai suoi anziani genitori e ai fratelli.
Un marito perennemente in galera, la fatica di portare avanti la famiglia e far crescere i suoi due figli da sola..... la vita non è affatto semplice per Umiza, che si arrangia recuperando materiali di ogni genere nei cassonetti della spazzatura, per poi rivenderli nel mercatino aperto vicino al campo…..
... La stessa forza di Umiza anima le attività di Sevla, romnì quarantenne che è riuscita ad uscire dal campo di vicolo Savini e a garantire un tetto ai suoi otto figli occupando una casa abbandonata. Sevla è un'ottima ballerina di danze balcaniche e una donna forte, espansiva e solare. Ha messo a frutto le sue capacità creative con determinazione e passione, insegnando le danze tradizionali rom e avviando un'attività di piccolo artigianato. Tutta la vita di Sevla risente della presenza del ricordo del fratello morto oramai quasi vent'anni fa, il celebre poeta zingaro Rasim Sejdic, come dimostra anche l'e­ducazione che ha scelto di dare ai suoi figli, così orientata verso l'espressione artistica,.....
... E la passione per la danza, che pratica con impressionante bravura, Daniela l’ha ereditata proprio dalla madre. A diciannove anni Daniela ha rifiutato con serena determinazione lo stile di vita tradizionale della sua comunità che le proponeva un matrimonio precoce e il ruolo di madre e mo­glie sottomessa al marito. Il suo principale obiettivo è invece quello di cambiare le sue condizioni di vita: chiudere definitivamente con la vita del campo nomadi, trovare un lavoro che le permetta di rendersi autonoma, ma senza rinunciare a divertirsi, come è nei desideri di qualsiasi ragazza della sua età.....
... E una voglia quasi sfrenata di vivere pienamente la sua giovinezza caratterizza lo stile di vita di Mirela, ventenne che vive nel villaggio attrezzato di via dei Gordiani. Mirela è una forza della natura: volitiva, travolgente, sen­suale, con un modo tutto suo, sincero e diretto, di esprimersi. Non veste “alla zingara”, rifiuta anzi di indossare le tradizionali lunghe gonne a fiori e fre­quenta comitive di ragazzi italiani, rifuggendo la compagnia degli altri Rom. Questo suo comportamento la mette in cattiva luce dentro la comunità: non sono in pochi, e non solo gli adulti o gli anziani ma anche le sue coetanee, a considerarla una “poco di buono”.....
... Charlotte, invece, è una diciottenne che è riuscita a gestire armoniosa­mente e con consapevolezza il rapporto difficile tra il mondo dei Rom e il mondo dei “Gagé”: ha conseguito la licenza media, si è iscritta al corso per volontaria del servizio civile e ha iniziato a fare le prime esperienze come mediatrice culturale nella scuola elementare vicina al campo di Testaccio, dove vive con la sua famiglia. Ma la dolcezza del suo volto è contraddetta dal guizzo ribelle dello sguardo, quando ricorda con orgoglio di essere sem­pre riuscita a ribellarsi agli aspetti più arretrati della sua cultura di origine.

scritto da: romesinti alle ore 21:15 | link | commenti
categorie: roma

Rep. Ceca/ Neonazisti attaccano manifestazione rom a Chomutov

di Apcom
Oggi manifestazioni contro il razzismo in tutto il Paese
Praga, 3 mag. (Ap) - Decine di neonazisti hanno attaccato oggi una manifestazione pacifica di rom a Chomutov, cittadina della Repubblica Ceca situata a un centinaio di chilometri a nordovest di Praga. La polizia è immediatamente intervenuta contro i neonazisti, che avevano intonato slogan razzisti e lanciato petardi contro i rom. In 14 località della Repubblica Ceca migliaia di persone sono scese in strada oggi per protestare contro gli episodi razzismo di cui sono rimasti recentemente vittime i rom. Questa campagna anti-razzista è partita lo scorso mese dopo un attacco incendiario contro una famiglia rom, in cui una bambina di due anni è rimasta ferita gravemente.

scritto da: romesinti alle ore 21:10 | link | commenti
categorie: unione europea, intolleranza

Anche Torino ha il suo Commissario

Paolo Padoin
Nominato dal ministro dell'Interno. Il sindaco: ora la proposta sul campo
TORINO
Il ministro Maroni nominerà nei prossimi giorni commissario all’emergenza nomadi il prefetto Paolo Padoin. Lo ha annunciato al sindaco che ne aveva fatto richiesta, anche con una certa esuberanza, a dicembre quando la nomina era stata fatta per le città di Roma, Milano e Napoli. Chiamparino apprezza: «Spero che si faccia in fretta e che questo comporti anche l’arrivo di risorse». La nomina serve, secondo il sindaco, a «garantire che ci sia qualcuno con la necessaria autorità e autorevolezza per coordinare l’azione non solo della città, ma di tutta l’area metropolitana evitando che si vada in ordine sparso». Occorre una alternativa al vecchio insediamento di strada dell’Aeroporto; la Città ha una ipotesi di sito alla Continassa per un piccolo campo attrezzato, ma - dice il sindaco - «il confronto è ancora aperto».

Finalmente. Anche Torino avrà il suo commissario all’emergenza nomadi. Sarà, come già accade da dicembre a Milano, Roma e Napoli, il prefetto, Paolo Padoin. L’ha deciso il ministro Maroni che ufficializzerà la nomina nei prossimi giorni e che nel contempo prolungherà il mandato agli altri tre. E la cosa è piaciuta e parecchio al sindaco Chiamparino che a dicembre aveva sollecitato con una certa ruvidezza il ministro «a fornire al prefetto risorse e poteri commissariali per affrontare il problema dei nomadi su scala metropolitana; come è accaduto in altre grandi città». Il sindaco è soddisfatto: «L’avevo chiesto a Maroni e lui l’altro giorno mi ha chiamato e mi ha detto che sta per fare la nomina. Di questo lo ringrazio perché significa aver capito che anche per Torino serve qualcuno con la necessaria autorità e autorevolezza per coordinare l’azione non solo della città, ma di tutta l’area metropolitana». E racconta che non è pensabile agire «a compartimenti, ma serve un piano complessivo». E non solo. Servono risorse aggiuntive e solo la riconosciuta straordinarietà consente che arrivino.

A Torino non c’è, come a Roma, il problema di censire i residenti nei campi, ma c’è sicuramente quello di trovare una soluzione alternativa al vetusto insediamento di strada dell’Aeroporto che, oltre tutto, è a rischio di esondazione. Chiamparino spiega: «Quel campo deve essere chiuso con l’obiettivo di creare piccoli campi autorizzati nell’area metropolitana, diluendo l’impatto di quelli esistenti». E aggiunge: «Si devono realizzare strutture più piccole e meglio attrezzate». La Città ha una sua proposta: «Lo sappiamo che alla fin fine ogni circoscrizione è contraria che il campo venga sistemato nel suo territorio e, per questo, siamo aperti a ogni discussione. Ci sembra che un sito possa essere strada Druento alla Continassa. Quello è un luogo che il Comune può mettere a disposizione». Precisa: «Però serve un coordinamento con gli altri Comuni che solo il commissario può garantire».

L’ipotesi di un campo sostitutivo alla Continassa non era piaciuta alla quinta circoscrizione Vallette-Lucento-Madonna di Campagna e alla presidente, Paola Bragantini, che aveva protestato con gli assessori Marco Borgione (Servizi sociali), Mario Viano (Urbanistica) e anche con il sindaco. Ma non c’è per ora alcuna decisione presa sul sito. E’ invece approvato - e apprezzato da Maroni - il regolamento dei campi nomadi varato dalla giunta. Una sintonia che probabilmente ha spinto il ministro a nominare il commissario e che già lo aveva impegnato a finanziare la nascita del nuovo campo. Negli insediamenti si pagherà per sostare su piazzole che, a seconda dell’investimento disponibile, potranno essere dotate di allacciamento a luce, acqua, fogne. Insomma, sistemazioni più decorose delle attuali che potranno essere date in concessione annuale (con una spesa pari a 2-3 euro al giorno) e a condizioni ben precise, come quella di non possedere proprietà immobiliari oppure - ma il regolamento attuale già lo prevede - non avere conti in sospeso con la giustizia, o ancora non macchiarsi di reati come il maltrattamento o lo sfruttamento dei minori o delle donne.

scritto da: romesinti alle ore 21:08 | link | commenti
categorie: torino

ROMA: IL CAMPO ROM RESTA AL CASILINO

(IRIS) - ROMA, 4 MAG - “ Il Casilino 900 sarà ridimensionato ma non smantellato e trasferito. Resteranno solo i nomadi che garantiranno il rispetto del vivere civile!“. A dichiararlo è Luca Panariello, delegato del sindaco Alemanno e responsabile delle relazioni con le associazioni dei cittadini che ha incontrato il primo aprile 2009 alle 18 presso il Circolo Bocciofilo di via Pietro Ruga 21, i cittadini del VI Municipio. "Una nostra vittoria. L’amministrazione Lippiello si è subito schierata contro questa decisione resa pubblica il 10 gennaio 2009. Una nostra vittoria perché abbiamo risposto e spiegato tempestivamente tutte le motivazioni che impedivano il trasferimento del campo rom alle porte del nostro comune. In barba a tutti i comunicati che continuano a pervenire dall’ufficio relazioni con l’esterno targato rigorosamente Udc e, chissà perché non Pd, l’avvocato Michele Pagano dovrebbe chiedersi come mai, solo ora che siamo in aperta campagna elettorale si ricorda di un possibile trasferimento del campo Casilino 900 in zona Casal Bianco, tra l’altro a pochi metri da casa sua ma di fatto, a gennaio, quando le televisioni venivano a riprendere le rimostranze dei cittadini sotto la pioggia battente, della sua figura nemmeno l’ombra, nemmeno una lettera a dire, “sono dalla vostra parte”. Ricordiamo che a gennaio, quando la notizia divulgata su tutti i quotidiani faceva da ombra a questa possibilità, l’unico che si era preoccupato di muoversi e protestare a fianco dei comitati cittadini, era il sottoscritto e accanto a lui i comitati cittadini di marco simone e case rosse. Eppure, vista la tenacia con cui l’avvocato sta trattando l’argomento solo in questi giorni, mi viene da chiedere come mai, tale presa di posizione non l’abbia iniziata a suo tempo ma si è limitato ad inviare un unico comunicato in cui esprimeva il suo dissenso per una eventuale venuta di 'zingari'alle porte di Guidonia Montecelio. E leggo sui suoi comunicati proprio il turpe appellativo 'zingari'. Un uomo 'democrat' come si definisce, non dovrebbe scrivere frasi tipo, “ Confidiamo sul fatto che gli amici del Pdl che si sono fermamente opposti all’eventualità di trasferire altri zingari nel nord est della Capitale”. Sia fatta ancora chiarezza sulla sua posizione." 

scritto da: romesinti alle ore 21:03 | link | commenti
categorie: roma
lunedì, 04 maggio 2009

Politiche Possibili abitare le città con i Rom e i Sinti

copertina poltiche possibiliCarocci editore
Politiche possibili
Abitare le città con i rom e i sinti
a cura di Tommaso Vitale
Studi Economici e Sociali Carocci
2009, pp. 300





Da secoli sono parte integrante della storia urbana e rurale del nostro Paese. Li chiamiamo con diversi nomi: zingari, nomadi, rom, sinti, caminanti, yenish. Negli ultimi anni la loro presenza è diventata uno dei principali temi di dibattito e mobilitazione nella vita politica, soprattutto a livello locale. I Comuni sono chiamati a realizzare politiche sociali e abitative, e spesso non sanno cosa fare. Tentate dalla demagogia, incalzate dai media, le amministrazioni sovente non conoscono esperienze già attuate in altre città e di cui è stata valutata l’efficacia.

Nel volume vengono esaminati aspetti storici, culturali e sociologici dei differenti gruppi zigani e vengono descritte le linee di politica progettate dall’Unione Europea. Sono poi esposte nel dettaglio le politiche sociali, sanitarie, educative, del lavoro e, in particolare, abitative realizzate verso i nomadi in diverse realtà italiane. Dall’insieme emerge come, se programmate e negoziate con i rom e i sinti, politiche locali che affrontano i problemi e le contraddizioni e rispettano i diritti di tutte le parti in gioco sono possibili.
Tommaso Vitale è ricercatore di Sociologia presso l’Università di Milano Bicocca dove insegna Scienza politica e Sviluppo locale, è membro del comitato di redazione della rivista “Partecipazione e conflitto. Rivista italiana di studi sociali e politici”. Conduce ricerche sui conflitti urbani, sulla governance dei processi di conversione industriale e sulla programmazione dei servizi sociali. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Le convenzioni del lavoro, il lavoro delle convenzioni (2007, con V. Borghi), In nome di chi? Partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni locali (2007); I rom e l’azione pubblica (2008, con G. Bezzecchi e M. Pagani).
- Prefazione di Luca Rodda
- Ringraziamenti di Maurizio Cabras
- Introduzione:
elogio del possibilismo di Tommaso Vitale
Prima parte
- Una pluralità di storie e culture
- La “questione zingari” nell’Italia fascista. La costruzione culturale
di una categoria razziale di Luca Bravi
- Lingue, culture e rappresentazioni di Demir Mustafa
- Generazioni nomadi fra tradizione e mutamento di Alfredo Alietti
- Le normative europee e internazionali contro la discriminazione di Eva Rizzin e Claudia Tavani
Seconda parte
Conflitti e governo locale
- Opera:
emergenza e partecipazione politica di Patrizio Ponti e Laura Rosina
- Pavia:
la negazione istituzionale di una questione pubblica di Andrea Membretti
- Buccinasco:
un esperimento insolito coi sinti lombardi di Ernesto Rossi
- Reggio Calabria e Messina:
tra mediazioni e conflitti di Antonella Cammarota e Tiziana Tarsia
- Venezia:
quando un ente locale deve lottare per realizzare le proprie politiche di Claudia Mantovan
Terza parte
Le politiche sociali
- I servizi sanitari.
Promozione della salute ed epidemiologia del pregiudizio di Lorenzo Monasta
- I servizi sociali.
Rom a servizio o servizi per i rom? di Daniela Lucatti
- I servizi sociali.
Strategie di progettazione integrata di Stefania Mapelli
- I percorsi educativi.
Il sostegno alle capacità di minori e adulti di Claudia Biondi e Sabrina Ignazi
- La scuola. Lu
ogo di appartenenza o di esclusione? di Angela Sacco
Il lavoro.
Gli inserimenti lavorativi fra sperimentazione e messa a regime di Eleonora Costantini
Il lavoro.
Mediazione associativa, auto-organizzazione dei rom e conquista di opportunità personali di Maurizio Pagani
L’integrazione fra politiche.
Immaginare un futuro tra memoria e presente di Milena Scioscia
Quarta parte
Le politiche dell’abitare
- Dalla segregazione al diritto all’abitare di Tommaso Vitale e Livia Brembilla
- Pisa:
politiche e interventi locali fattibili con i rom e i sinti di Antonio Sconosciuto
- Rovereto e Trento:
l’accesso all’edilizia pubblica di Stefano Petrolini Bologna: migrazioni rom e inserimenti abitativi
di Cris Tomesani

- Milano: g
radualmente verso una casa in affitto di Fiorenzo De Molli
- Mantova:
dal campo ai terreni privati, un percorso di mediazione culturale di Elena Borghi e Stefano Liuzzo
- Modena:
il percorso di realizzazione delle microaree di Luca Puggioli e Paola Santoro
- Padova:
il superamento dei campi nomadi e il Progetto di inserimento
scolastico di Renata Paolucci

- Trezzo sull’Adda:
l’importanza dell’ascolto di Giuseppe Barbisoni , Francesca Gilioli , Laura Di Martino
- Trezzo sull’Adda:
una esperienza interrotta… verso modelli dell’abitare integrato di Maurizio Cabras e Paola Ciceri
- Settimo Torinese:
il processo di autocostruzione e autorecupero come strumento di inclusione sociale di Armando De Salvatore e Simona Riboni
- Lione:
il miglioramento delle abitazioni “indegne” di Martine Chanal Case, casette, baracche e roulotte di Nicola Solimano
- Conclusioni.
Ragionare per casi: dinamiche di innovazione nelle
politiche locali con i rom e i sinti di Tommaso Vitale e Loris Caruso

Bibliografia



homepage.mac.com/tommaso.vitale

giovedì, 30 aprile 2009

Roma, Alemanno: Per nuovi campi espropriamo aree private

Il Comune di Roma potrebbe localizzare le nuove aree per i campi nomadi della capitale espropriando terreni privati. Lo annuncia il sindaco Gianni Alemanno in un'intervista oggi sul Corriere della Sera. "I sette campi che ci sono funzionano male - ha detto - e possono assorbire ancora altre persone. Poi ci servono altri tre siti: uno l'abbiamo trovato fuori dal Gra, gli altri due li stiamo cercando. Credo saranno aree private, da espropriare. Devono essere ben collegate, ma non in contatto con i centri abitati. Poi dovranno coniugare legalità e integrazione". Per Alemanno bisogna "controllare chi entra e chi esce, ma anche promuovere la formazione e la scolarizzazione. Inoltre chi prenderà gli appalti per la sistemazione dei campi dovrà farlo con lavoratori rom. Alla fine del percorso spero di avere dal Piano casa alloggi non solo per gli italiani, ma anche - ha concluso il sindaco - per chi voglia lasciare i campi. Nelle nuove generazioni rom molti ne hanno la voglia, ma non i mezzi".


scritto da: romesinti alle ore 15:07 | link | commenti
categorie: roma

Ungheria/ Rom nel mirino, piangono quinta vittima...

Minoranza rischia di diventare capro espiatorio della crisi
Non è chiaro dove sia iniziata questa scia di sangue. Spesso sono citati due episodi come possibili cause di ritorsioni contro i rom. Il primo risale al 2006, quando un docente ungherese di 45 anni fu picchiato a morte di fronte alle sue due figliolette nella città di Olaszliszka dopo aver ferito leggermente una ragazza rom con la sua auto. Per la sua uccisione sono accusati diversi rom, tra questi alcuni parenti della ragazza. L'altro caso è di febbraio di quest'anno ed è raccontato sul sito dell'Open Society di George Soros, cui fa capo un'importante iniziativa per i diritti delle popolazioni rom. Si tratta dell'uccisione del giocatore di pallamano Marian Cozma a Veszprem. Ai suoi funerali la folla urlava contro i rom, prima ancora che la polizia rendesse noto che effettivamente dei rom erano sospettati del crimine. Ma l'ondata di aggressioni contro i rom non ha nulla di episodico. I leader delle organizzazioni a loro sostegno hanno contato, lo scorso anno, almeno 30 attacchi con bombe molotov contro le abitazioni di membri di una minoranza, che in Ungheria rappresenta circa tra il 6 e il 10 per cento della popolazione. Diverse centinaia di migliaia di persone che, secondo un sondaggio condotto per l'Unione europea subiscono pesanti discriminazioni. Il rapporto Ue-Midis (European Union Minorities and Discrimination Survey) sostiene che nel 2008, in media, in Ungheria il 62 per cento dei rom dichiara di aver subito discriminazioni su base etnica. La politica ha la sua responsabilità. Organizzazioni di estrema destra, dal partito Jobbik alla Magyar Garda (Guardia magiara) - un gruppo un divisa sospettato di neonazismo - battono molto con la loro propaganda contro i rom. E anche gruppi benemerito talvolta fanno scivoloni. E' accaduto, per esempio, al Mate Szabo, un "ombudsman" per i diritti civili, ha parlato di "crimine zingaro" facendo riferimento e episodi di microcriminalità. Dichiarazioni poi ritrattate dopo una reprimenda del presidente della repubblica Laszlo Solyom. C'è poi un'altra preoccupazione, evidenziata da grandi mezzi di stampa internazionali come il New York Times e il Financial Times. L'Ungheria, tra i paesi dell'Europa, è uno di quelli che più di tutti sta risentendo della crisi economica globale. Per quest'anno, il governo arriva a prevedere una contrazione del 6 per cento del prodotto interno e i sacrifici per la popolazione si starebbero riverberando in maniera ulteriormente pesante sulle minoranze. "Con la crisi economica, è iniziata la tradizionale caccia al capro espiatorio", ha affermato al Ft il criminologo Peter Hack. "Dal momento che - ha aggiunto - non ci sono immmigrati in Ungheria, i rom sono nel mirino".

scritto da: romesinti alle ore 14:58 | link | commenti
categorie: unione europea, intolleranza, ungheri

Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

Chi sono

Utente: romesinti
Nome: Romano Lil
Foglio illustrativo del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

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