Romano Lil - Rom, Sinti e Camminanti in Italia

martedì, 26 maggio 2009

Viterbo - Il comitato provinciale per lo scioglimento della Lega Nord

Viterbo - 26 maggio 2009
Renato Busich nuovo presidente dell'Anpi

Resoconto del Congresso Straordinario 2009

Sabato 23 maggio, presso la sezione Pd Di Vittorio di Viterbo, presente il segretario organizzativo per Roma ed il Lazio Aladino Lombardi, si è riunito a congresso il Comitato Provinciale Anpi di Viterbo, per rinnovare il proprio organismo dirigente a seguito della morte del Presidente Biagio Gionfra.

A rappresentare la sezione Sugoni di Nepi, Antonella Litta.

Hanno portato i saluti: per il Pd, Christian Scorsi, coordinatore del II circolo territoriale, e, per l’Arci, il presidente del Comitato Provinciale Marco Trulli, che ha portato anche alcune copie di Morale della favola, la raccolta di foto e interviste sui partigiani del Viterbese di recente pubblicazione.

Il congresso è stato anche un momento di discussione e deliberazione, per approvazione unanime, in merito all’attualità, con la grave situazione politica che ci troviamo dinanzi, segnata da politiche di stampo razzista - culminate con la redazione del pacchetto sicurezza del governo Berlusconi - che un’associazione come la nostra non può che osteggiare con energia.

Tra l’altro, a dimostrazione che mentre qualcuno scrive pacchetti qualcun altro passa alle vie di fatto: a Roma, poche ore prima del nostro congresso, alle due del mattino, circa venti energumeni armati di mazze e bastoni facevano irruzione a villa Gordiani, al fine d’impedire alla comunità bengalese, alla quale va tutta la nostra solidarietà, i festeggiamenti del proprio capodanno, distruggendo le strutture in allestimento e mandando un ragazzo all’ospedale.

Per quanto riguarda la partecipazione di Berlusconi alle celebrazioni del 25 Aprile, di cui si è discusso nel congresso, il Comitato Provinciale Anpi esprime questa posizione: nell’illusione di mettere in imbarazzo l’attuale presidente del Consiglio, i dirigenti del Pd gli hanno in realtà fornito un assist, permettendogli di legittimarsi in una ricorrenza che questi ha sempre provocatoriamente snobbato, mettendone altresì a repentaglio il significato con la sua azione politica quotidiana.

Idem per il fazzoletto che il Partigiano della brigata Maiella ha messo al collo di Berlusconi a Onna (Aq).

Senza dubitare minimamente sul valore di quel partigiano e della banda in cui ha combattuto, non riusciamo a capire a cosa Berlusconi debba una così alta onorificenza, lo stesso Berlusconi che per l’occasione proponeva di cambiar nome della Festa della Liberazione in festa della libertà, svuotandola così di ogni contenuto antifascista, e che qualche settimana dopo tuonava: “L’Italia non sarà mai un paese multietnico”, come se non lo fosse già.

In sostanza, noi non crediamo che la celebrazione della Resistenza possa esaurirsi in un pur doveroso omaggio ai tempi che furono: occorre soprattutto combattere contro il razzismo e contro la fascistizzazione delle istituzioni, fenomeni che si manifestano qui e adesso.

Non ha granché senso per cui ricordare Auschwitz e in contemporanea avallare o giustificare le politiche xenofobe e le isterie anti-rom di oggi.

In conseguenza di ciò, chiediamo che anche l’Anpi prenda parte alla battaglia per lo scioglimento della Lega Nord, formazione politica che incita esplicitamente all’odio razziale, attraverso i suoi programmi e gli interventi pubblici dei suoi esponenti politici.

Per quanto riguarda il rinnovo dell’organismo dirigente, volendo conferire ruoli di responsabilità a sostenitori antifascisti, soprattutto giovani, che s’impegnino per la crescita dell’associazione, abbiamo integrato il nostro Consiglio Provinciale con i seguenti nomi: Letizia Corvi, classe 1980, studentessa lavoratrice di Orte; Guerrino Pizzi, classe 1968, di Canepina, e Anna Maria Sambuci, classe 1972, restauratrice di Vignanello.

Si tratta d’iscritte/i che da qualche anno svolgono un encomiabile quanto essenziale lavoro di tesseramento e che partecipano assiduamente alle nostre iniziative, in alcuni casi contribuendo anche alla loro realizzazione.

Per l’incarico di presidente del Comitato provinciale è stato invece eletto Renato Busich, nato nel 1920 a Orvieto (Tr) ma di origini triestine.

Il padre insegnava in un istituto religioso di Trieste quando, a causa della sua vicinanza agli ambienti modernisti, subisce un trasferimento punitivo negli ex territori del Pontificio, a Orvieto appunto.

La famiglia Busich si è definitivamente stabilita a Viterbo nel 1934. Renato si è avvicinato agli ambienti antifascisti durante gli studi universitari.

Nel periodo resistenziale ha fatto la staffetta partigiana per la banda Biferali, dove operava suo zio, il calzolaio Luigi Mearilli, consigliere comunale per i comunisti nel dopoguerra.

Nel 1946 è stato candidato alle comunali di Viterbo per la lista del Pci. Poi, per diversi anni, è stato titolare dell’edicola di via Roma, nel centro storico. Persona molto colta e poliglotta, ha svolto, tra l’altro, la professione di guida turistica.

Da sempre impegnato nella ricerca storica, il suo contributo più celebre è senza dubbio l’articolo Una croce sulla Cassia, accadde a Viterbo il 12 luglio 1921 (“Biblioteca e Società”, III, 1981, 4, pp. 9-14): la ricostruzione, a sessant’anni dai fatti, della sollevazione del popolo viterbese contro le camicie nere che volevano conquistare la città, con la toccante testimonianza di Edmund Czernin - di quei fatti vittima per tragico errore - rintracciato da Busich a Salisburgo.

Busich è stato fotografato per la mostra Morale della favola di Daniele Vita - e quindi inserito nell’omonima pubblicazione a cura di Marco Trulli (Roma, Purple Press, 2009) – e intervistato per il documentario Aspettando gli Alleati, Antifascismo e Resistenza nel Viterbese, di Giuliano Calisti e Francesco Giuliani (30’_dvd_Italia_2009).

Era dal 1994, con la morte di Alessandro Bonucci, che il nostro Comitato non aveva un Presidente di Viterbo. Con Busich, che ha conosciuto e frequentato tutti i grandi personaggi della Resistenza viterbese, l’Anpi riallaccia i legami con la storia della lotta partigiana locale.

Il Comitato Provinciale Anpi

scritto da: romesinti alle ore 20:30 | link | commenti
categorie: lazio, intolleranza
lunedì, 11 maggio 2009

Roma:

La città sicura           

           è una città che si-CURA

 

             

               Riflessioni e proposte sulle periferie interculturali

        Roma, via Alberini (colli aniene) 14-17 maggio 2009

 
 
 

Tra le mura del centro e le corsie del Grande Raccordo Anulare, c’è un deserto. Un deserto di valori e di relazioni. E’ una città di tutti e di nessuno, una città di identità che non si incontrano, una città senza parole, insicura.

Il deserto, appunto. Dove l’altro è un nemico, da picchiare o da derubare. Quartieri in cui si abita ma non si vive. Condomini in cui si ‘ciatta’ con il mondo ma non si conosce il vicino di casa.

Il deserto genera razzismo. Le aggressioni nei confronti di cittadini immigrati sono in aumento e spesso purtroppo gli autori rimangono impuniti. Il deserto genera anche paura. Un quartiere senza relazioni fa paura.

A Colli Aniene, in Quinto Municipio, per quattro giorni si parlerà di questo. Senza verità in tasca, ma con la necessità di trovare al più presto la CURA. Partendo dal confronto tra soggetti diversi e dalle potenzialità, dalle piccole oasi nel deserto. Dai luoghi abbandonati che possono trasformarsi e generare relazioni sociali, dialogo e convivenza.

Mosaici Comunicazione e il cantiere sociale Decolliamo

                                 ORGANIZZANO:

La città SICURA

   è una città

        che SI-CURA

     Riflessioni e Proposte

                                 Per un quartiere

                                 interculturale

Via Alberini, (Colli Aniene) 14-15-16-17 maggio 2009

 
PROGRAMMA
Giovedì 14 maggio ore 16.oo:

inizio lavori, presentazione del seminario

 ‘VIVERE LE PERIFERIE, ABITARE LE RELAZIONI’

LA PERIFERIA ROMANA TRA PASSATO PRESENTE E FUTURO           

-IL DESERTO OLTRE LE MURA

-moderatore Carlo Moccaldi

A.Medici (vicepres. V Municipio) Dialogo e convivenza nel V municipio,

A. Virgili conflitti e identità _S. Paoluzzi _P. Bochicchio “Memoria delle periferie”

Rappresentante Comunità Rom Nedzib e Dragan “Colli Aniene: Vivere oltre il cavalcavia”

P. Vitale Comitato popolare per la lotta della casa “La situazione dell’emergenza abitativa nel V municipio”_F. Manujibeya (Mosaici) Razzismo e xenofobia nelle periferie romane

Osservatorio Razzismo “Casi di violenza in periferia”

Ore 18.00 presentazione mostra fotografica ‘l’Italia Accanto

-Banco informativo: “Io non ho paura”.

- Cena Sud Americana

  Venerdì 15 maggio ore 16,30

OASI E MIRAGGI

-intervengono:

F. Manujebeya l’esperienza delle consulte”

Rappresentante comunità latino americana “L’accoglienza di Roma oggi”

Rappresentante comunità marocchina “L’esperienza della convivenza nell’emergenza abitativa”

T. Kuzik “Una piccola Kiev a Ponte Mammolo, l’aggregazione della comunità ucraina attraverso il mercato” C. Moccaldi l’integrazione nel condominio

-Cena Araba
 
Sabato 16 maggio ore 16,30
INCONTRI PERIFERICI

PROIEZIONI, MUSICHE E SPETTACOLO

Gruppo percussioni Tor Sapienza Musica balcanica Alessandro menestrello vu’ Cumprà

Proiezione del documentario: “Colli Aniene: Percorsi di periferia”

 
Domenica 17 maggio ore 16,30

LA CURA DELLA CITTA’ SICURA

LUOGHI, INCONTRI, RELAZIONI

ore 15,30
intervengono:

R. Mastrantonio (VII Municipio)

G. Rocca “Arte e integrazione”

L. Carocci, “progetto Mediazione sociale” Sos Razzismo: “L’integrazione attraverso le banche del tempo” C. Moccaldi “la convivenza possibile, la cura attraverso i luoghi di incontro”

A. Virgili “Le “Romano Pijats” laboratorio di dialogo interculturale”

Conclusione: A. Medici (V Municipio) “Punto della situazione e nuove prospettive. Da dove ripartiamo?”

Cena Rom

Ore 18.00 esposizione dell’artigianato Rom

Ore 20.00 musiche del mondo intorno al fuoco                          

IL PROGRAMMA AGGIORNATO è DISPONIBILE SUL SITO http://www.piazzavittorioweb.it/

Per info:----Silvia Paoluzzi 338 4283 726 Carlo Moccaldi 392 9959935
 

scritto da: romesinti alle ore 09:10 | link | commenti
categorie: roma, lazio, opera nomadi del lazio
martedì, 24 marzo 2009

Roma: Pijats Romanò, i Rom e dei Sinti e i mercati rionali

Se vuoi sostenere questo appello rispondi a sostienipijatsromano@tiscali.it con nome e cognome, domicilio e attività. Grazie.

 
 
 
 
SOSteniamo Pijats Romanò
 
Al Sindaco di Roma Gianni Alemanno
Al Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo

Al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti

Ai Presidenti dei 19 Municipi del Comune Roma
 
CHIEDIAMO:

·       CHE IL PATRIMONIO RAPPRESENTATO DAI PIJATS ROMANO’ NON VADA PERDUTO

·       CHE VENGANO AUTORIZZATI I PIJATS ROMANO’ DEI VARI MUNICIPI

·       CHE SI SVILUPPI UN PERCORSO CHE PORTI ALLA COSTRUZIONE DI UN UNICO GRANDE (BARO’) PIJATS ROMANO’ CITTADINO CHE RIUNIFICHI PERIODICAMENTE IN OCCASIONI SIGNIFICATIVE LE VARIE MANIFESTAZIONI MUNICIPALI

 
CHE COS’E’ PIJATS ROMANO’
 

Pijats Romanò è una manifestazione culturale con esposizione di produzioni artigianali tipiche della cultura Rom/Sinta e di usato riciclato.

L’attività mercatale, svolta in modo non professionistico, con vendita di manufatti frutto dell’ingegno e delle abilità tradizionali viene svolta da sempre dai Rom/Sinti anche se in modo non normato, spontaneo.

Sicuramente questa abilità dei Rom/Sinti nel commerciare è stata favorita storicamente dal nomadismo e dalla necessità di costruire uno sbocco sul mercato ai tipici manufatti artigianali unitamente al commercio dei cavalli, una attività praticata da sempre.

E’ dalla conoscenza e consapevolezza di questa secolare competenza e professionalità nell’arte del commercio che a Roma le Comunità Rom e Sinti insieme all’Opera Nomadi ed alle cooperative Phralipè e Romano Pijatshanno dato vita ai Pijats Romanò. Nella lingua romanì Pijats significa appunto mercato, ma anche piazza a ricordarci che il mercato Rom/Sinti non è un mercato come tutti gli altri ma, potremmo dire, un vetrina di una molteplicità di prodotti, frutto delle abilità artigianali nella lavorazione dei metalli e dei tessuti, ma anche riutilizzo, riciclo e riuso di tutta una serie di beni che l’attuale società consumista presume, troppo velocemente e a torto, vecchi e inutili.

 
ALCUNI CENNI STORICI
 

Se i Rom/Sinti da sempre commerciano, a Roma troviamo i primi mercati Rom AUTORIZZATI negli anni ‘90 a Spinaceto (XII Municipio) e a Casilino 700 (VII Municipio). Successivamente una ulteriore esperienza è stata sviluppata sempre in VII Municipio a Piazza San Felice da Cantalice.

Ma sicuramente è con l’edizione del mercatino Rom in V Municipio dapprima di Via di Casal Tidei e successivamente a Via di Cervara 200 (un progetto sostenuto anche dalla Provincia di Roma) che questa manifestazione trova una sua stabilità sul territorio romano e diventa un vero lavoro regolare per decine e decine di capifamiglia Rom/Sinti.

Un lavoro vero che sfata il pregiudizio che vorrebbe queste comunità inoperose, che produce un reddito onesto e che da la possibilità di risiedere legalmente sul nostro territorio attraverso il rinnovo del permesso di soggiorno altrimenti impossibile con le normative in materia di immigrazione via via affermatisi.

Nel frattempo altri mercatini sono stati sviluppati come quelli del XII Municipio in Piazzale militari caduti nei lager ma soprattutto con i Pijats Romanò del VII e dell’XI Municipio rispettivamente nell’area parcheggio di Via Collatina (di fronte a Via Zanibelli poi spostato in Via Longoni) e nell’area di Via Lungotevere Dante (traversa Viale Marconi). Questi due ultimi nati dal recupero di due aree estremamente degradate che l’Assessorato alle Politiche Sociali e il V Dipartimento del Comune di Roma hanno risanato.

Successivamente sono stati attivati quelli del V Municipio a Via Mirtillo, dell’VIII Municipio in Viale Tor Bella Monaca (e successivamente Grotte Celoni), del XV Municipio a Corviale e, infine del IV Municipio a Piazzale Flaiano (una edizione definita IntegraROMa).

Da segnalare inoltre che espositori Rom e i Sinti partecipano ai mercati di Porta Portese e di Porta Portese 2 e quelli nati spontaneamente a ridosso di alcune comunità (come a Via Boccea e a Via Cesare Lombroso).

Purtroppo negli ultimi periodi molte di queste iniziative sono state sospese (a tutt’oggi sono attivi solo i mercatini Rom del IV e del VII Municipio) e il problema della ricerca di ulteriori aree dove poter svolgere tale attività non significa tanto allargamento di questa attività ma presupposto indispensabile per l’esistenza della stessa. Questo perché, per poter funzionare, l’attività mercatale dei Rom/Sinti ha bisogno di un numero determinato di posti che impediscano che, una massa sproporzionata di venditori si riversino sui pochissimi mercati funzionanti, facendoli così collassare data l’esiguità dei posti disponibili rispetto all’alto numero di Rom e Sinti che vogliono svolgere questa attività in modo regolare.

Bisogna poi comprendere che un popolo che non concepisce separazioni, barriere e confini nazionali è difficile che si adegui spontaneamente ai confini municipali con cui attualmente si svolgono i mercatini Rom.

La costruzione dei Pijats Romanò a livello municipale è stata una scelta importante perché ha permesso un radicamento di queste attività sul territorio ed ha sollevato i singoli municipi dalla complessità cittadina dei mercatini rom (ad esempio ai tempi di Casal Tidei tutte le Comunità Rom/Sinte di Roma premevano per partecipare a questo unico mercato esistente con le conseguenze negative che tutti possiamo ricordare e immaginare).

Crediamo però pure che dopo questo tirocinio municipale si possa immaginare anche la costruzione di un Romano Pijats cittadino con caratteristiche e basi nuove e l’inserimento di singoli venditori/espositori Rom e Sinti nei mercati rionali e domenicali esistenti.

 
PIJATS ROMANO’: UN MERCATO MA ANCHE UNA PIAZZA
 

Come abbiamo già detto il mercatino Rom ha molteplici caratteri e funzionalità:

 

Carattere economico

I Rom ed i Sinti da sempre praticano la compravendita riciclano materiali usati e sviluppano attività artigianali (rame, ferro, vestiario tradizionale, bottiglie decorate e bonsai).

Tali attività possono avere impulso e sbocco solo con i mercati. Nello stesso tempo l’attività mercatale è importante perché:

- permette loro di preservare le loro caratteristiche di famiglia allargata;

- è in sintonia con la loro concezione del tempo e dello spazio,

- valorizza le loro attitudini artigianali ed autoimprenditoriali.

I Rom e i Sinti naturalmente si sentono artigiani e commercianti e praticano questa attività perlopiù in modo spontaneo (abusivo).

 
Carattere sociale.

Per abbattere il muro dei pregiudizi e degli stereotipi legati all’immagine negativa dei Rom, Sinti e Camminanti che vivono di espedienti, che rifiutano il lavoro soprattutto inteso come valore, e distaccati da un inserimento sociale, occorre riconoscere la profonda modificazione che sta avvenendo all’interno della cultura di questo popolo. Modificazione culturale presente in tutte le comunità Rom/Sinti, ma evidentissima nei Rom, Sinti e Camminanti italiani: soprattutto per l’attuale scolarizzazione dei minori, la ricerca di istruzione anche tra fasce di età adulta, l’avvicinamento ad una possibile formazione professionale congeniale alla loro potenzialità.

L’istruzione e la formazione con qualifiche professionali definite, diventano il primo strumento utile per abbattere il muro di pregiudizi che porta a vere discriminazioni etniche.. Esse aprono prospettive per nuove possibilità occupazionali, legate alle peculiarità originarie di ogni gruppo, sia esso costituito da Rom, Sinti o Camminanti.

Alla luce della crisi che in questi ultimi decenni ha investito la possibilità dell’indipendenza economica dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti, in seguito a vari fenomeni (primo fra i quali il venir meno della civiltà contadina) appare opportuno formulare concrete proposte che possano contribuire a conseguire un inserimento significativo nell’assetto produttivo.

Proposte che mirano a valorizzare le potenzialità presenti in queste comunità rispettando i loro valori. Tutto ciò, sia promuovendo e ridefinendo i saperi artigianali e comunque tradizionali, sia individuando nuove prospettive occupazionali e produttive compatibili con le trasformazioni in atto nel mondo dei Rom, Sinti e Camminanti.

La necessità e l’urgenza nell’affrontare con questo spirito il problema del lavoro, non risponde solo alla logica di una politica occupazionale; essa assume invece, nel caso specifico, una grande importanza, anche perché costituisce una grande occasione di riscatto dall’emarginazione, di prevenzione e superamento della devianza, di sviluppo e autopromozione economica non assistenzialistica, di progettualità produttiva compatibile con le istanze della cultura e dell’assetto sociale del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti.

E’ infine la questione legata al permesso di soggiorno per i Rom di origine balcanica fuggiti dalle guerre civili che li vedevano soccombere di fronte alle comunità maggioritarie dei nuovi Stati nazionali nati dopo la caduta del cosiddetto “muro”.

Senza un regolare lavoro per queste persone la possibilità di legalizzazione del loro soggiorno in Italia è impossibile e i mercati Romanò sono una delle poche e di massa risposte a tale necessità in questo preciso momento storico.

Ugualmente anche i cittadini neocomunitari rumeni devono, dopo tre mesi, regolarizzare la loro posizione in Italia attraverso la iscrizione anagrafica. 

Quest’ultima è possibile solo in presenza di un domicilio e di un lavoro (o iscrizione a corsi scolastici o professionali e certificando un reddito e un’assicurazione sanitaria).

 
Carattere culturale

La presenza nel mercato di saperi e culture di questo popolo è stato anche un momento di crescita culturale e di approccio interculturale della cittadinanza romana che ha visitato queste manifestazioni.

In particolare nei pijats romanò si sono svolte le seguenti attività culturali:

-         La musica,

-         le danze,

-         la dimostrazione da parte dei maestri artigiani rom delle loro attività,

-         la predizione del futuro praticata da esperte rumrià (donne rom) abruzzesi,

-         la mostra storico – documentaria sui Rom Sinti e Camminanti

-         la mostra sullo sterminio dimenticato di questo popolo (porrajmos),

-         i “giornali parlati” effettuati al mercato sulle caratteristiche e presenza delle Comunità dei Rom, Sinti e Camminanti

-         il materiale informativo sui Rom, Sinti e Camminanti distribuito gratuitamente

-         i questionari somministrati

hanno fatto conoscere ai visitatori una parte della vita di queste comunità che non è quasi mai portata alla luce dai mezzi di comunicazione ed è per lo più è sconosciuta.


Primi firmatari
 
  1. Sejdovic Dzevad socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  2. Seferovic Fadil socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  3. Seferovic Pemba socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  4. Sejdovic Samir socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  5. Jovanovic Najdan socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 57/E;
  6. Hadzovic Melca socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/A;
  7. Sejdovic Nedzib socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  8. Ramovic Radmila socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  9. Jovanovic Julijana, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma via della Martora 12/A;
  10. Seferovic Zagorka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  11. Sulejmanovic Sakib socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  12. Ahmetovic Ekrem socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  13. Ahmetovic Zumra, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  14. Sulejmanovic Sakib socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  15. Halilovic socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  16. Sulejmanovic Almasa, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  17. Adzovic Jasmina socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  18. Hrustic Antonio socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  19. Adzovic Grana socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  20. Djordjevic Nebojsa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 57/E;
  21. Jovanovic Dusanka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 57/E;
  22. Adzovic Ekrem socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilino 900;
  23. Ahmetovic Gordana socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  24. Gigovic Muhamed socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  25. Sejdic Fuad socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  26. Hrustic Fatima socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  27. Tajkunovic Zivomir socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  28. Hidanovic Mira, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma via della Martora n. 12/A;
  29. Piscevic Lidia socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom Roma di Via Salviati n. 70;
  30. Husovic Murat socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casina 900;
  31. Djordjevic Gordana socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 70;
  32. Adzovic Naho socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  33. Hamidovic Osman socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  34. Sejdovic Camil socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  35. Sulejmanovic Necko socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  36. Djordjevic Natasa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 57/E;
  37. Omerovic Fuad, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  38. Bacalanovic Nadica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 47/E;
  39. Osmanovic Cazim socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  40. Cizmic Mahmut, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  41. Ahmetovic Hanka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilino 900;
  42. Hadzovic Nedelijko socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a
  43. Salkanovic Suzana, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilino 900;
  44. Jovanovic Radisa, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta 57/e;
  45. Jovanovic Marija, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Da meta 47/e;
  46.  Halilovic Elizabeta socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  47. Stojik Nadzija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via del Baiardo, 50;
  48. Omerovic Delija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  49. Stevic Biljana, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Da meta 57/E;
  50. Salkanovic Mamut socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilino 900;
  51. Halilovic Mauzer socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  52. Halilovic Humica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  53. Gigovic Senada socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  54. Salkanovic Romeo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  55. Abaz Ismet socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601
  56. Sulejmanovic Mirabela socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  57. Hadzovic Serif socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  58. Osmanovic Ismet socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  59. Hamidovic Cazim socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  60. Salkanovic Selvija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  61. Abaz Minire socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  62. Jovanovic Cica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  63. Adzovic Helma socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  64. Cizmic Odisey, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  65. Besic Hajrudin socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a;
  66. Nikolic Ljubisa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Bagaladi, 99;
  67. Ahmetovic Sevko, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Ardea;
  68. Ademi Lebibe socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  69. Ahmetovic Delija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  70. Zorel Dumitru socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Luigi Candoni;
  71. Ibrahimovic Brener socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  72. Ramovic Dragica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  73. Maric Jelica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via L. Candoni 91;
  74. Sejdic Fazlija, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Ostiense;
  75. Hadzovic Esad, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a;
  76. Mitic Slavoljub socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/A
  77. Sejdovic Lepa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviti 72;
  78. Sejdovic Malena socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina, 900;
  79. Petrovic Siba socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/A;
  80. Halilovic Luca socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Monte Artemisio n. 10;
  81. Halilovic Rambo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Monte Artemisio n. 10;
  82. Hamidovic Kasim socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  83. Ramovic Danilo, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  84. Adzovic Andriano socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  85. Sejdovic Almira, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  86. Tajkunovic Mihailo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  87. Tajkunovic Cica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  88. Adzovic Danica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  89. Sulejmanovic  Sonita socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  90. Sulejmanovic  Jasminka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  91. Hrustic Sefika socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Cesarina, 11;
  92. Halilovic Enes socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  93. Tajkunovic Maradona socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di salone 323;
  94. Sejdovic Esad socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  95. Ahmetovic Barabba socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  96. Hadzovic Mirsada socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  97. Sulejmanovic Borzo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  98. Halilovic Behara socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  99. Husovic Hajrija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  100. Bogdanovic Stojadinka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salone n. 323;
  101. Adzovic Sajma socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  102. Halilovic Jasmin socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  103. Sejdic Azim, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  104. Hrustic Hasnija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dandolo ;
  105. Hrustic Ferida, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  106. Vuckovic Ljiubisa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 70;
  107. Sulejmanovic Abi socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  108. Sulejmanovic Rambo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  109. Hrustic Alessandro socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  110. Sejdovic Emela socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  111. Miftar Azra, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  112. Salkanovic Camil socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  113. Ahmetovic Branko socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  114. Salkanovic Sulta socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  115. Sima Velizar socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 70;
  116. Cizmic Mirza, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  117. Tajkunovic Jovica socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323
  118. Sejdovic Mirsad socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  119. Delic Sacir, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  120. Seferovic Dzevad socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  121. Hadzovic Mejra socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  122. Besic Hajrija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  123. Cizmic Muhamed, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  124. Halilovic Sefko socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  125. Husovic Kleo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  126. Osmanovic Sead socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  127. Osmanovic Esma, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  128. Sejdic Zlatan socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  129. Adzovic Sida socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  130. Ramovic Samir socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  131. Ramovic Sevko socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  132. Osmanovic Amir socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  133. Hrustic Massimo socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  134. Sejdovic Suvadin socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  135. Sejdovic Bajram socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  136. Husovic Pemba socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  137. Esadovic Jasminka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  138. Hadzovic Zehra socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  139. Sulejmanovic Aisa, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  140. Sulejmanovic Renato socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  141. Sulejmanovic Romson socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  142. Hamidovic Bisera, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  143. Sejdic Kasim socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  144. Hamidovic Zema, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  145. Cizmic Hasnija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  146. Osmanovic Abid socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  147. Hamidovic Sacir, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  148. Ibrahimovic Nusret socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  149. Adzovic Samanta socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  150. Osmanovic Zuhdija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  151. Sejdic Mersad, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  152. Djordjevic Katica, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Dameta n. 57/E;
  153. Barbu Gabriela socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Luigi Candoni, 91;
  154. Suljic Semsa socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  155. Omerovic Mevludin socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina, 601;
  156. Zorel Dumitru socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Luigi Candoni 91;
  157. Sulejmanovic  Izeta socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  158. Mitic Dragoslav socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a;
  159. Trajkovic Violeta socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via dei Gordiani 365;
  160. Hadzovic Manuel socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a;
  161. Sejdovic Amir socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  162. Hamidovic Vehbija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  163. Sejdic Jasmin, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  164. Bajramovic Romana socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  165. Cizmic Fadil, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  166. Bacalanovic Vera socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  167. Omerovic Mustafa, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  168. Sejdovic Sultijana, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  169. Salkanovic Giuseppe socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  170. Stojkov Vanjia, socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via della Martora 12/a;
  171. Tajkunovic Vera socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  172. Halilovic Sabrija socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  173. Biberovic Halid socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Pontina 601;
  174. Osmanovic socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  175. Stankovic Milivoj socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  176. Stankovic Ana socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati, 72;
  177. Hadzovic Habiba socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  178. Husovic Jadranka socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Casilina 900;
  179. Ahmetovic Safet socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via di Salone 323;
  180. Besic Zubejda socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  181. Katic Milos socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Via Salviati 72;
  182. Sejdic Bisera socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;
  183. Osmanovic Zarif socio Cooperativa Romano Pijats - Comunità Rom di Roma Castel Romano;

scritto da: romesinti alle ore 05:54 | link | commenti
categorie: roma, lavoro, lazio, opera nomadi del lazio
sabato, 28 febbraio 2009

Roma: sgomberati accampamenti rom

Roma, 27 feb. (Apcom) - Questa mattina i carabinieri della stazione di San Cesareo hanno proceduto allo sgombero dell'accampamento di fortuna allestito sotto il ponte dell'autostrada all'altezza del Km 29,200 della statale Casilina. Le operazioni sono state svolte tranquillamente, senza turbative per l'ordine pubblico. L'attività ha preso avvio dalle indagini dei carabinieri per un furto di energia elettrica presso le proprietà limitrofe, che aveva portato nei giorni scorsi all'arresto dei responsabili. Il sindaco di S. Cesareo ha disposto l'ordinanza di sgombero delle baracche di fortuna allestite, prive di ogni elementare norma igienica. Le famiglie di romeni che vi abitavano, all'atto della notifica del provvedimento hanno trovato riparo presso alcune abitazioni di connazionali.

Roma, 27 feb. - (Adnkronos) - Nell'ambito dei controlli dei campi nomadi non regolari della Capitale, la polizia ha fatto sgomberare due insediamenti abusivi. Le aeree interessate sono state quelle adiacenti ai fiumi Tevere ed Aniene e dei nodi di scambio. La polizia, dopo aver recuperato i campi abusivi nei pressi della via Cassia, in via Fabroni, ha controllato sei persone e un veicolo.

scritto da: romesinti alle ore 07:41 | link | commenti
categorie: roma, lazio, sgomberi
venerdì, 27 febbraio 2009

Alemanno al seminario dell'Opera Nomadi del Lazio

Roma, 26 feb. - (Adnkronos) - "Sono convinto che ci sia una strada da percorrere insieme, seppur stretta, difficile, una sfida da realizzare perche' Roma e' una citta' profondamente civile". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenendo oggi nella sala del Carroccio in Campidoglio all'11° seminario Opera nomadi 'Rom-Sinti e sicurezza sociale in Italia' a cui hanno partecipato, tra gli altri, Henry Scicluna, coordinatore generale per i Rom-Sinti presso il Consiglio d'Europa, Massimo Converso, presidente dell'Opera Nomadi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, il console della Repubblica di Romania in Italia Jon Calciu.
"So che ci sono persone che vivono in situazioni cosi' difficili che commettono reati perche' non hanno di che vivere -ha proseguito il sindaco di Roma- Dobbiamo trovare forme di lavoro, di equilibrio, grazie all'intelligenza, alla sapienza, agli antichi mestieri dei rom". Il sindaco di Roma ha ancora ricordato che molti rom, "vivono nella Capitale in situazioni inaccettabili. Ci sono persone costrette a vivere in accampamenti ai margini, altri lo scelgono deliberatamente. Dobbiamo dare loro campi attrezzati affinche' possa essere elevato il livello di controllo e di sicurezza".
Occorrono meccanismi elettivi nei campi
"Dobbiamo avere qualcuno con cui parlare"

scritto da: romesinti alle ore 13:35 | link | commenti
categorie: roma, lazio

Roma, i nuovi villaggi diventano tre

L'insediamento rom di via del Baiardo a Tor di Quintodi Fabio Rossi

 

 

 

 

Saranno tre i nuovi villaggi attrezzati che sorgeranno per accogliere i nomadi che hanno i requisiti per restare sul territorio romano. Il piano dei campi, a cui sta lavorando da settimane il prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario per l’emergenza nomadi a Roma e ne Lazio, sarà orientato su questa ipotesi: realizzare tre nuove strutture (e non due), limitando così il numero delle persone che abiteranno in ognuno di questi (al massimo 400 persone per ogni struttura) ed evitando il sovraffollamento.

L’annuncio ufficiale dell’intero piano, però, non ci sarà prima della fine di marzo: il prefetto vuole attendere la fine della seconda fase del censimento dei nomadi, quello portato avanti dalle forze dell’ordine, per limare gli ultimi particolari. Soltanto quando si conoscerà il numero esatto delle persone che potranno alloggiare nei nuovi villaggi (quindi regolarmente immigrate e con la fedina penale pulita) saranno resi noti anche i luoghi dove sorgeranno i tre nuovi campi.
 
Il Comune attualmente stima in tre-quattromila le persone che dovranno lasciare i campi da smantellare. Tra questi bisognerà stabilire quanti hanno diritto a trovare una nuova sistemazione nel territorio della e quanti no. A quanto si apprende, i villaggi saranno tutti lontani da aree abitate: due sorgeranno all’esterno del grande raccordo anulare, dislocato tra l’estrema periferia orientale e quella meridionale; uno sarà realizzato invece all’interno del Gra, verosimilmente tra il XIX e il XX municipio. Sei gli insediamenti che chiuderanno: il più importante è il Casilino 900, il campo nomadi più grande d’Europa, seguito da quello di Tor de’Cenci: entrambi, secondo il Campidoglio, saranno trasferiti entro l’estate.

Prossimi alla chiusura anche i campi di via della Martora, via del Foro Italico, La Monachina e via del Baiardo. Oltre a questi, sarà sgomberato anche il campo de La Barbuta: gli aventi diritto saranno sistemati in uno dei nuovi villaggi. Sette, invece, gli attuali campi attrezzati che resteranno attivi. Tra questi, due potrebbero essere ampliati per accogliere parte dei nomadi trasferiti da altri luoghi della Capitale: si tratta dell’insediamento di Salone, nel territorio del municipio VIII, e quello della Cesarina, nel IV. Resteranno autorizzati, nei confini attuali, anche i campi di via Salviati (I e II), via dei Gordiani, via Candoni e il recente insediamento di Castel Romano, sulla Pontina.

Con l’applicazione del nuovo piano nomadi, è prevista la “tolleranza zero” verso tutti gli insediamenti abusivi, quelli che spuntano come funghi sulle rive dei fiumi o nei tanti “interstizi” della città. In tutti i nuovi insediamenti, così come in quelli che resteranno come campi autorizzati, sarà applicato il regolamento già firmato dal prefetto. Il testo prevede tra l’altro campi chiusi con controllo all'ingresso da parte dei vigili urbani, obbligo di identificazione per chi ci vive e anche per chi vi entra per una breve visita, criteri precisi per essere ammessi, sanzioni che vanno fino alla perdita del diritto di accoglienza per chi viola le regole, obbligo di pagamento delle utenze.

scritto da: romesinti alle ore 13:21 | link | commenti
categorie: roma, lazio
martedì, 24 febbraio 2009

Roma Colleferro: altro incendio

Alcuni bambini rom e il capofamiglia sono rimasti leggermente intossicati dal fumo nelle baracche dove vivevano. E' accaduto nei pressi della zona industriale di Colleferro, in via Carpinetana Nord, dove un nucleo di circa 20 persone aveva creato, da diverso tempo, un piccolo insediamento nomade. Il capofamiglia, mentre era a letto all'interno di una baracca non si e' reso conto che la coperta termica usata per coprirsi era in corto, respirando cosi' i fumi tossici. I vigili del fuoco di Colleferro arrivati sul posto, dopo aver spento la coperta e lasciato l'anziano uomo alle cure del 118, hanno visto uscire del fumo da un'altra baracca non molto lontano dalla prima. Entrati all'interno con gli autorespiratori hanno trovato 7 bambini che dormivano in giacigli di fortuna dopo aver consumato la cena e nessuno si era reso conto del pericolo a cui erano esposti. Tutti e sette sono stati prontamente portati all'esterno ed anche loro hanno ricevuto le cure mediche. E' stato fatto loro respirare ossigeno ma fortunatamente non c'e' stato bisogno di trasportarli in ospedale. L'uomo invece ha rifiutato il ricovero.



scritto da: romesinti alle ore 21:00 | link | commenti
categorie: roma, lazio

Castelfusano,altro sgombero, ruspe in pineta abbattute cento baracche

Interviene anche l´esercito
Fuggiti gli abusivi

Scatta il blitz anti-baracche. Ieri mattina gli uomini della Folgore, del corpo forestale, dei carabinieri, della polizia e del servizio giardini hanno iniziato il massiccio intervento di bonifica del polmone verde della Capitale alla presenza del sindaco Gianni Alemanno, del presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani e dell´assessore all´ambiente Fabio De Lillo.
Una risoluzione programmata e interforze che includerà oltre all´abbattimento delle baracche, un controllo costante delle zone bonificate per evitare che si formino nuovi insediamenti.
E l´ordine per i prossimi giorni è di buttar giù le favelas nascoste all´interno della pineta.
Lo scopo, come ha sottolineato il sindaco è quello di «restituire ai cittadini la vivibilità del territorio e ripristinare la legalità in queste zone ignorate da troppo tempo. Non è un intervento spot e rientra in un quadro complessivo per una soluzione definitiva agli insediamenti abusivi nelle aree verdi di Roma». «Inoltre», ha concluso «non è pensabile che ci siano persone costrette a vivere in queste condizioni".
Un centinaio in tutto i rifugi rasi al suolo e segnalati nella mappa organizzata dall´esercito attraverso il Gps. Nascosti in luoghi appartati del bosco, costeggiavano la ferrovia della Roma - Lido fino a spingersi sempre più all´interno della boscaglia. Baracche, casupole una attaccata all´altra costruite tra l´immondizia con lamiere, cartoni e lastroni di plastica.
Ma tutte vuote all´arrivo delle forze dell´ordine. Degli oltre 400 invisibili che popolano il bosco ieri mattina non è stata trovata infatti alcuna traccia.
Da piazzale Mediterraneo fino all´imbocco della litoranea gli agenti e i militari hanno comunque lavorato tutta la giornata con ruspe, seghe elettriche e gru per lo sgombro definitivo mentre contemporaneamente si eseguivano controlli nei campi rom di Dragona e Acilia.
Tutti i materiali raccolti dall´abbattimento sono stati poi caricati su grossi camion e portati via: «Per la prima volta - hanno commentato il presidente Vizzani e l´assessore De Lillo - saranno eliminati anche i materiali con cui vengono costruite queste baracche e ci auguriamo che rappresenti un ulteriore deterrente per la formazione di altri insediamenti».
Infine, per il risanamento di Castelfusano, è previsto un pattugliamento serrato delle aree considerate a rischio e una volta sgombrata l´intera zona la gestione sarà affidata alla polizia penitenziaria a cavallo. Quello di ieri tuttavia è stato solo l´ultimo tentativo di riqualificazione del polmone verde romano. Un´altra bonifica era stata già effettuata lo scorso dicembre. Pochi giorni dopo la tragedia in cui mamma e bimbo di tre anni morirono in una baracca distrutta da un rogo.

scritto da: romesinti alle ore 20:57 | link | commenti
categorie: roma, lazio, sgomberi
lunedì, 23 febbraio 2009

Regione Lazio audizione per il lavoro dei Sinti

Un'audizione presso la Commissione Lavoro e Politiche sociali del Lazio per dare voce ai giostrai e circensi che lavorano nel territorio laziale.
Anche se una legge dello Stato prevede una serie di norme volte a sostenere e agevolare l'arte dello spettacolo viaggiante, quelli che stanno vivendo i giostrai del Lazio sono davvero tempi duri.
L'etnia Sinti, che da secoli è la principale titolare di tali mestieri ambulanti, lamenta infatti l'assenza di spazi idonei per vivere e lavorare.
La situazione è emersa nel corso dell'audizione di ieri in Commissione presieduta da Peppe Mariani, della lista civica per il Lazio, alla quale ha partecipato una numerosa delegazione di Sinti, guidata da Massimo Converso, presidente dell'Opera Nomadi, ente morale istituito con decreto del 1970.
I Sinti sono originari dell'India, come i Rom, e sono presenti nel nostro paese fin dal XV secolo e circa mille sono presenti nel Lazio, di cui, oltre la metà a Roma.
Il mestiere, che si tramandano di padre in figlio è quello di giostraio, soprattutto quei lavori legati all'arte circense, tra i più famosi in Italia di origine Sinti, gli Orfei e i Togni.
La legge obbliga i comuni a rendere disponibili apposite aree per le istallazioni delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento, ma, come ha riferito il presidente dell'Opera Nomadi nel corso dell'audizione, questo nel Lazio non sempre avviene.
L'esigenza di microaree per famiglie allargate, più funzionali alle esigenze di vita e di lavoro dei Sinti, è stata evidenziata nel corso dell'audizione.
Attualmente infatti i Sinti sono concentrati in grandi insediamenti, come quello di San Basilio a Roma, e coinvolti dai recenti provvedimenti per i campi rom.
Intanto Mariani ha dichiarato di attivarsi subito con le Asl per avere il rapporto sulle persone vaccinate: "Non farlo sarebbe un segnale inaccettabile per la salute pubblica", ha dichiarato.
Nelle ultime settimane intanto, si è provveduto  a vaccinare i circa 200 bambini presenti nei campi, mentre rimane in pessime condizioni la viabilità dell'insediamento di Ciampino.


Viterbo: grande affluenza al gazebo della Destra contro lo spostamento

La copiosa affluenza di sottoscrittori, provenienti da tutta la provincia, presso il nostro gazebo ieri in Piazza delle Erbe, dimostra come il problema dei nomadi, della droga e del disagio giovanile siano particolarmente allarmanti per tutti i cittadini del viterbese. 

Il segretario provinciale Filiberto Pesciaroli e gli altri militanti della Destra presenti, si sono intrattenuti a lungo con i concittadini per spiegare le nostre iniziative volte a scongiurare la sciagurata ipotesi di trasferire campi nomadi di Roma nel viterbese e più in generale per presentare le nostre proposte per il miglioramento del governo del territorio.

Registriamo inoltre la visita informale del sindaco di Viterbo Giulio Marini il quale, anche grazie ai nostri ripetuti appelli, si è schierato apertamente contro qualsiasi apertura o concessione al trasloco dei rom nel nostro territorio e ci ha promesso di intraprendere tutte le azioni in suo potere come sindaco e come parlamentare di maggioranza per impedire al commissario di governo per l’emergenza nomadi, nominato dalla sua stessa maggioranza di centro, di individuare nella Tuscia aree ove scaricare e nascondere i problemi di Roma.

La Destra, a nome di tutti i suoi sostenitori, ringrazia per questa netta presa di posizione ed informa che sarà presenta i prossimi sabati e domeniche in varie cittadine della provincia per raccogliere sul territorio le istanze dei cittadini

 

scritto da: romesinti alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: politica, roma, lazio

ROMA: ALEMANNO, INDIVIDUATE POSSIBILI AREE PER NUOVI CAMPI NOMADI

Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - "Il nostro piano, per cio' che riguarda i campi nomadi, prevede lo smantellamento delle sedi abusive per fare in modo che chi non puo' stare nella nostra citta' perche' ha commesso reati venga espulso. Chi invece puo' rimanere deve stare in pochi campi vigilati, che non siano aree di degrado''. E' quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenendo all'assemblea pubblica al Teatro 33, in via Gran Paradiso nel IV Municipio.

"Ecco perche' - prosegue il sindaco di Roma - le zone lontane dai centri abitati sono le possibili aree di costruzione. Questo progetto sara' terminato entro un anno''.

"Noi - conclude Alemanno - non vogliamo piu' queste realta' che sono impressionanti, Roma non puo' essere questa ma deve tornare a essere una citta' tranquilla serena dove c'e' gioia di vivere".

Replica dell'Oppposizione : BIANCHINI (PD), ALEMANNO HA UN PIANO DI DEPORTAZIONE NOMADI

Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - "Finalmente Alemanno getta la maschera e dice chiaramente che ha un vero e proprio piano di deportazione dei nomadi fuori citta', in luoghi senza servizi e opportunita', dove sara' impossibile sperimentare qualsiasi processo d'integrazione o avere infrastrutture essenziali, un problema sofferto dai cittadini che abitano gia' tali zone". E' il commento del consigliere del Pd Paolo Bianchini, componente della Commissione Sviluppo alla Provincia di Roma, in merito alle dichiarazioni sui campi nomadi del sindaco nel IV municipio.

"Ecco il progetto di Alemanno, paladino del decoro e della bella facciata - conclude Bianchini - mettere i nomadi in isolamento in periferia, foraggiare sentimenti di diffidenza e risentimento, impedendo ogni coesione sociale e dando cosi' nuova linfa a quel senso d'insicurezza che in questi mesi il sindaco ha voluto alimentare in ogni modo".

 

scritto da: romesinti alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: politica, roma, lazio
mercoledì, 18 febbraio 2009

Roma, le reazioni

ROMA (17 febbraio) - Il prefetto di Roma e commissario straordinario governativo per l'emergenza nomadi Giuseppe Pecoraro ha stabilito le nuove regole per i campi nomadi: controllo di chi entra e chi esce, un presidio esterno delle forze dell'ordine, una sorta di permesso di soggiorno che autorizza a risiedere nel campo e il rilascio di una tessera-documento, l'obbligatorietà della frequenza scolastica per i bambini. Nell'ultima bozza del regolamento, quella che dovrebbe andare alla firma del prefetto, non compare l'obbligatorietà di chiusura dei campi alle 22 anticipato oggi da alcuni quotidiani. Il nuovo regolamento «per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nella Regione Lazio» entrerà in vigore probabilmente domani.

Nella giornata di oggi, prima che il provvedimento venga licenziato dal prefetto, il Campidoglio, la Provincia di Roma e la Regione Lazio potranno chiedere modifiche. Nel documento si legge che «il Comune di Roma, nell'ambito delle proprie competenze, e con i tempi necessari porrà in essere tutti gli adempimenti relativi alla sua attuazione. Analoghi adempimenti verranno posti in essere da tutti i comuni della Regione Lazio».

Portavoce Casilino 900: campi diventeranno carceri. «Vogliono trasformare i campi in delle carceri a cielo aperto, nuovi Cpt dove rinchiuderci» spiega Najo Adzovic, uno dei portavoce di Casilino 900, campo nomadi tra i più grandi di Roma.  «Nessuno ci ha informato di nulla - prosegue Azdovic - In queste settimane non abbiamo avuto alcun confronto con il prefetto Pecoraro, ma alla luce di questa novità già oggi ci riuniremo con tutti i capi famiglia per affrontare il problema: qui è a rischio la nostra libertà di movimento». Per il portavoce del campo, che ospita circa 600 persone, il problema non riguarda la lotta alla microcriminalità. «Siamo i primi ad auspicare un ferreo controllo su chi vive nei campi - spiega - ma da questo a rinchiuderci come in centri di permanenza ce ne passa». 

Opera nomadi: regole anticostituzionali. «Ci vorrebbero case e non campi - spiega il Presidente Nazionale dell'Opera Nomadi, Massimo Converso - siamo d'accordo sui controlli ma il divieto di ospitare amici e parenti dopo le 22, se fosse vero, è anticostituzionale perché impedisce di godere di un diritto sancito dalla Carta e, oltretutto, non ha alcun senso pratico. La mancanza di sicurezza a Roma non dipende dalle comunità rom balcaniche». Converso lamenta di non aver potuto incontrare il prefetto Pecoraro nonostante le continue richeste e lo invita all'incontro internazionale in programma su questi temi il 26 febbraio in Campidoglio. Per quanto riguarda l'obbligo di identificare con un tesserino gli abitanti dei villaggi attrezzati, l'Opera Nomadi spiega che «si tratterebbe del quarto documento di riconoscimento sia per i rom Jugoslavi che per i rom Romeni perché già in possesso o di permesso di soggiorno, o di passaporto (carta d'identità comunitaria per i Romeni), o documento di identificazione della Croce Rossa, oppure di tutte e tre le carte di identificazione». 



scritto da: romesinti alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: roma, lazio

Roma, campi rom, tesserino per entrare e alle dieci di sera cancelli chiusi

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Doppio cordone di sicurezza 24 ore su 24: dentro e lungo il perimetro del campo nomadi. Obbligo di identificare chiunque entri: sia i residenti, cui verrà rilasciato un tesserino con fotografia e dati anagrafici, sia i visitatori occasionali. Obbligo di annotare tutti gli ingressi su due registri appositi. Divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli. Divieto di ospitare parenti o amici dopo le 22. Divieto di accendere fuochi fuori dalle aree autorizzate.

Sono alcune delle norme contenute nel "Regolamento per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nel Comune di Roma" che verrà presentato tra domani e venerdì. Un lungo elenco di diritti e doveri, requisiti per la permanenza e l´accesso, permessi e modalità di esercizio con cui, d´ora in avanti, verranno costantemente monitorati e controllati i dieci campi rom della capitale.

Un numero ancora in via di definizione, però: come infatti precisato dal sindaco Alemanno, ai sette insediamenti già esistenti sul territorio comunale se ne aggiungeranno presto altri due o tre, da realizzare ex novo in altrettante aree di periferia. Tutti saranno dotati di un ferreo dispositivo di vigilanza, che potrà essere rafforzato con l´utilizzo di telecamere: le forze dell´ordine pattuglieranno l´esterno, dentro ci sarà un presidio fisso di vigili urbani o, in alternativa, di guardie giurate, che dovranno garantire la sicurezza interna, compilare il registro delle presenze, verificare l´identità dei visitatori e annotare ogni ingresso.

Messo a punto dal prefetto Giuseppe Pecoraro nella sua veste di commissario per l´emergenza nomadi, si tratta del primo "testo unico" dei campi romani. L´obbiettivo è chiaro: disciplinare in modo univoco la gestione e le regole di condotta cui gli zingari devono attenersi se vogliono essere ammessi negli insediamenti autorizzati, che il Campidoglio gestirà insieme a un Comitato consultivo di cui fanno parte, oltre ai rappresentanti del Comune, Asl, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e un delegato rom. Gli unici dove i nomadi potranno vivere, una volta che la nuova disciplina entrerà in vigore.

Requisiti
Per conquistare la "residenza" nel villaggio, che sarà valida per due anni, bisognerà ricevere l´autorizzazione del Dipartimento alle Politiche sociali, cui spetta il rilascio del permesso e l´assegnazione in uso delle piazzole di sosta per le roulotte, dei prefabbricati e dei servizi. Dopodiché, entro 30 giorni, si verrà iscritti nei registri anagrafici della popolazione residente del Comune di Roma. Chi però ha subìto una condanna definitiva o un periodo di detenzione superiore a due anni, non si presenti nemmeno: verrà respinto. Quanto al resto, gli extracomunitari dovranno essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno o titolo equipollente; gli italiani e i cittadini comunitari di un documento di identità valido. Chi non è in grado di esibire né l´uno né l´altro, dovrà dimostrare la permanenza in Italia da almeno dieci anni.

Tessera di identificazione
Per entrare nei campi sarà obbligatorio farsi identificare. Perciò a tutti gli abitanti, bambini compresi, verrà consegnata una tessera munita di fotografia e corredata dai dati anagrafici.

Doveri
Oltre ad aderire ai percorsi di formazione e integrazione eleborati dal Campidoglio, i residenti nei campi dovranno seguire precise regole di condotta. Fra cui: divieto di ospitare persone non registrate o comunque non autorizzate; divieto di accendere fuochi fuori dalle aree appositamente attrezzate e comunque mai bruciare materiale inquinanti o pericolosi; divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli; garantire l´uscita di parenti o visitatori occasionali entro le 22; pagare le bollette dell´acqua, della corrente e del gas, nonché il canone mensile per l´utlizzo della piazzola di sosta e per i rifiuti; usare solo elettrodomestici a norma.

Revoca dell´autorizzazione
Pesante la sanzione per chi sgarra: l´espulsione dal campo entro 48 ore dalla revoca. In caso di rifiuto, il sindaco può chiedere l´intervento della forza pubblica. Perderà il diritto a vivere nel villaggio chi viola i doveri e le regole di condotta sopra elencati; abbandona la struttura assegnata all´interno del villaggio per un periodo superiore a tre mesi, salvo non sia stato espressamente consentito; rifiuta più volte l´inserimento lavorativo; viene condannato, con sentenza definitiva, a oltre 2 anni di carcere per reati contro il patrimonio o la persona; tiene comportamenti che creano grave turbamento alla sicura e civile convivenza.

Comitato degli abitanti
Al fine di promuovere corrette relazioni tra chi gestisce il campo e gli zingari, viene indetta l´elezione di un Comitato di rappresentanza degli abitanti: cinque membri che restano in carica un anno ed eleggono al suo interno un presidente.

Presidio socio-educativo
Si occuperà di favorire i percorsi di integrazione e scolarizzazione, nonché l´assistenza socio-economica e culturale dei rom. Resterà aperto però solo in orario d´ufficio.

scritto da: romesinti alle ore 09:10 | link | commenti
categorie: roma, lazio
martedì, 10 febbraio 2009

Roma: Parte il censimento bis, Folgore, Corpo Forestale, Polizia Municipale

Un totale di 124 insediamenti abusivi monitorati, rimossi e bonificati, e circa 200 persone identificate, delle quali 60 denunciate per occupazione di suolo pubblico, in quattro grandi aree verdi della Capitale.

È il risultato di un'operazione interistituzionale coordinata dall'Upgsp (Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) della questura di Roma.

All'operazione ha collaborato personale del comando provinciale del Corpo forestale dello Stato, della Folgore, della polizia municipale, nonché personale guardaparco dell'Ente parco regionale 'Roma Natura' e parco 'Appia Antica'.

"Abbiamo progettato l'operazione a novembre e in soli 54 giorni l'abbiamo portata a termine - ha spiegato Clemente - grazie ad una grande collaborazione interistituzionale e seguendo un piano organico che, partito dalle zone centrali della città, ci porterà nei prossimi mesi a spingerci verso obbiettivi più esterni".

Anche l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo, ha sottolineato "lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato quest'operazione". "In particolare - ha proseguito - voglio porre l'accento sul lavoro svolto dal Servizio Giardini del Comune che impiegando circa 30 uomini, ruspe e vari altri strumenti, ha permesso di bonificare immediatamente le aree liberate dagli abusivi dalle forze dell'ordine con un grandissimo risparmio di risorse. In via del Frassineto - ha concluso De Lillo - per esempio una ditta privata ci aveva presentato un preventivo di circa 120mila euro per la demolizione di 75 baracche, noi lo abbiamo fatto a costo zero".

Il delegato per l'assessorato alla Sicurezza della Regione Lazio, Vincenzo Boncoraglio ha poi spiegato che "il tema della sicurezza e della bonifica di insediamenti abusivi è da sempre al centro dell'attenzione della Regione. Già l'anno scorso - ha detto - avevamo finanziato attività simili. In questi interventi la Regione è puntuale e lo sarà sempre". Ezio Paluzzi, assessore provinciale alla Sicurezza ha infine sottolineato come "molte volte la pressione esercitata sul territorio di Roma genera una dislocazione degli insediamenti abusivi. Operazioni come questa, però, organizzate in un piano organico di monitoraggio e bonifica sono encomiabili. L'attenzione deve comunque restare ai massimi livelli".

scritto da: romesinti alle ore 21:40 | link | commenti
categorie: roma, lazio, articoli nazionali

Roma: Casilino '900, firmato un patto tra Alemanno e i capi nomadi

"Una dichiarazione di intenti che impegna Comune di Roma e le comunità nomadi di Casilino 900 alla collaborazione reciproca in vista del piano di riorganizzazione dei campi nomadi. Il documento è stato firmato questa mattina in Campidoglio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dai rappresentanti delle comunità nomadi di Casilino 900, Husovic Hakiaja, Hadzovic Najo, Salkanovic Klei, Rasimi Bajram e Licina Esad. Presenti, tra gli altri, anche il vice capo di Gabinetto del Comune di Roma, Tommaso Profeta, l'assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, il responsabile dell'Ufficio extradipartimentale per la Sicurezza Mario Mori, il presidente del Municipio VII, Roberto Mastrantonio e Don Paolo Lo Iudice, il sacerdote della diocesi impegnato nell'aiuto e nell'assistenza delle famiglie del campo". Lo comunica il Campidoglio con una nota.

"Il documento, suddiviso in 6 articoli - prosegue la nota - prevede l'impegno dell'Amministrazione capitolina a realizzare, dopo aver bonificato gli eventuali allacci abusivi, uno o più punti di distribuzione di acqua ed energia elettrica all'interno del Campo con relativi contatori generali così da rendere possibile il regolare collegamento agli impianti privati. Il pagamento delle utenze sarà a carico delle famiglie, con esclusione di quelle che presentano situazioni particolarmente disagiate. L'Amministrazione Comunale si impegna inoltre a garantire un controllo periodico della situazione igienico-sanitaria all'interno del Campo. Da parte sua, la comunità nomade si impegna a conservare il buono stato delle strutture esistenti, attraverso l'impiego della propria manodopera opportunamente coordinata da un 'Comitato tecnico congiunto', a mantenere il campo in condizioni igienico sanitarie adeguate fino alla definitiva ricollocazione e a supportare l'Amministrazione Capitolina nel coordinamento e nello svolgimento materiale delle operazioni di trasferimento.
A monitorare il tutto sarà il Comitato tecnico congiunto, formato dai rappresentanti della comunità nomade di Casilino 900 e da delegati dell'Assessorato capitolino alle Politiche sociali e dell'Ufficio extradipartimentale di Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza; dal presidente del Municipio VII o un suo delegato; da un rappresentante gruppo di Polizia municipale competente per territorio; da un delegato della Asl di competenza; da un rappresentante delle realtà associative e di volontariato che operano nel campo nomadi".

scritto da: romesinti alle ore 21:34 | link | commenti
categorie: roma, lazio
giovedì, 05 febbraio 2009

Roma: riapre il Mercato di Via Longoni

 ruota,jpgOpera Nomadi Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)

Sportello di segretariato sociale per l’avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti

Comune di Roma Dipartimento XIV

Deter. Dir. N. 1939 del 23.12.04

 

In collaborazione

 

COOPERATIVA SOCIALE  “Romano Pijats” 

  COOP SOC  PHRALIPE’ – FRATERNITA’      

 Municipio Roma VII

 
Vieni a Trovarci !

 “Pijats Romanò”

(manifestazione culturale e esposizione artigianale dei Rom/Sinti del VII Municipio)

 

tutti le domeniche dalle ore  8.00 alle ore 12.00

 

Area Parcheggio Via Emilio Longoni (di fronte Via Collatina) Zona Tor Sapienza

TROVERAI:
 
- artigianato in rame, antiquariato, abiti usati, collezionismo, bigiotteria etc…

-         esibizione del lavoro effettuato dai maestri ramai Rom,

-         musica balcanica,

-         mostra storico – documentaria sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti

-         banchetti di libri e materiale informativo sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti

come arrivarci:  
Auto: Uscita Raccordo N. 16 proseguire per Via Prenestina

       Autobus: 112 da Largo Preneste

                            541 da Largo Preneste

                            150 da V.le Washington (anche Termini)

 
 Cicl. in proprio Via Alessandro della Seta n. 20/a 00178 Roma

Tel/fax 06/72634508   www.romlavoro.it romlavoro@tiscali.it    Per contatti 348/6614207


A GRANDE RICHIESTA
 
Domenica 2 Febbraio 2009 ha riaperto il PIJATS ROMANO' (MANIFESTAZIONE CULTURALE ED ESPOSIZIONE ARTIGIANALE DEI ROM E SINTI DEL VII MUNICIPIO).
Siamo in attesa della riapertura dei Pijats Romanò dei municipi V, VIII, X, XI , XII e XV affinchè ogni Comunità Rom/Sinti possa con tranquillità e nel rispetto delle regole svolgere la sua manifestazione.
Sogniamo la creazione di un UNICO Pijats Romanò cittadino di grandi dimensioni che riunifichi le singole manifestazioni... magari in una caserma dismessa!!!
 
I SOGNI NON COSTANO NIENTE E QUINDI TANTO VALE SOGNARE ALLA GRANDE! 
 
 

scritto da: romesinti alle ore 19:30 | link | commenti
categorie: roma, lazio
venerdì, 30 gennaio 2009

Roma, al circo Lidia Togni una giornata per i bambini ....

normale_yb5876ctcircoacrobatiL'Associazione Romà Onlus e Focus Casa dei Diritti Sociali realizzeranno sabato 31 al Circo Lidia Togni (Via Appia Nuova 1050, Capannelle) uno spettacolo interamente dedicato ai bambini rom e sinti di Roma. Per una volta potranno essere i piccoli rom e sinti a poter invitare i loro amici e compagni di scuola ad un evento, dove potranno conoscere meglio la cultura rom e sinti. Sarà presente un coro misto di bambini italiani e rom e sinti, proveniente da Latina dove da tempo si è avviato un processo analogo di scolarizzazione, che canterà l'inno del popolo rom e l'inno di Mameli. L'evento si svolge con il patrocinio del Comune di Roma e dell'Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, l'assessore Laura Marsilio interverrà all'evento. Questa è la prima di una serie di iniziative incentrate sulla riscoperta e valorizzazione della cultura del popolo rom e sinti, in modo da porre l'accento sui molti aspetti positivi e sulla capacità dei rom e sinti di interagire oggi con le società ospitanti. L'Associazione Romà, costituita prevalentemente da Rom e Sinti, contraddicendo ogni pregiudizio, sottolinea che "i Rom e i Sinti sono, nella storia, comunità attive e laboriose: circensi, artigiani, allevatori di cavalli, giostrai, commercianti, etc. che hanno da sempre saputo contribuire ai bisogni dell'economia e della società nella quale si sono insediati".
 

scritto da: romesinti alle ore 16:39 | link | commenti
categorie: roma, scuola, lazio
lunedì, 15 dicembre 2008

Roma: Mostra/Mercato del rame e altro.....

Opera Nomadi Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Sportello di segretariato sociale per l’avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti
Comune di Roma Dipartimento XIV
Deter. Dir. N. 1939 del 23.12.04
 
In collaborazione
 
                     COOPERATIVA SOCIALE  “Romano Pijats”           COOP SOC  PHRALIPE’ – FRATERNITA’
 
 
 
 Municipio Roma IV
Vieni a Trovarci
 
a
“IntegraROMa”
(manifestazione culturale e esposizione artigianale dei Rom/Sinti del IV Municipio)
 
tutti i giovedì
dalle ore 8.00 alle ore 14.00
 
                                         Area Parcheggio Piazzale E. Flaiano
(Zona Vigne Nuove)
vicino centro commerciale Porta di Roma
TROVERAI:
 
- artigianato in rame, antiquariato, abiti usati, collezionismo, bigiotteria etc…
- esibizione del lavoro effettuato dai maestri ramai Rom,
- musica balcanica
 mostra storico – documentaria sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
-  banchetti di libri e materiale informativo sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
 
 
Come arrivarci:
 
Auto: Uscita Raccordo N. 10 proseguire per Vigne Nuove
 
Autobus: da Termini
Prendere autobus 36 scendere fermata VIGNE NUOVE/LUMIERE
 
  Cicl. in proprio Via Alessandro della Seta n. 20/a 00178 Roma
Tel/fax 06/72634508
Per contatti 348/6614207

scritto da: romesinti alle ore 16:36 | link | commenti
categorie: roma, lazio, opera nomadi del lazio

Il nuovo prefetto di Roma Pecoraro: «A Roma non ci sono emergenze»

ROMA (28 novembre) - «Si continua a parlare di Roma perché fa notizia, ma per me in questa città non ci sono emergenze». Lo ha detto il nuovo prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro a conclusione dell'incontro a Palazzo Valentini con Carlo Mosca per il passaggio di consegne. «Per quanto riguarda i rom - ha aggiunto Pecoraro - fatemi arrivare, per me ancora non c'è ancora nessuna emergenza e non mi sento di parlarne. Del piano ne parleremo con il sindaco, oggi ne abbiamo parlato delle linee generali». 


Quanto all'impressione avuta nel suo primo giorno a capo della Prefettura di Roma Pecoraro ha detto: «Ho avuto un'ottima impressione, c'è una completa identità di vedute con i miei colleghi del ministero e con il sottosegretario Mantovano».

Cortei. Sulla questione della regolamentazione dei cortei nella Capitale Pecoraro ha affermato: «Ci sono delle cose da disciplinare ma non la considero un'emergenza». Al margine della cerimonia il prefetto ha detto  di voler incontrare i segretari generali dei sindacati confederali: «Vedremo se sarà possibile fare qualcosa, ovviamente garantendo il diritto di manifestare ma tenendo anche ben presenti le esigenze dei cittadini».

Mosca. «Ho svolto un ruolo di garante dei diritti civili e sociali». Così Carlo Mosca, ormai ex prefetto di Roma, sintetizza l'operato del suo mandato. Mosca, al termine della cerimonia del passaggio di consegne, ha dichiarato di lasciare l'incarico «con spirito sereno e grande orgoglio. Ho svolto un servizio in favore di una città che ha tanti problemi e di cittadini che meritano grande rispetto». Quanto al nodo cortei, Mosca ha espresso l'auspicio che «il nuovo prefetto vari il regolamento sempre d'intesa con tutti i protagonisti della vita della città».

Mosca da prefetto aveva detto no alle impronte per i rom, alle espulsioni di massa e agli sgomberi dei campi nomadi; nei giorni scorsi il vice prefetto Maria Rosaria Ingenito aveva criticato la decisione del Viminale di rimuovere Mosca dall'incarico, definendolo «defenestrato per un pretesto qualunque».

 

Roma: emergenza rom: bisogna conciliare la solidarietà col rispetto delle leggi

di Omar Sherif H. Rida

 

Dieci righe pesanti e quattro punti programmatici. Due terzi di pagina su un documento di 109 cartelle, ma sufficienti per segnare un cambio di passo per la risoluzione dell’emergenza nomadi nella Capitale. Una svolta sulla questione rom che forse è sfuggita a molti osservatori, messa nero su bianco all’interno del Documento di programmazione finanziaria 2009-2011 del Comune appena approvato dalla giunta e che sta per approdare in Consiglio. I quattro punti su immigrazione e rom recitano così (pagina 59): «Creazione del circuito della seconda accoglienza; creazione di un sistema progettuale permanente finalizzato all’autonomia socio-lavorativa; promozione del reingresso assistito nei paesi di origine dei rom; normalizzazione della situazione dei campi nomadi autorizzati prevedendo lo spostamento dalla città in zone periferiche e dotate di servizi essenziali».
Mentre a pagina 104 del Dpf, nel paragrafo sulle “politiche per la sicurezza e la legalità” si legge: «Attuare, sulla base delle direttive del Commissario delegato per il superamento dell’emergenza nomadi, un piano per il contenimento e l’inclusione sociale delle popolazioni senza territorio attraverso programmi di bonifica e ristrutturazione degli insediamenti delle popolazioni nomadi e il progressivo sgombero, previa individuazione di aree disponibili alternative e la sistemazione dei minori, degli accampamenti illegali a partire dalle situazioni di maggior degrado». Il Campidoglio sembra quindi deciso a proseguire con la politica degli sgomberi degli insediamenti abusivi, unendola tuttavia a un piano per il contenimento e l’inclusione sociale dei rom. Bastone e carota insomma, bonifica dei campi illegali (o più degradati come il Casilino 900) e successivo spostamento fuori Roma, ma anche recupero sociale con operazioni sulla falsariga del censimento della Croce Rossa. O come quelle legate alla scolarizzazione di cui si parla a pagina 63 (paragrafo «politiche educative e scolastiche»): «Rientrano sempre nelle finalità legate al diritto allo studio anche la fornitura di libri di testo nonché la scolarizzazione rom da attuarsi mediante la costituzione di una cabina di regia che, monitorando il servizio, individuerà nuove linee strategiche per il raggiungimento dell’obiettivo». Un obiettivo da perseguire anche attraverso «la realizzazione di corsi a contenuto professionalizzante da proporre alla frequenza delle popolazioni nomadi», e una cabina di regia che dovrà ripensare il fallimentare e costoso modello di integrazione scolastica avviato dalle amministrazioni Rutelli e Veltroni. Ed è significativo che uno dei sei macroprogetti legati alla solidarietà reciti «risoluzione dell’emergenza dei senza fissa dimora e dei nomadi».
La cornice in cui collocare tutte queste azioni è ancora il «Patto per Roma sicura» firmato lo scorso 29 luglio da Comune, Provincia, Regione e Prefettura. Così come l’interlocutore di riferimento è sempre il prefetto nonché commissario straordinario per l’emergenza rom. E non è un caso che venerdì il sindaco Alemanno, in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio inquilino di Palazzo Valentini Carlo Mosca e il nuovo Giuseppe Pecoraro, abbia subito affrontato la questione con il prefetto entrante indicando come priorità le situazioni nomadi e cortei. Per tornare al contenuto del Dpf, le dieci righe di pagina 104 si chiudono così: «In particolare occorre procedere all’individuazione dei soggetti destinatari di provvedimenti che impediscono la prosecuzione della loro presenza sul territorio, con particolare riferimento agli extracomunitari clandestini e ai cittadini comunitari che delinquono o sono pericolosi, per i quali andranno adottati rispettivamente provvedimenti di espulsione e di allontanamento». E qui sarà fondamentale il differente atteggiamento di Pecoraro rispetto al suo predecessore Mosca. «Stimo Mosca, lo conosco da molti anni ma io e lui abbiamo caratteri diversi». Parole, quelle del neoprefetto, che lasciano intuire un’inversione di marcia.


scritto da: romesinti alle ore 14:56 | link | commenti
categorie: roma, lazio
martedì, 09 dicembre 2008

Cisterna (LT): i Bambini tornano a scuola, intervengono i servizi sociali

26/11/2008
Circa venti bambini di etnia Rom dell’insediamento in località Prato Cesarino ritorneranno al più presto sui banchi di scuola. Con un’ordinanza sindacale il Primo Cittadino di Cisterna, Mauro Carturan, è intervenuto subito dopo aver appresa la notizia dell’abbandono scolastico di un gruppo di minori risultati, a seguito di un sopralluogo del personale dei Servizi Sociali, temporaneamente affidati agli anziani nonni in quanto i genitori si troverebbero all’estero. La segnalazione agli uffici dei Servizi Sociali è giunta dalle insegnanti impensierite dal prolungarsi del numero dei giorni in cui gli alunni non frequentavano normalmente la scuola. Immediatamente quindi, il personale dell’Assessorato ha svolto un sopralluogo nell’insediamento sito in località Prato Cesarino venendo a conoscenza che un gruppo di circa 20 bambini, di età compresa tra uno e dodici anni, era stato affidato a due anziani in assenza dei genitori i quali, sembrerebbe, si trovino all’estero ed il rientro sarebbe previsto per il prossimo Natale. Verificato, quindi, lo stato di disagio in cui i bambini si trovavano, il Sindaco Carturan, unitamente agli uffici preposti, si è attivato chiedendo anche il sostegno della Provincia di Latina, in particolar modo dell’Assessore alle Politiche Sociali, Fabio Bianchi. “Ci siamo subito attivati – ha detto il Sindaco di Cisterna – e con un’ordinanza i bambini potranno tornare a frequentare la scuola con regolarità attraverso il servizio di trasporto scolastico. Inoltre i nostri Servizi Sociali stanno attivando tutta una serie di iniziative sia per aiutare i due anziani nella cura ed igiene dei bambini, sia questi ultimi a svolgere attività educative e di socializzazione. Ho investito del problema – continua – anche l’Assessore provinciale Bianchi che si è subito messo a disposizione per collaborare affinché la situazione dei minori torni quanto prima ad uno stato di normalità ed assistenza sociale e scolastica”.

scritto da: romesinti alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: scuola, lazio
giovedì, 06 novembre 2008

LAZIO: COPPOTELLI, ASCOLTARE BISOGNI DELLE MINORANZE

(ASCA) - Roma, 30 ott - ''Rom, rumeni, nomadi, zingari, irregolari, immigrati, una realta' sociale che nell'immaginario comune diventa una massa indistinta. La nostra societa' e' fatta di minoranze. Ascoltarne i bisogni e raccoglierne le istanze significa alimentare la coesione sociale e favorire lo sviluppo''. Lo ha dichiarto l'assessore alle politiche sociali del Lazio, Anna Coppotelli.
''Le politiche sociali, - ha continuato l'assessore - in particolare, devono promuovere l'apertura ad intraprendere percorsi di superamento dei pregiudizi. Chi si assume la responsabilita' di condurre i processi di inclusione sociale deve svolgere un'attenta e equilibrata funzione di regia per offrire al territorio le migliori risposte possibili ai bisogni''.

''Per questo e' necessario - conclude Coppotelli - sollecitare una profonda riflessione, da parte di tutti, su cio' che accade. Abbiamo di fronte una realta' sociale piena di pulsioni, ma sempre piu' spesso ripiegata sull'esperienza del peggio''.


scritto da: romesinti alle ore 21:16 | link | commenti
categorie: lazio

Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

Chi sono

Utente: romesinti
Nome: Romano Lil
Foglio illustrativo del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

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