Romano Lil - Rom, Sinti e Camminanti in Italia

lunedì, 11 maggio 2009

Napoli: Confermata la condanna per Angelica

di Dario Del Porto
Un paio d´ore di camera di consiglio e anche in appello il caso è chiuso: condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione confermata per Angelica, diciassette anni non ancora compiuti, romena di etnia rom, riconosciuta colpevole del sequestro di una bambina di sei mesi denunciato esattamente un anno fa, il 10 maggio 2008, da una giovane madre di Ponticelli. Il secondo processo, celebrato davanti ai giudici della sezione per i minorenni della Corte d´Appello, non modifica la ricostruzione giudiziaria di un episodio comunque controverso, che dodici mesi or sono scatenò l´assalto di alcuni abitanti del quartiere contro i campi nomadi e che negli ultimi mesi è stato accompagnato dai dubbi sollevati non solo dalla difesa dell´imputata, ma anche dalla comunità di Sant´Egidio e dal missionario comboniano Alex Zanotelli.

Spenti i fuochi della rivolta, chiusi nel recinto mediatico gli appelli e le perplessità delle associazioni, resta però il dato prospettato dalle indagini e fin qui ritenuto credibile dalla magistratura: «Ho visto la porta di casa aperta, mi sono precipitata sul pianerottolo e ho visto quella ragazza che teneva mia figlia in braccio - aveva raccontato la madre della neonata - l´ho strappata con forza e mi sono messa a gridare». Angelica, assistita dall'avvocato Cristian Valle e dal prof. Marco Nieli (Opera Nomadi di Napoli), ha sempre respinto le accuse e dopo aver scritto, alla vigilia dell´udienza, una lettera al Capo dello Stato, ha preso brevemente la parola anche ieri, davanti ai giudici, per ribadire la sua versione dei fatti. Secondo la difesa, la versione della parte offesa va ritenuta inattendibile e contraddittoria. I legali hanno inoltre eccepito la notifica all´imputata di un decreto di citazione non tradotto nella sua lingua e rilevando anche l´insussistenza dell´aggravante della "minorata difesa" che determina un innalzamento del limite massimo della pena. Ma già il giudice di primo grado, nella sentenza impugnata e ieri confermata, aveva replicato che non esistono allo stato elementi per mettere in discussione il racconto fornito dalla madre della bambina e posto alla base del verdetto di condanna. A "Repubblica", il procuratore per i minorenni Luciana Izzo aveva sottolineato che l´ufficio aveva «messo in campo una cautela estrema, il massimo equilibrio, svolgendo indagini in ogni direzione» anche per evitare il rischio che l´inchiesta potesse in qualche modo «avallare i pregiudizi» che accompagnano i cittadini di etnia rom. All´udienza di ieri mattina, anche il sostituto pg Alessandro Piccirillo ha chiesto la conferma della condanna di primo grado. E nella sua discussione ha argomentato: «La Romania è entrata a far parte nella comunità europea, pertanto deve uniformarsi i parametri dell´Unione e integrarsi con la nostra cultura e le nostre leggi. Il rapimento dei neonati non appartiene alla nostra cultura. Ciò nonostante, in Italia spariscono tanti bambini. Non sappiamo ad opera di chi, ma è un dato del quale non possiamo non tenere conto».

Fra trenta giorni il deposito delle motivazioni. La difesa prepara ricorso per Cassazione. Angelica è ancora detenuta nell´istituto minorile di Nisida.

scritto da: romesinti alle ore 13:59 | link | commenti
categorie: campania, napoli, intolleranza
venerdì, 03 aprile 2009

Napoli : V° edizione dell’Arte della Felicità

artefelicita L'evento ”Arte della Felicità”, giunto alla V° edizione, quest’anno è dedicato al tema della ‘paura’. Questa mattina (ore 10), Gabriele Salvatores incontrerà gli studenti presso il Cinema Modernissimo per commentare l’inchiesta fotografica “Io ho paura”, a seguire la proiezione del film “Io non ho paura”.

Nei prossimi giorni saranno ospiti della manifestazione organizzata da Luciano Stella e Francesca Mauro anche Aldo Schiavone, i filosofi Umberto Galimberti, Roberto Esposito e  Aldo Masullo, l’economista Loretta Napoleoni, la psicanalista francese Luce Irigaray, gli psicologi Vincenzo Tallarico e Fabio Veglia, lo psicoterapeuta greco Sarantis Thanopulos, gli psichiatri Luigi Baldascini e Christophe Andrè, quest’ultimo specializzato nella psicologia delle emozioni. E ancora il sociologo Alessandro Dal Lago, la regista Francesca Catarci e l’attivista sinti Eva Rizzin,  la docente di letteratura per l’infanzia Annamaria Costa, le insegnanti Maria Assunta de Majo, Bianca D’Arienzo e Annamaria Lovo, l’insegnante di yoga Paolo Colussi, la giornalista e scrittrice Titti Marrone.

Sabato 4 aprile a Città della Scienza cena-evento con l’economista Loretta Napoleoni, tra i massimi esperti mondiali di terrorismo. “Buffet e degustazione vini” a cura di Città del Gusto di Napoli del Gambero Rosso (biglietto 20 euro, prevendita info@artedellafelicita.it e 0815527106).

Domenica 5 aprile gran finale con il concerto di musica classica la “Resurrezione HWV 47” di G.F. Handel, ad opera dell’ ensemble “La Risonanza”, diretta da Fabio Bonizzoni, alle ore 20.00 presso l’Auditorium di Castel Sant’Elmo.

L’Arte della Felicità è organizzata dall’Associazione Achab con la Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Napoli, in collaborazione con l’EPT di Napoli, l’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, il Comune di Napoli. Main sponsor: Il Gioco del Lotto.-Lottomatica.

Partner dell’evento sono: l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la Città della Scienza, l’Istituto di Cultura Francese di Napoli Le Grenoble, L’Istituto Cervantes di Napoli, l’Associazione Culturale Alessandro Scarlatti, la Tibet House Switzerland Foundation, il Goethe Institut di Napoli,. l’Associazione Teatro Stabile di Napoli – Mercadante, il Palazzo delle Arti di Napoli PAN, la Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, l’Associazione culturale Nessuno è perfetto.

Con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dai Consolati di Canada, di Francia, di Germania, dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI).
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scritto da: romesinti alle ore 14:57 | link | commenti
categorie: campania, musica e spettacoli, napoli
sabato, 21 marzo 2009

Campania, Caserta: Rom, sgombero forzato...Opera Nomadi: “è una persecuzione”

Rom, aumenta la tensione

Anche in Campania ha preso il via il Piano Pansa-Bertolaso per bonificare i campi rom con sgombero forzato delle comunità di nomadi. Il blitz scatta d’intesa con i Comuni, la Prefettura, le Asl competenti e l’Arpac. Opera Nomadi denuncia: “I sindaci sgomberano le comunità rom non seguendo le direttive inviate dal prefetto-commissario straordinario per i rom della Regione Campania Alessando Pansa. L'operazione di risanamento così si trasforma in persecuzione".
Il Prefetto Alessandro Pansa, nominato per i rom, nel piano predisposto per sgombrare i campi disseminati in Campania ha disposto l'individuazione di aree idonee alla realizzazione di nuovi insediamenti per porre fine allo stato di emergenza in cui si trovano le comunità, chiedendo ai Comuni di indicare il numero di persone che sarebbe possibile accogliere.

Ma a quanto pare molti Comuni disattendono tali norme, costringendo intere comunità di rom, spaventate dalle incursioni di poliziotti che avvengono anche all’insaputa delle Prefetture, a spostarsi in altri Comuni. Questa sorte è toccata alla comunità rom che ora si trova a Teverola, Caserta, proveniente da Giugliano, Napoli. 

La presidente dell’ Associazione Opera Nomadi Nadia Marino spiega: “Resta un abissale scollamento tra le intenzioni del prefetto Pansa (che a Napoli si è mostrato solerte, umano e disponibile) esposte nelle interviste in tv e i fatti, che, purtroppo, a causa di una politica ottusa e poco lungimirante da parte delle amministrazioni comunali,  porta ad una condizione di vita peggiorativa delle comunità presenti”.

Rom, inizia lo sgombero forzato

Nella provincia di Caserta sono stati censiti i campi nelle seguenti zone:  Sant'Arpino, Santa Maria Capua Vetere, Teverola e Capua (ex campo profughi), Santa Maria a Vico, Maddaloni.

Opera Nomadi chiede che ciascun Comune individui microaree da attrezzare che dovranno ospitare non più di una decina di famiglie. Dovranno essere assicurati: l'energia elettrica, l'acqua potabile, i servizi igienici, il trasporto scolastico, le vaccinazioni obbligatorie mediante un’Unità di strada della Asl. Alla Regione Campania tocca “individuare i fondi per l’attuazione delle finalità del protocollo anche sotto forma di cofinanziamento agli enti locali aderenti. Inoltre dovrebbe provvedere al reperimento di container e roulotte da parte della Protezione civile regionale per la sistemazione dignitosa delle famiglie destinatarie  degli  interventi”.

Il piano di "risanamento"  dovrebbe partire anche a  Napoli e provincia. Le aree da "bonificare" sono le baracche di via Del Riposo, tra Poggioreale e San Pietro a Patierno, viale Umberto Maddalena, via Cupa Perillo a Piscinola e via Cupa del Cimitero a Barra. In provincia quelle di Giugliano ed Afragola.

Scampia, incendio al campo rom
Scampia, incendio al campo rom













Un’operazione difficile e, a detta di alcuni, disorganizzata, che rischia di trasformare un piano definito di  risanamento in una vera operazione di ulteriore marginalizzazione, ghettizzazione, segregazione, esclusione.

Il totale "nomadi" censiti dalla Prefettura di Napoli è pari a 2.784, ma questo non può essere considerato solo un numero. Sperando che nessuno sia sfuggito al censimento, cosa molto improbabile, si tratta di  2.784 persone  che hanno dei diritti in quanto esseri umani. 

E mentre le associazioni sono preoccupate per il destino dei rom, l’operazione potrebbe portare ad una speculazione delle aree.

Nella VI Municipalità di Napoli il piano ha scatenato una bufera. Una pesante accusa contro i diessini di Ponticelli arriva dall’assessore alle Politiche sociali, Patrizio Gragnano: “L’incendio ai campi fu appiccato per edificare, poco o niente c’entrava la camorra”.

Tre milioni di euro sono stati stanziati per insediare la comunità rom in uno stabile di via dell’Industria, tra i quartieri di Barra e Ponticelli. Ma il centrodestra esclude categoricamente la possibilità di un nuovo accampamento e chiede che lo stabile venga ristrutturato “per i cittadini indigenti di Napoli “, e il centrosinistra, invece, parla di “progetto che era già allo studio”, facendo capire di non essere tendenzialmente contrario. Il tutto mentre l’Mpa ha avviato una raccolta di firme.

 
Campo rom, incursione poliziaRom, aumenta la tensione














In mezzo a tutto questo caos, le uniche che tentano di risolvere il problema dei rom pensando a loro come essere umani e cittadini che hanno dei diritti, sono le associazioni. Infatti, anche l’Associazione Onlus di promozione sociale "Chi rom e…chi no" si è attivata. Infatti, nel convegno che ha tenuto il 16 marzo sul tema  "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione, proposte di trasformazione urbana", ha presentato una proposta che mira a diminuire la distanza sociale con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica: "Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualificazione dell'area indicata all'art. 132 norme di attuazione Dpgr 323/04 Variante Prg e zone limitrofe".

Una proposta che prevede che l'area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell'intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando,come è giusto che sia, la convivenza di italiani e rom. Così come dovrebbe essere in una società civile.


scritto da: romesinti alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: campania, intolleranza, opera nomadi di caserta
lunedì, 23 febbraio 2009

Napoli qualcosa si è mosso, per il trasporto bimbi rom un nuovo contratto

Rinnovato ieri il contratto all' Opera Nomadi per il servizio di trasporto scolastico dei bambini rom napoletani. L' assegnazione del contratto è giunta dopo un mese di trattative: i ritardi nella stipula avevano provocato le dimissioni del presidente Opera Nomadi della Campania, Marco Nieli.


Leggi: 
Napoli: niente scuola-bus per 150 bambini

mercoledì, 11 febbraio 2009

Napoli: No scuola-bus per 150 bimbi Rom


No scuola-bus per 150 bimbi Rom Regionamenti/ Campania   Moltissimi ragazzi rischiano di restare a casa perché privi del servizio di accompagnamento gestito dalla società di proprietà dell'amministrazione comunale, la Napoli Sociale Spa. Tra di loro ci sono anche i bambini rom dei campi di Secondigliano e Scampia, zone periferiche e poco praticabili

Per protestare contro le inadempienze del comune di Napoli, Marco Nieli, responsabile campano di Opera Nomadi, si è dimesso dalla carica di presidente. "Serve una scossa - spiega Nieli - in questo momento il fatto che centinaia di minori rom non abbiano la possibilità di andare a scuola rinunciando così a un diritto conquistato a fatica non fa notizia: siamo nel campo delle normali disfunzioni dell'informazione".
"Da otto anni - continua - collaboriamo con comune e regione nell'ottica di sostenere il diritto alla scuola degli immigrati, ma ora la situazione è diventata insostenibile. La nostra - sottolinea l'operatore sociale - è una critica costruttiva, nel senso che noi abbiamo sempre sostenuto la giunta Iervolino e non vogliamo certo un governo di centro-destra razzista e xenofobo".
Ma, per il momento, "non avendo nessuna rassicurazione sulla continuità del servizio, non possiamo starcene con le mani in mano mentre tante famiglie rom rischiano una denuncia per inadempienza scolastica".

Il problema del mancato accompagnamento scolastico riguarda, in particolare, circa 150 minori, sui 250 che vanno a scuola tra Scampia e Secondigliano. "Siamo riusciti, non senza fatica, a coinvolgere - racconta Nieli - circa il 60% dei minori dei campi rom di Scampia e Secondigliano che oggi frequenta scuola tutti i giorni. Non è stato facile, abbiamo dovuto combattere e combattiamo ancora l'evasione scolastica: non avremmo mai pensato però di trovarci a combattere anche per non gettare al vento tutto il lavoro fatto finora". Anche "quando il servizio c'è - aggiunge - non funziona mai a regime e l'erogazione dei fondi regionali va a singhiozzi: il giorno prima è garantito, ma quello dopo si può interrompere, con ricadute negative ovviamente sulla frequenza e sull'andamento scolastico dei piccoli rom, che hanno già le loro difficoltà ad integrarsi".

Il comune, conclude Nieli, "ci ha detto che proprio in questi giorni sono arrivati i fondi dalla regione, ma che sono bloccati. Intanto i bambini restano a casa così come i mediatori culturali che normalmente li accompagnano, che oggi si ritrovano senza contratto. Se la situazione non cambia nell'immediato, saremo costretti a mobilitarci, insieme alle altre associazioni di disabili coinvolte. Il terzo settore non può sostituirsi al pubblico".


venerdì, 30 gennaio 2009

Giugliano (NA) Foto dedicata alle donne : "Zingare" di Guido Giannini allo spazio Meet&Fashion

Giovedì 29 Gennaio 2009

ZingareARTE | Giugliano – Foto inedite a colori, saltate fuori come un regalo inatteso dallo sterminato archivio di Guido Giannini, fotoreporter (come ama definirsi) che tuttavia conserva il tocco raro del poeta. Gli scatti rappresentano al femminile il mondo dei Rom e dei Sinti accampato nei quartieri periferici di Napoli, tra Scampia, Poggioreale, Secondigliano, Ponticelli: su questo palcoscenico della desolazione, le zingare di Guido si stagliano con tutta la loro malinconica vitalità. Queste immagini, impresse su pellicola negli anni '70, raccontano di uno straordinario microcosmo sociale, fatto di tradizioni e abitudini ancestrali che resistono all'assalto della modernità. Ma non solo: le foto di Giannini spiegano, a trent'anni di distanza, le ragioni di una diversità irriducibile, di un progetto d'integrazione fallito in una città che ha visto crescere vertiginosamente le proprie contraddizioni. Le fotografie di questa serie saranno in mostra, dal 31 gennaio al 28 febbraio (ore 9-13 e 15-19, festivi esclusi), presso Kira Emanuelli a Giugliano, in corso Campano 93. È l'occasione per inaugurare "Meet&Fashion", il nuovo spazio dedicato agli incontri e alle esposizioni, recentemente allestito presso l'atelier. L'appuntamento inaugurale è per sabato 31 gennaio, alle ore 19.30.

scritto da: romesinti alle ore 16:21 | link | commenti
categorie: libri, campania, musica e spettacoli
venerdì, 16 gennaio 2009

Zanotelli accusa: gravi i silenzi sugli incendi ai campo rom


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Gli ultimi raid ai campi nomadi inducono Alex Zanotelli ad amare riflessioni: "Preoccupante l’assenza del commissario Pansa. A Giugliano servono soluzioni alternative".

A nome del comitato campano con i ROM, esprimo l’amarezza e la rabbia per tutto quello che il popolo ROM sta subendo in questa città e nella provincia di Napoli. Il 28 dicembre 2008 è stata data alle fiamme un piccolo dormitorio ROM, uno squallido buco sotto un cavalcavia tra Casavatore e San Pietro a Paterno, dove dormivano una quarantina di ROM. Incidente? Doloso? Nessuno sembra saperlo. Il 30 dicembre a Capua è stato bruciato un altro campo ROM situato tra Orta di Atella , Pascarola e Caivano. Incidente? Doloso? Nessuno sembra saperlo.

Ed ora è il turno del campo ROM di Giugliano. Infatti l’autorità giudiziaria, nella persona del dott. Galasso, ha deciso (19/12/2008) il sequestro preventivo del campo ROM di Giugliano entro 15 giorni dal decreto. Non contestiamo la decisione dell’autorità giudiziaria, ma il fatto che i ROM(400 circa, con 80 bambini scolarizzati a Giugliano) vengano fatti sgomberare senza un’alternativa adeguata. Una pratica ormai consolidata in questo territorio (basta ricordare la demolizione del campo ROM di Casoria senza offrire loro un sito alternativo).

Riteniamo gravi tutti questi fatti che vengono ad aggiungersi agli ormai già visti nel territorio contro i ROM, come a Ponticelli. Riteniamo grave il silenzio e l’inazione del Prefetto di Napoli, dott. Pansa, anche commissario straordinario dei ROM. Dietro a questo silenzio si cela la politica razzista del governo Berlusconi, espressa dal ministro degli Interni Maroni che arriva al punto di identificare il clandestino con il criminale. Tutto questo nell’attuale crisi economica che con sempre più conflitti sociali , porterà alla politica del capro espiatorio. E a pagarne le conseguenze , saranno i ROM e gli immigrati.

 

scritto da: romesinti alle ore 21:50 | link | commenti
categorie: campania, napoli, intolleranza
martedì, 09 dicembre 2008

Napoli, Scampia: arriva il freddo i rom bruciano

Campo rom di Scampia
NAPOLI - C'è un rogo costante a Scampia nei pressi del campo rom in via della Resistenza: rifiuti speciali e non. I fumi non si fermano mai e quando non c’è qualche cumulo incendiato, ci sono i rom che per riscaldarsi nelle loro catapecchie bruciano spazzatura. Le testimonianze dei cittadini su You Tube non mancano, proprio nel week-end appena trascorso un altro rogo durato tutta la notte è stato documentato dai redattori del sito laterradeifuochi.it. Ma basta inserire nel motore di ricerca parole chiave come Scampia e rifiuti per accorgersi che non sono gli unici ad essersi accorti del degrado cui è ridotta questa zona di Napoli. I rom per riscaldarsi bruciano di tutto nelle loro catapecchie: plastica, pezzi di mobili con tutta la vernice e rifiuti d’ogni genere. C’è una puzza acre che non va mai via, il fumo che esce dai caminetti è denso e bianco, carcasse di automobili bruciate a bordo strada si susseguono assieme ai rifiuti speciali abbandonati, anche questi bruciati, mentre alcuni cassonetti della spazzatura giacciono integri e vuoti.
Tutto brucia qui, anche la gola dopo appena dieci minuti. Niente acqua, niente elettricità per i rom, nessun servizio igienico, o meglio, come spiegano loro, c’è tutto, ma è ricavato col fai da te e con l’abusivismo. I rom sono circa 500, senza documenti, stanno qui da vent’anni, ci sono focolai di epatite A. Alcuni membri dell’associazione Opera Nomadi spiegano come è intervenuto il Comune finora: «Alcuni rom studiano e frequentano lezioni grazie ai progetti di scolarizzazione, ci sono sportelli sanitari ma per loro non si può fare molto dato che formalmente sono abusivi».
Le istituzioni conoscono tutto benissimo. L’Assessore Regonale alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice dichiara: «Ho scritto diverse volte sia a Bertolaso che a Pansa e solo di recente ho ricevuto risposte. La prossima settimana mi incontrerò con Pansa a Napoli per trovare delle soluzioni concrete, inoltre, presso la sede della Regione Campania a Roma, incontrerò alcuni parlamentari europei, tra cui una di etnia rom, per discutere sulle politiche europee di inclusione sociale da adottare».
Michele Cartisano
 

scritto da: romesinti alle ore 17:49 | link | commenti (1)
categorie: campania, napoli
lunedì, 27 ottobre 2008

Tentativo di incendio a Napoli

127145-LanciomolotovC'erano anche donne e bambini nel campo rom alle spalle del Centro Direzionale di Napoli che quattro ragazzi hanno tentato di incendiare giovedì notte. Le fiamme divampano verso le 22.00. Circa un quarto d'ora dopo arrivano vigili del fuoco e polizia. Le operazioni per spegnere l'incendio durano ore e la dinamica dei fatti non è del tutto chiara. Il piccolo agglomerato di baracche, abitato da una trentina di persone, si trova all'ingresso del popoloso rione Luzzatti, di fianco a un complesso sportivo abbandonato e vicino l'ingresso dall'autostrada. Nella zona ci sono tante prostitute, e all'arrivo della polizia fuggono via. Qualcuna, senza farsi vedere, si ferma e ci racconta qualcosa. «Erano in quattro - racconta una - correvano sui motorini, poi si sono fermati, hanno gettato delle bottiglie piene di benzina e hanno dato fuoco a tutto». «Abbiamo provato a vedere le targhe dei motorini - racconta un'altra - ma correvano, ci puntavano con i motorini per spaventarci e a qualcuna di noi sono arrivati anche schiaffi».

Il campo è nascosto da una collinetta di rifiuti e da enormi pile di cassette per la frutta che i commercianti del vicino mercato ortofrutticolo depositano ogni giorno. Mentre i vigili del fuoco lavorano per domare le fiamme e la polizia tenta di ricostruire i fatti, saliamo sulla collinetta di rifiuti ed entriamo nel campo. E' tutto buio. Hanno un generatore di corrente elettrica che per sicurezza hanno staccato quando sono divampate le fiamme.

Le donne portano di corsa i bambini in casa. Si fermano a parlare solo gli uomini e una ragazza. Ibraim ci mostra i documenti, poi indica un cumulo di ferraglia che nel buio si vede a stento e ci dice che gli uomini guadagnano da vivere con la raccolta del ferro. La ragazza parla bene italiano, sorride e ammette di andare in giro a chiedere l'elemosina. Qualcuno ci racconta di un patto con i commerciati di frutta: questi li lasciano vivere nel campo e loro controllano che nessuno rubi le cassette di frutta. Dall'alito e dai repentini cambi di umore si direbbe che hanno bevuto. Uno racconta di quando la polizia è arrivata nel campo per prendere le generalità di tutti, un altro vede una telecamera e inveisce contro i giornalisti. Altri ci invitano a tornare: vogliono fare una festa, ci dicono di portare vino, vodka, pasta e caffè.

Quando riscendiamo la collinetta di rifiuti troviamo un capannello di curiosi. Avviciniamo due ragazzi. «E' morto qualche zingaro? - ci chiede uno -. Se non è morto nessuno ci penso io domani a ucciderli». L'altro non parla, e i due hanno tutta l'aria di chi è "tornato sul luogo del delitto".

Ci spostiamo di qualche metro, entriamo in una pizzeria, ordiniamo due birre e facciamo qualche domanda. Ci sono due ragazzi che hanno appena finito di inseguirsi con i motorini. «Non si fanno queste cose - dice uno dei due - anche se ci rubano in casa sono persone come noi». Poi montano di nuovo in sella agli scooter e cominciano a impennare per strada.

«Bestie - sentenzia il proprietario della pizzeria - sono bestie quelli che hanno fatto questa cosa. Io li conosco bene questi zingari, sono pochi, sono tranquilli, a me fanno tenerezza». Ci racconta che spesso vanno in pizzeria a chiedere acqua o da mangiare. Lui li accontenta con una pizza e qualche volta con una cassa d'acqua. «Li accusano di rubare, di rapire i bambini - dice ancora il proprietario della pizzeria - eppure sono più gli italiani a fare queste cose. Se il metodo è appiccare gli incendi allora dovremmo dare fuoco a tutto il rione».

Beniamino Daniele - Walter Medolla
 

scritto da: romesinti alle ore 21:57 | link | commenti
categorie: campania, napoli
mercoledì, 08 ottobre 2008

Caserta : appello/Petizione campagna anti-razzista 2008

Non c’è sicurezza senza diritti - Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia

Dicono che l’afflusso di clandestini è un’emergenza nazionale.
Noi diciamo che il governo ha invocato lo stato di eccezione senza giustificata ragione per nascondere l’incapacità di rispondere alle difficoltà economiche e sociali di milioni di famiglie.
Dicono che c’è un problema di sicurezza. I lavoratori ne sanno qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il reddito è incerto, la casa è un privilegio, il posto di lavoro insicuro, i diritti conquistati sono messi in dubbio.
Dicono che i clandestini sono il problema. Noi diciamo che le condizioni di lavoro diventano sempre più dure e che far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro è un ricatto. Tutti i lavoratori oggi sono trattati come clandestini, visto il silenzio che circonda la loro condizione di precarietà. Per questo vogliamo costruire un patto di solidarietà per rilanciare i diritti di tutti/e e perché la vera emergenza è quella democratica.
Dicono che gli immigrati e persino i rifugiati, entrando in Italia senza alcun documento, hanno commesso un reato e che chi è senza un permesso di soggiorno deve essere considerato come un criminale. Quale sarebbe il corpo del reato di chi rischia la vita per entrare in Italia? Che ne sarà di tutti gli immigrati che lavorano e vivono in Italia ma che a causa di un sistema legislativo ipocrita non possono regolarizzare la loro posizione?

Noi sappiamo che gli aspetti perversi e repressivi della normativa in vigore inaspriti dal pacchetto sicurezza faciliteranno l’economia sommersa e renderanno più difficile a chi è già regolare mantenere i diritti acquisiti. Noi diciamo che è un dovere proteggere i richiedenti asilo che fuggono da conflitti e persecuzioni. Noi sappiamo che nessuno potrà fermare uomini, donne e bambini in fuga e che senza attivare canali di ingresso regolari, l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, senza dare la possibilità al datore di lavoro di regolarizzare il suo lavoratore (dalle colf e badanti a tutti i lavoratori subordinati e autonomi), i lavoratori immigrati saranno sempre più invisibili pur continuando a far arrivare sulle nostre tavole frutta e verdura, ad accudire i nostri cari, a costruire palazzi e infrastrutture, a fare le pulizie, a lavorare nei pubblici esercizi. Dunque negare il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati è un proibizionismo che aiuta a sfruttare uomini e donne, aumentando la precarietà di tutti.

Noi diciamo che è criminale chi vuole l’irregolarità per poter sfruttare meglio la manodopera immigrata e per abbassare i salari degli italiani.. Noi diciamo che è ipocrita chi da un lato etichetta un immigrato come criminale e dall’altro fa campagna acquisti per reperire braccia a buon mercato.
Dicono che la famiglia è un valore sacrosanto ma il Governo vuole limitare fortemente il ricongiungimento familiare rendendo donne, bambini e uomini più soli.
Dicono che le nostre città sono in grave pericolo e che il pericolo proverrebbe dagli immigrati.
Ma non sentiamo la stessa tensione per combattere i poteri criminali, i crimini ambientali, il disagio e la povertà …non sentiamo la stessa tensione per combattere queste ingiustizie.

Noi non vogliamo guardare solo le braccia degli uomini che producono, ci piace provare a guardare gli altri negli occhi per provare a costruire città vivibili, pulite, accoglienti, dove i legami sociali e le relazioni solidali rendano le persone più sicure.

C’è una bruttissima aria in giro. Non permettiamo a nessuno di speculare sulle nostre paure. Nessuna carica politica dovrebbe mai giustificare la violenza come risposta alla paura perché questa risposta genera una regressione culturale, sociale e civile che prima o poi coinvolge tutti i cittadini.

Ci mobiliteremo contro tutti i razzismi e tutte le camorre ed il pacchetto sicurezza per:

-  Una regolarizzazione dei migranti che loro malgrado sono ancora irregolari e che di fatto da anni vivono e lavorano in Italia senza alcun riconoscimento. Basta stragi nei mari: è ora di prevedere canali di ingresso regolari (senza la farsa del decreto flussi) e permessi di soggiorno per ricerca di lavoro;
-  Il ritiro del “pacchetto sicurezza”(reato di ingresso illegale, 18 mesi di permanenza nei centri di Identificazione ed Espulsione, limitazioni al ricongiungimento familiare, esame del DNA per accertare la parentela, gravissime restrizioni sul diritto di asilo etc);
-  Garantire il diritto di asilo e di accoglienza. Per l’applicazione delle innovazioni introdotte dal decreto procedure e qualifiche in recepimento delle direttive europee;
-  Per la chiusura dei C.P.T! E’ scandaloso sperperare danaro pubblico per militarizzare mari, coste e città al fine di detenere persone che non hanno commesso alcun reato!
Le tasse dei cittadini devono essere investite per costruire città accoglienti e politiche di integrazione unico mezzo per avere città sicure!
-  L’introduzione del diritto di voto;
-  Il rafforzamento dei ricongiungimenti familiari e la possibilità che i bambini nati in Italia ottengano la cittadinanza.

Per questo il movimento dei migranti, dei rifugiati e degli antirazzisti intende riprendere con forza la parola attraverso una serie di campagne e percorsi di riappropriazione dei diritti di cittadinanza, affinché i nostri bisogni concreti siano posti al centro dell’attività legislativa. Lanciamo un patto per costruire legami di solidarietà, perché i diritti sono l’unico strumento per combattere l’insicurezza.

4 ottobre corteo anti-razzista per le strade di Caserta. Al termine del corteo azioni di lotta e visibilità delle comunità dei migranti e degli antirazzisti.

5 ottobre Piazza Vanvitelli Caserta dalle ore 18.00 Proiezioni/Animazione/“Live contro il Razzismo”con la partecipazione di Pietro Condorelli e la Piccola Orchestra di Piazza Vittorio/ Talk Show con giornalisti di rilievo nazionale;

6 ottobre la mobilitazione continua con il confronto con le Istituzioni locali e nazionali.

Comitato promotore della Campagna antirazzista:
Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta – Centro Sociale “Ex-Canapificio” – Ta.Co.Ci.Su. Casa Rut – Caritas Diocesana di Caserta -Padri Sacramentini - Tenda di Abramo – Ass.ne culturale Movimentazione –Nero e Non solo !-CIDIS onlus -ARCI - Opera Nomadi (Ce) L’ORCHESTRA di PIAZZA VITTORIO – DACIA MARAINI - MASSIMO RANIERI – PIETRO CONDORELLI – GIOBBE COVATTA- Padre Alex Zanotelli-Fausto Pellegrini (giornalista Rai news 24)- Daniele Biacchessi giornalista, autore, interprete di teatro civile-Legambiente Ce–Laboratorio Sociale Millepiani –Centro Sociale Spartaco (S.M.C.V) -CGIL immigrazione Campania- CGIL Camera del Lavoro di Ce - Amani Caserta –- Coordinamento Campano Anticamorra "G.Franciosi"-Ass.ne ZERNO- S.D.L. -Sinistra Critica Campania–ACLI prov.le di Ce-Ass.ne Ingrid Noguera per il comm.cio equo e solidale- Centro Italiano Democratico Insegnanti- Ass.ne Melagrana onlus- Scuola di Pace Don Peppe Diana (Casal di Principe) - Azione Cattolica Ce – Ass.ne “La Zattera”- Don Vitaliano Della Sala - Missionari Comboniani di Castel Volturno - Ass.re Adriana D’Amico– Radio Vostock – Movimento Disoccupati Cobas di Cava dei Tirreni (SA) –La. SKA (Na)- Collettivo No Border (Na)-Ass.re Enrico Milani – Assemblea Nazionale delle RETI ANTIRAZZISTE – RDB CUB Immigrazione – ATTAC (Na) – Collettivo Femminista “Degeneri”- Collettivo Queer Tiresi@ - Don Giorgio Quici - Don Antonello Giannotti – Don Michele Cicchella – Don Oreste Farina – Don Stefano Giaquinto- Laboratorio Occupato Insurgencia- Partito della Rifondazione Comunista- Marco Russo Coord Giovani IdV Ce-Collettivo Universitario Orientale Agitata/ UNIRIOT Napoli/ Collettivi Autonomi studenteschi/Collettivo femminista Pachamama/ C.A.N.NA/Colettivo Antiproibizionismo Napoletano/Ass.ne Ya Basta Napoli/Alternative Visuali-C.S.O.A. Tempo Rosso- Federazione provinciale di Salerno del P.R.C./Coor.to Prov. delle/dei Giovani Comuniste/i-Fulvio Vassallo Paleologo Università di Palermo- Cittadini Invisibili?No Grazie (Sicilia)-COMUNE DI NAPOLI- Assopace Napoli- Senza Confine Roma-Centro Astalli Roma-RdB CUB –Partito Democratico Caserta- Enzo Iodice Segr. Prov. P.D. Ce- on Stefano Graziano (deputato P.D.)- on .Pina Picierno (deputato P.D.)- CON IL SOSTEGNO Degli Enti di Tutela del TAVOLO NAZIONALE ASILO

contatti: csaexcanapificio@libero.it 0823/216332

 


scritto da: romesinti alle ore 21:07 | link | commenti
categorie: campania
lunedì, 14 luglio 2008

Napoli: Ancora un episodio di intolleranza contro i rom

0007256
Fiamme nel campo rom raid nelle baracche disabitate
 

Continua la "bonifica" a Ponticelli. Non quella del Comune. Ma purtroppo quella violenta e incontrollata del quartiere. Ieri è andato a fuoco il campo rom di via Virginia Woolf, un assembramento di quatto baracche rimaste miracolosamente in piedi dopo i roghi dello scorso maggio e dove, secondo le testimonianza degli stessi residenti, da qualche settimana, la notte andavano a dormire i nomadi tornati nella periferia Est. L´incendio è scoppiato poco prima delle 19. Un raid. Per fortuna nelle baracche non c´era ancora nessuno. Una telefonata anonima ha avvertito i vigili del fuoco, che parlano di incendio doloso. Un copione già visto: domenica scorsa, esattamente alla stessa ora, era stato dato alle fiamme il campo di via Argine di fronte alla Motorizzazione (anche questo riaperto nella notte da due famiglie di nomadi).
«Appena va via la luce del giorno, loro escono. Alcuni dormono nel prato, altri hanno attrezzato le baracche, ma solo per la notte» raccontava all´indomani del rogo di via Argine Ines Renna, membro del comitato «Insieme per Ponticelli», riferendosi alle baracche di via Woolf. Ed ecco che a 7 giorni di distanza anche le ultime casupole di legno e ferro sono state rase al suolo con il fuoco. Venerdì, alle 14, a Palazzo San Giacomo, il Comune ha finalmente assegnato la gara per la bonifica ufficiale dei campi devastati di Ponticelli. Ha vinto una ditta di Pozzuoli, con un´offerta di circa 320 mila euro. Oggi alle 8.30 è fissato il primo incontro in Comune per far partire la bonifica, dopo tanti roghi e polemiche. A Ponticelli rimane ancora in piedi parte del campo di via Dorando Pietri (disabitato) e quello di via Argine ad angolo con via Nisco, dove da 15 giorni sono tornati Dragan e la sua famiglia, gli unici nomadi ancora presenti a Ponticelli e guardati a vista da polizia e carabinieri.

Ancora alta la tensione a Ponticelli: baracche in fiamme nel campo disabitato
E' accaduto ieri nel quartiere di Napoli teatro dei roghi di due mesi fa. Per gli inquirenti è l'ennesimo avvertimento contro il ritorno delle famiglie. Intanto prosegue il censimento a Scampia. Opera nomadi: ''Inutile operazione di make-up''

  NAPOLI - Ancora alta la tensione a Ponticelli, il quartiere orientale del capoluogo partenopeo, teatro due mesi fa di roghi ai campi rom, in seguito a un presunto rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una ragazza Rom. Un altro incendio si è verificato lo scorso 6 luglio, per il ritorno di alcune famiglie che erano state costrette a fuggire dopo le proteste. Ora ritorna la minaccia del fuoco. Ieri pomeriggio, infatti, alcune baracche di un campo disabitato sono state date alle fiamme. Per gli inquirenti si tratta dell’ennesimo avvertimento perchè le famiglie nomadi non ritornino più. Eppure proprio in questa zona, in via Virgina Woolf e nella vicina via delle Industrie dovrebbero  nascere due insediamenti nuovi che rientrano nel piano predisposto dal comune di Napoli per l'accoglienza dei Rom.

Polizia e Carabinieri continuano a presidiare l'unico campo di Ponticelli ancora abitato da un trentina di persone di cui 15 sono bambini e le zone calde, come i vicini insediamenti situati tra via Argine e via Nifo, dove vivono attualmente cinque famiglie di etnia Rom. Intanto va avanti, non senza polemiche, il censimento dei Rom presenti a Scampia dove sono già state schedate 700 persone. Per l'Opera Nomadi di Napoli è un provvedimento inutile: “Un'operazione di make-up per dare sicurezza ai benpensanti d'Italia - dice  Enzo Esposito, segretario dell'Opera Nomadi di Napoli - , un provvedimento che non ci è mai piaciuto perché sembra più una schedatura di carattere poliziesco (la fotografia con il numerino) che uno screening. Noi abbiamo sempre chiesto un censimento sociale dei Rom, cioè un tentativo reale di conoscere la situazione e soprattutto i bisogni di queste popolazioni”.

È pur vero che a Scampia si sta seguendo una linea più soft. “Prima di iniziare il censimento - prosegue Esposito - siamo stati interpellati dal Commissario straordinario Alessandro Pansa - e abbiamo concordato alcune minime condizioni. La prima, che ci sembrava la più importante, è stata quella di non schedare i minori, che ci appariva come un atto di criminalizzazione, la seconda è stata di avvisare almeno i capi-famiglia dei diversi campi prima di iniziare. Credo che la cosa importante sia il dopo-censimento, cioé la possibilità di riconoscere le persone censite. Per questo  abbiamo chiesto che venga rilasciato loro un documento che ne attesti l'identità, la provenienza geografica e l'appartenenza ai luoghi in cui vivono”. Per poi pensare a sistemi di accoglienza migliori e soprattutto definitivi. “È il vero problema - prosegue Esposito -  purtroppo i commissari straordinari sono nominati sull'emergenza mentre noi abbiamo sempre chiesto un ufficio di governo ad hoc che possa pianificare e deliberare in un'ottica di integrazione reale. In Italia ci sono Rom che sono ormai alla terza generazione”.


scritto da: romesinti alle ore 19:20 | link | commenti
categorie: campania, napoli, opera nomadi di napoli
venerdì, 11 luglio 2008

Cassazione: "I nomadi in quanto tale non possono essere discriminati"

ROMA (9 luglio) - I gruppi «di cultura nomade» non possono essere discriminati solo per la loro «condizione esistenziale». Lo sottolinea la Cassazione, ricordando che l'eguaglianza è sancita, e vale per tutti gli uomini, dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e dalla Carta europea. La Suprema Corte ha accolto il ricorso di Rinaldo B., capofamiglia di un gruppo di nomadi, contro l'ordinanza della Corte d'appello di Salerno, che gli aveva negato il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione relativa alla carcerazione subita con l'accusa di minaccia e tentato omicidio, dalla quale venne assolto.

I giudici gli avevano detto no al risarcimento in quanto aveva «la colpa grave» di essere un «capofamiglia di un gruppo rom». Accogliendo il reclamo di Rinaldo B., la Cassazione - con la sentenza 27517 depositata il 7 luglio - sottolinea: «Poichè tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, e poiché tale eguaglianza è assicurata altresì a tutti gli uomini dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e dalla Carta europea, il fondamento della decisione adottata urta contro il sistema delle leggi».

Per questo la Suprema Corte ha annullato il provvedimento emesso dalla Corte d'appello di Salerno, ordinando ai giudici di merito di rivedere la loro posizione. Già in passato la Cassazione si era espressa sottolineando che
era possibile discriminare il comportamento, ma non l'essere diverso.  

Il premier romeno Tariceanu. Il premier romeno Calin Popescu Tariceanu ha messo in guardia contro il rischio che la decisione delle autorità italiane di prendere le impronte ai nomadi possa nuocere ai cittadini romeni. «Non voglio che queste misure dirette o indirette ledano in alcun modo i cittadini romeni, che vanno trattati come qualsiasi altro cittadino europeo», ha detto oggi aprendo la riunione di governo. Un comunicato dell' esecutivo precisa che «il ministro degli Esteri Lazar Comanescu e degli Interni Cristian David hanno informato che sono state avviate tutte le pratiche a livello bilaterale e presso le istituzioni europee, affinché le misure e le azioni delle autorità italiane siano conformi all'acquis comunitario». 

L'opposizione: decisione «razzista». Sempre oggi, il vicepresidente del partito socialdemocratico Cristian Diaconescu (all'opposizione), ha definito «razzista» e «nazional-populista» la decisione sulle impronte e sollecitato le autorità di Bucarest ad adoperarsi per impedire la loro applicazione. «Chiediamo alle autorità di Bucarest di avviare le pratiche necessarie per bloccare questo atteggiamento e una tale possibile decisione dello stato italiano», ha detto Diaconescu. A suo avviso, il comportamento politico del governo italiano potrebbe essere impugnato davanti ai tribunali internazionali.

scritto da: romesinti alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: campania, articoli nazionali
martedì, 08 luglio 2008

Ponticelli, nuovo incendio e fuga dei Rom. Opera Nomadi: «Chiediamo sicurezza»


incendio rom caserta






La tensione resta «alta» e il quartiere di Ponticelli, a Napoli, è ancora «pericoloso» per i Rom: lo dimostra quanto accaduto domenica sera, 6 luglio, dopo che è divampato un incendio nel campo nomadi. Le fiamme hanno distrutto alcune baracche, già abbandonate lo scorso mese da alcuni rom a seguito di un altro incendio. Secondo i primi accertamenti l' incendio è di natura dolosa.

Nelle baracche rimaste nella zona avevano fatto ritorno una trentina di nomadi, dopo gli incidenti avvenuti due mesi fa, scatenati da un denunciato tentativo di rapimento di una neonata. Una presenza comunque monitorata dalle forze dell'ordine - spiegano al commissariato di polizia, guidato da Luciano Nigro - e che non aveva portato finora problemi di ordine pubblico.

Ma dopo l'ennesimo atto contro il campo anche il gruppo che aveva cercato di reinsediarsi è fuggito. Non è stata accolta quindi la richiesta del presidente di 'Opera Nomadi' Marco Nieli, che avevo sollecitato controlli per la sicurezza dell'accampamento.

«Credo che il problema vero non sia solo legato alla presenza dei gruppi rom sul territorio, nella zona di Ponticelli. Il vero problema, secondo me, è che nel quartiere ci siano dei gruppi violenti manovrabili, e che questa violenza può essere indirizzata verso qualsiasi obiettivo», ha spiegato invece il gesuita padre Domenico Pizzuti. «I rom possono magari risultare simpatici o antipatici, ma sono gente pacifica. Se ci sono degli attacchi contro di loro vuol dire che ci sono delle centrali di violenza, non soltanto di criminalità organizzata», ha aggiunto il gesuita, precisando poi che il problema può essere risolto «se le forze di polizia presidiano costantemente il territorio. E attraverso il coinvolgimento della società civile che «deve muoversi per immunizzare il territorio».

E mentre a Napoli non si stempera la tensione, a Roma l'Opera Nomadi e la maggioranza delle Comunità dei Rom/Sinti, hanno fatto sapere che, non parteciperanno alla raccolta delle impronte in programma il 7 Luglio perché «pregiudiziali verso l'indispensabile clima di dialogo già in fase avanzata con l'Amministrazione comunale di Roma». Parteciperanno invece come delegazione al Consiglio Comunale per «discutere delle modalità del Censimento (dopo aver positivamente già incontrato negli scorsi giorni il Prefetto Palmieri) e delle iniziative riguardanti il lavoro l'istruzione e la casa.A tale proposito le linee del documento che il Pdl ha consegnato in consiglio in materia di sicurezza parlano chiaro: sostegno e collaborazione con il commissario delegato per l'emergenza nomadi, la richiesta dell'identificazione dei bambini rom, un'accelerazione del processo di allontanamento deisoggetti non italiani criminali. Si chiede al sindaco di Roma Gianni Alemanno l'impegno a collaborare con il prefetto di Roma Carlo Mosca, in quanto commissario delegato, «con un rigoroso e capillare censimento delle presenze dei senza fissa dimora in città» per renderli identificabili e quindi eventualmente punibili.

Nel documento si chiede inoltre al sindaco di farsi intermediario verso il commissario per chiedere «l'identificazione dei bambini nomadi specie in età prescolare per proteggerli e vaccinarli». Alemanno dovrà chiedere al governo che venga «messo in atto ogni provvedimento utile per rendere più efficace e sistematico il processo di allontanamento-espulsione dei soggetti non italiani che provocano allarme sociale». In più, il documento chiede la stipula di patti di legalità con i campi rom e con le organizzazioni sociali perché vengano rispettate le norme di convivenza civile e le leggi, per beneficiare dei fondi per l'assistenza erogati dal comune.

Infine, secondo il piano queste misure dovrebbero essere affiancate da opere di accoglienza e inclusione sociale volte all'integrazione, ma senza escludere la realizzazione di presidi delle forze dell'ordine in ogni campo rom. Insomma, integrati ma con la polizia.

martedì, 01 luglio 2008

L'Opera Nomadi di Caserta accusa il ministro Maroni


postato da operanomadipadova [30/06/2008 15:07]




CASERTA. L'Opera Nomadi di Caserta, in una nota, "stigmatizza l'assurda proposta del ministro Maroni  di marchiare come mandrie i bambini rom".

"Questo provvedimento, - si legge - propagandato come misura contro l'accattonaggio, in sostanza servirebbe per meglio stigmatizzare la presenza di una comunità scomoda, non gradita da certe destre a causa della loro ideologica xenofobia, senza motivazioni se non di pregiudizio devastante per la civiltà di un paese, pericoloso per l'incolumità di un'etnia che da sempre ha subito maltrattamenti, internamenti e morte, ovvero omicidi razziali di regime. Ci chiediamo perché mai non si pensi di prendere le impronte a tutti i minori a rischio, di tutte le etnie (le nazionalità, le razze...). Esistono tantissimi bambini italiani, che ogni giorno vivono una vita tra povertà, dispersione scolastica, violenze psicologiche tra le pareti domestiche. Minori magari reclutati dalle organizzazioni criminali per diventare killer. Il ministro Maroni non ha mai pensato di fare un censimento del disagio minorile di tutte le razze.La realtà del disagio minorile nel territorio  casertano è quella descritta da alcuni  insegnanti delle scuole elementari. Una realtà per tutte portata ad esempio, quella della scuola IACP di S. Maria C.V.: anche quest'anno gli ottimi  insegnanti hanno girato casa per casa tra le famiglie italiane per convincerle a mandare i loro figli a scuola. Esiste un'evasione ed una mortalità scolastica altissima tra i minori  di nazionalità italiana. A Caserta è conosciuta una mamma italiana che vive di elemosina coi figli che saltano la scuola a giorni alterni per aiutarla a fare la parcheggiatrice  abusiva. Si faccia un censimento del disagio, delle povertà per distribuire alloggi ai senza-tetto, assegni familiari, asili, scuole materne, strutture di accoglienza diurna gratuita per le fasce deboli, fondi per progetti sociali nei quartieri a rischio. A Napoli, nei Quartieri spagnoli, a Forcella, a Scampìa hanno funzionato. A volte basta un sacerdote, un operatore sociale, un volontario, un punto di riferimento per cambiare una vita di un minore a rischio. Alfabetizzazione, sostegno scolastico,  e botteghe dei mestieri, questa è la strada.  Un eventuale intervento  dovrà essere a 360 gradi, non di marchiatura, ma di provvedimenti seri di sostegno economico, di fornitura di carte d'identità e riconoscimento del minore con acquisizione di cittadinanza italiana (per ius soli come avviene in Francia), di aiuto ed assistenza domiciliare per le famiglie con genitori tossicodipendenti o fuori tutto il giorno per lavoro. Insomma interventi di politiche sociali che vogliono costruire e non reprimere  in maniera violenta, poliziesca, xenofoba, stigmatizzando per poi schedare e rendere visibile una razza. Che uso si farà di un elenco simile? Forse dovremmo aspettarci tra poco anche una proposta di schedatura con le impronte digitali dei disabili?  Questa storia puzza tanto di lager".

scritto da: romesinti alle ore 01:00 | link | commenti
categorie: politica, campania, articoli nazionali
domenica, 29 giugno 2008

NAPOLI, 16 MAGGIO 2008 - La regione Campania attiva un tavolo di lavoro permanente

L'organismo deciderà gli indirizzi e i provvedimenti e predisporrà le risorse, le iniziative, gli interventi, le azioni culturali da portare avanti. Proposto di destinare alle varie etnie spazi di proprietà della regione e degli enti locali

 

NAPOLI - Un tavolo di lavoro permanente interistituzionale, per gestire l’emergenza nomadi e trovare soluzioni concrete. E’ questa la decisione principale scaturita dall’incontro convocato oggi dall’assessore regionale alle Politiche Sociali, Alfonsina De Felice, presso la sede di via Marina. Un tavolo dove si decidono gli indirizzi e i provvedimenti e che predisponga le risorse finanziarie, le iniziative, il sistema di interventi, le azioni culturali da portare avanti.

Alla riunione hanno partecipato il vice prefetto Gabriella D’Orso, l’assessore alle Politiche sociali della Provincia Isadora D’Aimmo, la presidente della VI Municipalità Anna Cozzino, la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas e l’Opera Nomadi.

Molti i temi sul tappeto: l’istituzione di un Commissariato, come proposto dal Governo, l’iter (fermo al Consiglio regionale) del disegno di legge quadro sui Rom, il clima di intolleranza che si sta verificando nella città.

 

L’assessore De Felice ha proposto di destinare alle varie etnie nomadi piccoli spazi di proprietà della regione e degli enti locali. “La Regione – ha dichiarato l’assessore De Felice – ha già in programma progetti specifici che può attivare immediatamente per fornire le condizioni in loco di aiuto e di accoglienza alle famiglie, alle donne, ai bambini”.

Verrà inoltre convocato al più presto un tavolo tecnico che procederà all’attivazione di azioni socioculturali volte a creare un clima di riconciliazione e a rompere il fronte della violenza che si sta determinando in Campania sulle varie emergenze.

scritto da: romesinti alle ore 13:32 | link | commenti
categorie: campania, napoli, opera nomadi di napoli
martedì, 17 giugno 2008

TEVERLA CASERTA, ALLARME ROM: POLIZIA SGOMBERA CAMPO NOMADI

Agenti del commissariato di Aversa hanno completato oggi il parziale sgombero del campo nomadi, nella zona industriale di Teverola; un accampamento realizzato, tra l'altro, a poca distanza da due importanti ipermercati e da altri insediamenti commerciali. Non è stato possibile smantellare l'intera struttura - come da tempo sollecitavano gli operatori commerciali della zona, lamentando una serie di furti e rapine - a causa della presenza di alcuni nomadi pregiudicati, agli arresti domiciliari proprio nel campo: lo ha spiegato in una nota il dirigente del commissariato, vice questore Antonio Sferragatta. La polizia ha anche sollecitato l'Asi a predisporre barriere in grado di ostacolare l'insediamento di altri gruppi di nomadi lungo una strada interna, senza sbocco,nella vicina zona industriale di Gricignano d'Aversa. La strada, molto larga, corre parallela alla linea ferroviaria, dalla quale vengono continuamente rubati fili di rame. (24 aprile 2008)


scritto da: romesinti alle ore 23:44 | link | commenti
categorie: campania

Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

Chi sono

Utente: romesinti
Nome: Romano Lil
Foglio illustrativo del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

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