Il Presidente Hans-Gert Pöettering ha ricevuto oggi un premio per la difesa dei diritti dei Rom in Europa: nella legislatura in corso, il Parlamento si è distinto nel sostegno alle popolazioni Rom. Il riconoscimento è stato consegnato al Presidente da rappresentanti delle maggiori organizzazioni Rom in Europa, a nome delle comunità che celebreranno la giornata internazionale dei Rom l'8 aprile.
Si chiama "Ponti di solidarietà e lavoro" ed è promosso dall fondazione Casa della Carità in collaborazione con la Provincia di Milano. Dal 1 gennaio 2009 un'azienda locale aderente al progetto ha assunto i primi sei dipendenti
Offrire occasioni di lavoro in Romania ed evitare un’emigrazione disordinata, che in Italia si trasforma in emergenza. È questo l’obiettivo dell’iniziativa 'Ponti di solidarietà e lavoro', promossa dalla Provincia di Milano e dalla fondazione Casa della carità. Il progetto prevede una serie di interventi finalizzati a favorire la capacità imprenditoriale e a sostenere l’occupazione con azioni di orientamento e formazione.
Il progetto 'Ponti di solidarietà e lavoro' sarà attuato a Ţânţăreni, un comune di quasi sei mila abitanti, di cui circa un terzo sono rom, situato nell’area sud occidentale della Romania non distante dalla città di Craiova. Si tratta del posto da cui provengono le famiglie rom che abitavano il campo di via San Dionigi, a Milano, e che furono accolte dalla Casa della carità dopo lo sgombero del settembre 2007. Il progetto viene realizzato in partnership con l’associazione rumena Aproapele, un’organizzazione non governativa e a carattere umanitario che ha sede a Bucarest e con la municipalità di Ţânţăreni, e consiste in due tipologie di azioni concrete avviate già a partire dal dicembre 2008. La prima consiste nell’istituzione, a Ţânţăreni, di uno sportello di orientamento al lavoro, che effettuerà colloqui individuali e rileverà le varie competenze professionali per poi indirizzare gli utenti verso percorsi di formazione o di avviamento occupazionale. La seconda azione riguarda lo sviluppo di un’impresa locale, speciali zata in costruzione di serramenti, attraverso l’acquisto di un macchinario per la lavorazione e produzione di infissi in lega di alluminio. A seguito di questo potenziamento l’azienda in questione, la S.C. MGV Computer, dal 1 gennaio 2009 ha assunto sei persone di Ţânţăreni appositamente individuate dal sindaco, da Aproapele e dalla Casa della carità.
“Con questo progetto", ha spiegato don Massimo Mapelli della Casa della carità, "proviamo a risolvere a monte il problema dei campi rom. Creando occasioni di lavoro in Romania diamo la possibilità alle famiglie di scegliere se restare nel proprio paese o di emigrare. La nostra pluriennale esperienza con i rom ci ha permesso di appurare che vengono in Italia alla ricerca di condizioni di vita migliori perché non hanno alternative. L’iniziativa messa in piedi grazie alla collaborazione della Provincia va proprio in questa direzione”.
(ANSA) - STRASBURGO, 24 FEB - In Ungheria dal 2004 si e' verificato un cambiamento 'allarmante' sul fronte del razzismo e dell'intolleranza. Lo rivela un rapporto dell'Ecri, organismo del Consiglio d'Europa, che segnala un forte aumento di discorsi pubblici razzisti, la 'regolare pubblicazione' di articoli antisemiti su stampa e siti e da discorsi contro i Rom sempre piu' virulenti e diffusi. Preoccupante la nascita, nell'agosto 2007, di un gruppo radicale di destra, la Guardia Ungherese.
27 nov. - La societa' ungherese e' piena di pregiudizi verso la minoranza etnica dei rom, mentre non e' lo stesso verso altre minoranze, come quella di lingua tedesca o croata, secondo quanto emerge da un recente sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Nepszabadsag.
L'avversione contro i rom, che rappresentano circa il 7% della popolazione, e' quasi generale; la maggioranza giudica 'estranea' la loro cultura e lingua, tollera malvolentieri che i rom 'siano sempre piu' numerosi'.
Secondo il 75%, i rom 'non osservano le leggi', e intascano 'troppi sussidi statali'. Tali pregiudizi sono molto meno avvertiti verso per le minoranze tedesca o croata.
Relativamente pochi (24%) sono quanti considerano un arricchimento la convivenza con i rom. L'unico tratto positivo fra i rom, sempre secondo le risposte, la forte solidarieta' dentro la famiglia.
di Tara Fernandez
Il segretario generale del Consiglio d'Europa Terry Davis ha posto l'accento sulla "crescente intolleranza e la violenza contro i Rom in Europa".
L'occasione del monito di Davis e' stato il tentativo di attacco di una folla armata di pietre ad un sobborgo di Rom in lingua ceca nella citta' cecoslovacca di Litvinov, che, ha ricordato il seretario del Consiglio d'Europa, e' avvenuto il giorno dopo dell'anniversario della Kristallnacht che ha segnato l'inizio della Shoah.
"L'analogia - ha sottolineato Davis - va solo fin qui. Nel 1938 gli attacchi dalle sturm troopers erano orchestrate dal regime nazista, e sarebbe totalmente sbagliato trarre un parallelo con la Repubblica ceca, dove le autorita' stanno facendo tutto il possibile per impedire questi attacchi contro i Rom".
Tuttavia, secondo Davis, "dobbiamo riconoscere che questo incidente ha avuto luogo nel contesto di crescente intolleranza e violenza contro i Rom in Europa", e peraltro " Tutti i governi di tutta Europa devono anche esaminare urgentemente la situazione della comunita' Rom nei loro paesi ed agire con decisione per proteggerle contro la discriminazione, l'intolleranza e la violenza".
Marsiglia, 17 ott. (Apcom) - La questione legata ai rom è essenzialmente un problema di povertà collettiva alla quale in Europa nessuno Stato membro ha trovato "soluzioni appropriate".E' necessario avviare progetti innovativi per affrontare l'integrazione.
E' il ragionamento espresso dal commissario europeo all'occupazione e agli affari sociali, Vladimir Spidla che ha toccato il delicato problema dei rom in un'intervista rilasciata al Tg padovano di Canale Italia, da Marsiglia dove si trovava per partecipare al convegno europeo sulla lotta alla povertà.
"Avete ragione - ha sottolineato - il problema della minoranza rom è piuttosto forte.In questo momento la povertà in Europa è meno legata alla condizione individuale - ha aggiunto il commissario europeo - questo significa che è fortemente legata alle condizioni delle famiglie. Se voi siete rom è assolutamente chiaro che siete poveri e allora ecco perché si tratta di una povertà collettiva".
di Jane Mery. Traduzione Ada De Micheli
In che modo si può favorire l’inclusione degli europei di origine rom nel continente? Dal 2004, con l’ingresso di dieci nuovi Paesi membri nell’Ue, la questione è diventata sempre più urgente. Mentre a Bruxelles giungono i dati relativi alla situazione sanitaria e sociale di questa popolazione, i sondaggi rivelano il distacco crescente tra i rom e i loro vicini, di qualsiasi nazionalità essi siano. Il prossimo vertice tenterà di definire una politica europea coerente contro la discriminazione di origine etnica e di «determinare le misure che sono risultate efficaci». Poiché considerato dalla parte dei rom, il bilancio è critico.
Milioni di rom in un’ Unione europea allargataSe è vero che la popolazione Rom in seno all’Ue è notevolmente aumentata negli ultimi quattro anni, in modo particolare a seguito dell’ingresso dell’Ungheria e della Slovacchia, è anche vero che i dati disponibili sulla quantificazione di questa comunità sono pochissimi: «In una prima relazione sulla situazione dei rom nell’Unione europea allargata, pubblicata nel 2004, si evidenzia che la popolazione rom europea è costituita da qualche decina di milioni di individui». Tuttavia, prosegue il testo, «non si dispone di dati demografici precisi, a causa dei pregiudizi sull’identità rom e della reticenza di un buon numero di rom ad identificarsi ufficialmente come tali, oltre al rifiuto da parte di numerosi governi di includere i rom in quanto categoria legittima ai fini del censimento».
Ci sarebbero tuttavia più rom sparsi in Europa che abitanti in alcuni Stati membri. Mille volte affrontata, la questione è tristemente famosa. Il documento sul quale lavoreranno i 350 rappresentanti delle istituzioni europee, dei governi e dei parlamenti degli Stati membri e della società civile in occasione del prossimo vertice, e disponibile sul sito della Commissione dal 2 luglio scorso, riprende questa realtà grazie a qualche studio più recente, ma in ogni caso con pochi numeri alla mano. Milioni di europei di origine rom rappresentano un’esclusione sociale di grandi dimensioni, chiarisce la relazione: «La ricchezza di cui potrebbero farsi portatori in seno alla società europea è spesso disdegnata perché intrisa di stereotipi e pregiudizi che si manifestano sotto forma di discriminazione economica, sociale e politica».
Il tasso di disoccupazione molto elevato tra la popolazione rom è uno degli elementi più allarmanti, poiché non lavorare isola socialmente. In linea generale, lo stato di salute delle comunità rom è molto più bassa rispetto alla media nazionale dei Paesi ospitanti, con un’aspettativa di vita inferiore di dieci anni. Per quel che riguarda la sfera educativa, il futuro non fa presagire niente di buono. I rom costituiscono una popolazione estremamente giovane, composta da una maggioranza di individui con meno di 20 anni.
Ma spesso, il punto di riferimento dei giovani non è rappresentato da un’istituzione. In alcuni Paesi, trascorrono gran parte della loro vita scolastica in istituti per portatori di handicap fisici o mentali.
Da vent’anni, le associazioni per i diritti umani lanciano l’allarme. D’altronde, la “questione rom” è ormai nota: il 77% degli europei ritiene che in seno alla società i rom siano penalizzati, quasi quanto i portatori di handicap (79%). Tuttavia, alcuni sondaggi condotti nel 2008 rivelano che un quarto degli europei proverebbe imbarazzo all’idea di avere un rom come vicino di casa (il 24% degli europei ha risposto in questo senso, contro il 6% che invece ha dichiarato di sentirsi imbarazzato all’idea di vivere vicino ad un individuo di origine etnica diversa dalla propria, senza precisare quale).
In alcuni Paesi, come la Repubblica Ceca e l’Italia, la percentuale è ancora più alta: in queste realtà, la metà degli intervistati non sarebbe contento di avere un rom come vicino. «Alcuni studi condotti da esponenti della società civile rivelano che “l’anti-gypsism” è una forma di razzismo ben definita, basata sulla “delegittimazione” e sull’ “esclusione morale”», spiega ancora la Commissione.
In seguito alla pressione esercitata da un nuovo gruppo di organizzazioni che si batte a favore di una politica pro rom in Europa (l’Eu Roma policy coalition, fondata nel marzo 2008), il prossimo vertice europeo avrà l’obiettivo di rispondere alla necessità urgente di una strategia globale e coerente. «Gli strumenti servono a migliorare la situazione», afferma la Commissione, «ma tutte le forze devono risultare unite per coordinare gli sforzi». Di quali strumenti si tratta? Dei Fondi strutturali europei (il Fondo sociale europeo, Fse per esempio) gli strumenti di preadesione svolgono un ruolo fondamentale per sconfiggere l’esclusione: «Infatti, tra il 2000 e il 2006, ben 275 milioni di euro provenienti dal Fse sono stati destinati a progetti specifici per i rom, un altro miliardo di euro a gruppi deboli, tra cui i Rom», valutano gli specialisti della Commissione.
Nella lotta contro il razzismo, i poteri conferiti all’Ue le hanno permesso di legiferare «in materia di parità di trattamento senza alcuna distinzione di razza o origine etnica» (direttiva 2000/43/CE) e «di accertarsi dell’effettiva attuazione del diritto comunitario»: «Tuttavia, molti dei temi cruciali all’integrazione dei rom dipendono dalla competenza degli Stati membri (educazione, occupazione, integrazione sociale, per esempio). Su questi temi, l’Unione può solo avere funzione di coordinamento delle politiche degli Stati membri e sostenere la loro applicazione grazie anche ai Fondi strutturali».
Lasciare la responsabilità agli Stati membri, ecco cosa non reputano conveniente i militanti del gruppo di organizzazioni. E non hanno tardato a farlo sapere: «Poiché le violenze nei confronti dei rom aumentano, in modo particolare in Italia, mai come ora è giunto il momento di parlare con un'unica voce e di proporre una strategia e un impegno a lungo termine», afferma Nicolas Beger della sezione Ue di Amnesty International. Questo vertice europeo potrà rappresentare finalmente una svolta?
"Il popolo rom rappresenta oggi la principale vittima di una cultura razzista che sta crescendo in molte parti d'Europa. Con la candidatura dell'Errc - European Roma Rights Center - al premio Sakharov il Gruppo della Sinistra Europea al Parlamento europeo vuole dimostrare che esiste anche un'Europa fondata sulla solidarietà, la giustizia e l'uguaglianza tra i popoli", dichiara in un comunicato l'eurodeputato di Rifondazione Vittorio Agnoletto.
2008(ASCA-AFP) - Strasburgo, 9 lug - Piu' di 100 eurodeputati, tra i quali dei leader di gruppi, hanno aggiunto le loro impronte digitali a una petizione di protesta contro la politica del Governo sui Rom.
''Esortiamo il Governo e le autorita' italiane ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei Rom, minori compresi, in quanto costituisce un chiaro atto di discriminazione basato sulla razza e sull'origine etnica'', si legge nella petizione, firmata da 120 deputati.
''E' un atto politico forte che mira a chiedere la fine immediata di questa azione. Lo invieremo subito al governo italiano'', ha dichiarato l'europarlamentare di Rifondazione Comunista Giusto Catania, organizzatore della protesta.
In una bozza di risoluzione che dovrebbe essere approvata domani dall'Europarlamento, i deputati esortano l'italia a non raccogliere le impronte digitali dei Rom fino a quando la Commissione europea non indaghera' sulla questione.
Secondo gli eurodeputati, e' inaccettabile ''violare i diritti fondamentali e criminalizzare'' i Rom, nonostante l'obiettivo dichiarato di proteggere i bambini.
ASCA) - Roma, 2 lug - ''La proposta avanzata dal ministro degli Interni Maroni e' discriminatoria, sproporzionata e ingiustificata e, se messa in pratica, violerebbe gli standard internazionali sui diritti umani che vietano la discriminazione'': e' quanto si legge in una nota della Sezione Italiana di Amnesty International, in relazione all'intenzione dichiarata da parte del ministro degli Interni di rilevare le impronte digitali a tutti, bambini inclusi, nell'ambito dei censimenti dei campi rom, sulla base di ordinanze di protezione civile.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani, ''prevedere misure di controllo nei confronti di una specifica minoranza, o i cui effetti colpirebbero in particolare una minoranza, compresi i suoi componenti piu' vulnerabili, sarebbe infatti discriminatorio e costituirebbe un'ingiustificata restrizione alla vita privata'''. Inoltre, sottolinea la Sezione Italiana di Amnesty International, ''le dichiarazioni del ministro Maroni contribuiscono a quell'escalation di insicurezza e di paura che abbiamo denunciato piu' volte e rispetto alla quale ci saremmo aspettati un chiaro e responsabile cambio di rotta da parte del Governo italiano; che invece appare sordo rispetto ai continui richiami delle organizzazioni internazionali - tra cui l'Osce e il Consiglio d'Europa - e cieco innanzi al rischio che il susseguirsi di dichiarazioni di questo tipo rendano piu' probabili gli attacchi xenofobi''.

Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi