Il Naga apprende con soddisfazione la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Milano di sospendere lo sgombero di cittadini italiani di origine Sinti residenti, da generazioni, nel comune di Gambolò (PV).
“La decisione di sgomberare l’area in cui vivono i cittadini Sinti si fonda solo una volontà discriminante, non sussistono, in alcun modo i presupposti per un atto di questo tipo e il TAR di Milano, con l’ordinanza di sospensione dello sgombero, l’ha riconosciuto” afferma Pietro Massarotto presidente del Naga “Inoltre si ribadisce che, secondo la legge italiana e le norme internazionali, la protezione delle minoranze si sostanzia non solo in obblighi di natura negativa, ma anche in doveri di protezione e valorizzazione delle differenze” prosegue Massarotto.
Il Naga, da oltre vent’anni fornisce assistenza sanitaria, sociale e legale a cittadini stranieri, “Dover difendere in giudizio lo sgombero forzato di cittadini italiani da un Comune in cui risiedono da più di ottant'anni appare veramente paradossale. Tuttavia, ciò dimostra, una volta di più, che le attuali politiche repressive colpiscono tutti ed in particolare il soggetti più deboli”, conclude il presiedente del Naga.
Il Naga continuerà a svolgere attività di assistenza e di difesa dei diritti di tutti e si augura di non dover più ricorrere ad un Tribunale per fermare un provvedimento di sgombero senza alternative.
I lavori del seminario partiranno dai risultati della ricerca scientifica presentati nel volume dell’Opera Nomadi “I rom e l’abitare interculturale. Dai torrenti ai condomini” pubblicato nel mese di marzo 2009 dalla casa editrice Franco Angeli.
Il lavoro di ricerca e la pubblicazione sono stati realizzati come azioni di un progetto dell’Opera Nomadi di Reggio Calabria ( l’abitare interculturale) finanziato dall'Ufficio Nazionale Antirazzismo (UNAR) in seguito all’aggiudicamento di un bando nazionale e realizzato in partenariato con l'Università degli Studi di Messina - Dipartimento di Sociologia "V. Pareto", l'Opera Nomadi Lazio, la rete europea REVES e il Dr Petronio.
La ricerca realizzata ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia del modello dell’equa dislocazione proposto dai rom stessi mettendo a confronto i livelli di inclusione/esclusione delle famiglie rom che ancora vivono concentrati nei ghetti e di quelle che abitano dislocati nei condomini.
I dati dello studio condotto su un totale di 500 famiglie residenti nelle città di Reggio Calabria e di Roma ( 250+250) hanno dimostrato che i rom dislocati hanno raggiunto un livello di inclusione sociale più alto rispetto a coloro che sono invece costretti a vivere concentrati.
L'indagine, oltre a verificare l'efficacia del modello abitativo dell'equa dislocazione e quindi del mix etnico-sociale, ha messo in evidenza la necessità di sviluppare una nuova politica abitativa fondata sul coinvolgimento diretto dei rom e sul concetto di abitare legato alla qualità dell'ambiente abitativo quale ambito di relazioni fondamentali per l’inclusione sociale.
Per contestualizzare la ricerca nel volume sono state illustrate le condizioni di esclusione abitativa dei rom a Reggio Calabria e a Roma mettendo in evidenza le loro iniziative sociali volte a superare questa situazione. In particolare nel libro si ricostruisce il lungo e faticoso percorso di contrasto all'emarginazione con il quale una parte dei rom di Reggio Calabria è riuscita con l’aiuto dell’Opera Nomadi a passare dalle baracche di cartone costruite nei letti dei torrenti (negli anni Cinquanta) alle abitazioni nei condomini (degli ultimi anni).
Partendo da questo lavoro l'obiettivo del seminario sarà quello di affrontare la questione abitativa mettendo in comunicazione tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo in questo tema delicato ed evidenziando i limiti dell’attuale politica della casa, i bisogni inevasi ed un nuovo concetto di abitare .
La questione abitativa dei rom verrà affrontata all’interno del tema generale della casa che interessa ormai una larga fascia della popolazione.
Pertanto al seminario interverranno oltre alle istituzioni e agli operatori sociali gli abitanti rom e non rom e gli argomenti del seminario saranno: la nuova proposta di legge regionale sulla casa, i quartieri ghetto, lo sviluppo futuro della politica della casa con le relative ricerche e proposte operative .
Soddisfatto il prefetto Gian Valerio Lombardi per l’esito dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma con il ministro dell’Interno Roberto Maroni. In agenda l’attività svolta come commissario straordinario per l’emergenza rom: il lavoro svolto e quello programmato. La buona notizia: il ministero conferma i 10 milioni di euro stanziati per la sistemazione dei campi rom milanesi. Entro una settimana circa, infatti, il Comune presenterà il progetto per lo snellimento e la riqualificazione di una decina di campi autorizzati. Obiettivo: dimezzare il numero degli occupanti, smistarli in altre strutture, creare fognature e servizi necessari ai campi. Infine sarà creare anche un’area di sosta e transito. Saranno accompagnati e assistiti quei rom che desiderano cercare una soluzione abitativa diversa.DiAP Dipartimento di Architettura e Pianificazione - Politecnico di Milano
via Bonardi 3
20133 Milano - Italia
il 23 Aprile 2009 - via Ampère, 2 Milano (MM2 fermata PIOLA, tram 23)
Prima Parte - AULA U.2
Le condizioni abitative dei Rom nella ricerca sociale
ore 9.30 Anna Nufrio, Politecnico di Milano Antonio Tosi, Politecnico di Milano
ore 10.00 Il progetto EU - ROMA Una ricerca europea sulle condizioni abitative dei Rom in Italia, Grecia, Romania e Regno Unito
Pietro Nunziante, Istituto Superiore di Design di Napoli
Alexander Valentino, Laboratorio Architettura Nomade
ore 11.30 dibattito: Fare ricerca nelle baraccopoli: esperienze e metodi a confronto coordina Federica Verona
Antonio Tosi, Politecnico di Milano
Paolo Cottino, Politecnico di Milano
Pietro Nunziante, Istituto Superiore di Design di Napoli
Alexander Valentino, Laboratorio Architettura Nomade
Anna Rita Calabrò, Università di Pavia Giovanni Semi, Università degli Studi di Milano
Giovanni La Varra, Politecnico di Milano
Seconda Parte - AULA GAMMA
Dalla ricerca alle politiche per gli insediamenti Rom
ore 14.30 presentazione "Favelas di Lombardia: la seconda indagine sugli insediamenti Rom e Sinti" Una ricerca dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità
Maurizio Ambrosini, Università degli Studi di Milano Antonio Tosi, Politecnico di Milano Paolo Cottino, Politecnico di Milano
Livio Neri, referente Lombardia ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione
Maurizio Pagani, Opera Nomadi Milano
Massimo Mapelli, Casa della Carità, Milano
Marco Trezzi, Caritas Ambrosiana
ore 17.00 Il film: "Via San Dionigi, 93: storia di un campo rom" (2007)
Introduzione a cura dei registi Tonino Curagi e Anna Gorio
Commento: ancora campi e anche in Sardegna.
Sono ufficialmente finiti i lavori nel nuovo campo nomadi di Carbonia
Ci sono le piazzole di sosta ciascuna con luce e acqua, due aree per i bambini, i bagni, le docce e i lavatoi per il bucato. Un campo di sosta perfettamente attrezzato, costato 250 mila euro (fondi regionali e comunali), che da oggi è stato messo a disposizione delle famiglie rom che risiedono ormai da tanto tempo nel territorio comunale. Vivere nel nuovo campo costerà un euro al giorno per famiglia, oltre alle spese di luce, acqua e Tarsu. L’area, ricavata fra il viale del Minatore e via Dalmazia, potrà ospitare otto famiglie in altrettante piazzole di 60 metri quadrati, dotate dei servizi basilari. Sulle piazzole potranno essere posizionate solo roulotte o costruzioni in legno amovibili e non potranno sorgere altri tipi di manufatti. Nel campo non potrà essere svolta alcuna attività artigianale: se i nomadi vorranno continuare a lavorare il ferro (è la loro principale attività) dovranno trovarsi nuove aree a loro spese. I primi a trasferirsi saranno gli abitanti del campo di via Nazionale i cui terreni sono già stati venduti a dei privati che hanno da tempo sollecitato lo sgombero. In seguito arriveranno quelli del campo rom di Sirai.
Il campo del ponte Bacula
Finito il progetto di auto-recupero per 8 famiglieLa struttura, di circa 675 metri quadrati, è stata data dal Comune di Settimo in concessione all'associazione "Terra del Fuoco" che da anni si occupa di nomadi, e in collaborazione con il Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana, si prende cura delle famiglie, attraverso il controllo sanitario, la regolarizzazione dei documenti, l'inserimento e accompagnamento scolastico dei minori, e lavorativo.
La ristrutturazione e l'adattamento della struttura, in collaborazione con "Architettura delle Convivenze", è un progetto di auto-recupero: il lavoro è svolto in prima persona dalle famiglie rom, e garantisce un risparmio nella ristrutturazione: le famiglie, in cambio dell'ospitalità, contribuiscono al patrimonio della comunità di Settimo. Lo scopo non è solo quello di creare degli appartamenti per le famiglie, ma di realizzare un'abitazione provvisoria che sia anche luogo di condivisione, con particolare attenzione ad alcuni ambienti di socialità: la terrazza, il giardino per i più piccoli.
Verranno inoltre ospitati per periodi brevi alcuni responsabili della rete internazionale di Flare, network europeo fondato da Terra del Fuoco e Libera, per lottare contro le mafie a livello europeo. Le famiglie rom coinvolte vengono accompagnate dai mediatori culturali in un percorso d'inclusione sociale che, partendo dall'inserimento scolastico dei minori, e lavorativo degli adulti, si conclude con la ricerca di un'abitazione permanente.
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno economico della Compagnia di San Paolo e dell'assessorato al Lavoro e alle politiche sociali della Provincia di Torino.
Leggete:Circa un centinaio di rom e sinti si sono ritrovati in piazza Tre Martiri per chiedere il rispetto dei propri diritti. Temi della manifestazione la denuncia dello stato del campo di via Islanda e la richiesta di creazione di microaree, già presenti in altre città italiane
Erano circa un centinaio i rom e sinti che si sono riuniti in piazza Tre Martiri per manifestare a difesa dei loro diritti. L'iniziativa - organizzata dall'associazione Sucar Mero ('Bel Mare') ha ottenuto l'autorizzazione dalla Prefettura per percorrere le vie del centro storico.
‘’Questa adesione è già un successo - ha commentato Davide Gerardi, dell’associazione - Manifesteremo in piazza Tre Martiri, dalle 10 alle 12, con cartelloni e striscioni. Siamo pronti’’. Gerardi parla di persone ‘’stanche di essere discriminate e criminalizzate’’. Tra i temi della protesta c’è lo stato del campo nomadi di via Islanda, di cui Sucar Mero denuncia da tempo l’irregolarità e ne chiede la chiusura.
L’associazione ha anche indicato la via preferibile, che sarebbe quella della creazione di microaree, già predisposte in altre città italiane. Nelle scorse settimane, un blitz delle forze dell’ordine nel campo aveva fatto scoprire allacciamenti abusivi alle reti dei principali servizi.
E il deputato della Lega Nord Gianluca Pini aveva presentato al riguardo una interrogazione parlamentare. Ma Gerardi sostiene di avere da tempo chiesto un incontro all’amministrazione comunale per risolvere la questione, senza ricevere risposta.
Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi