Romano Lil - Rom, Sinti e Camminanti in Italia

venerdì, 22 maggio 2009

Bolzano: concerto musicisti Sinti per l’Abruzzo

 con il sostegno dell’Assess. alla Famiglia e Politiche sociali

Già nel 2002 un gruppo di musicisti Sinti ha suonato presso il Teatro comunale di Gries -Galleria Telser, per raccogliere fondi in favore dei bambini colpiti dal terremoto in Molise. Il concerto di beneficenza del gruppo "U Sinto" è successivamente anche diventato un CD.

E’ la solidarietà che in momenti come questi dà la speranza – dicono i Sinti –una speranza che scaturisce da gesti concreti. E’ importante far sentire il nostro sostegno non solo attraverso la raccolta di soldi ma anche attraverso la musica Sinta - tzigana. Le canzoni dei Sinti parlano della  vita errabonda, del viaggio ma anche del rifiuto secolare nei loro confronti, dell’amore, del movimento continuo, delle esperienze emotive forti e contrastanti, del calore del fuoco, del spazio all’aperto, dei “rumori” delle notti sotto le stelle

Il concerto al Teatro Cristallo di Bolzano, domenica 17 maggio 2009, dalle ore 20,30, sostenuto dall’Assessorato provinciale alla Famiglia ed alle Politiche Sociali  è  stata un’occasione per ascoltare la musica dei sinti ed aiutare con una donazione chi ne ha veramente bisogno. Tutti i soldi raccolti saranno consegnati alla Caritas di Bolzano e destinati a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo.

Sono partner delle associazioni “Nevo Drom” e “U Giaven” per l’organizzazione della serata di beneficenzai musicisti sinti del Trentino Alto Adige, la Caritas di Bolzano, il Teatro Cristallo, il Comune e la Provincia autonoma di Bolzano - Assessorato alla famigila e politiche sociali. Non era previsto un biglietto, l’entrata era libera ad offerta.


scritto da: romesinti alle ore 21:53 | link | commenti
categorie: abruzzo, musica e spettacoli, trentino

Cannes: L'umanità degli abitanti delle roulotte di San Basilio

"La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel

L'umanità degli abitanti delle roulotte di San Basilio ne "La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel
E' stato presentato a Cannes il film italo-austriaco "La Pivellina" di Tizza Covi e Rainer Frimmel, alla loro prima opera di "fiction" dopo aver realizzato diversi documentari tra i quali il pluripremiato "Babooska".

La pellicola, inserita nella sezione "Quinzaine des Réalisateurs", racconta la storia di una bambina abbandonata ed "adottata" da una signora che vive in una roulotte di circensi nel quartiere San Basilio di Roma. Patrizia Gerardi, Asia Crippa, Tairo Caroli e Walter Saabel formano il cast del film, tutti attori non professionisti che intepretano loro stessi.

"Abbiamo pensato che il modo migliore per dimostrare una comunità nel suo interno, era quello di introdurre un intruso e per farlo abbiamo inserito la storia inventata del ritrovomento della bambina", ha dichiarato Rainer Frimmel, che ha poi aggiunto: "Negli ultimi anni i nomadi sono vittime di atti espliciti di razzismo, perchè la stampa parla sempre male di loro e li considera imputati di molti rapimenti di bambini. Con questa storia abbiamo voluto rendere giustizia a questa comunità, che è ricca di umanità".

scritto da: romesinti alle ore 21:28 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli
venerdì, 03 aprile 2009

CASALE M.TO: ZINGARI, LA BELLEZZA DI UN POPOLO

A concludere il lavoro svolto dalla Consulta per la Pace, che ha coinvolto gli studenti in un percorso di sensibilizzazione su tematiche interculturali legate ai Rom, e che ha portato, nelle scuole e in un incontro pubblico Suor Carla Osella dell’AIZO (Associazione Italiana Zingari Oggi) e le sue testimonianze.
Viene ora proposta una rassegna cinematografica, dal titolo “Zingari, la bellezza di un popolo”, organizzata dalla stessa Consulta e dall’Associazione di Promozione Interculturale Serydarth, che metterà in scena tre film del regista gitano Tony Gatlif, capaci in maniera profonda di mettere in mostra qualcosa di sublime e radicato nella cultura Rom, diverso dai luoghi comuni generati dalla rappresentazione mediatica ordinaria.
I film saranno proiettati il lunedì, ogni quindici giorni, a partire dal 6 aprile, alle ore 21.15 presso il Centro dell’Associazionismo di via del Carmine.
Si comincia il 6 aprile con “Latcho Drom”, un vero e proprio viaggio musicale tra i gitani, partendo dal Rajasthan e arrivando all'Andalusia, passando per l' Egitto, la Romania, l' Ungheria e la Francia Il 20 aprile sarà la volta di “Gadjo Dilo – Straniero Pazzo”, il cui protagonista, un giovane parigino, si ritrova ospite in un villaggio Rom nei pressi di Bucarest, una realtà profondamente diversa da quella cui è abituato.
A concludere la rassegna, “Vengo - Demone flamenco”, in cui gli zingari rappresentati sono i gitani in Andalusia.
Una storia di vendetta familiari, un dramma accompagnato dalla magia e il pathos del flamenco. In tutti e tre i film, la musica e la cultura zingara sono gli attori principali.

La partecipazione alle rassegne è riservata ai soci, il costo della tessera 2009 è di 5€.

scritto da: romesinti alle ore 15:13 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli, piemonte

Napoli : V° edizione dell’Arte della Felicità

artefelicita L'evento ”Arte della Felicità”, giunto alla V° edizione, quest’anno è dedicato al tema della ‘paura’. Questa mattina (ore 10), Gabriele Salvatores incontrerà gli studenti presso il Cinema Modernissimo per commentare l’inchiesta fotografica “Io ho paura”, a seguire la proiezione del film “Io non ho paura”.

Nei prossimi giorni saranno ospiti della manifestazione organizzata da Luciano Stella e Francesca Mauro anche Aldo Schiavone, i filosofi Umberto Galimberti, Roberto Esposito e  Aldo Masullo, l’economista Loretta Napoleoni, la psicanalista francese Luce Irigaray, gli psicologi Vincenzo Tallarico e Fabio Veglia, lo psicoterapeuta greco Sarantis Thanopulos, gli psichiatri Luigi Baldascini e Christophe Andrè, quest’ultimo specializzato nella psicologia delle emozioni. E ancora il sociologo Alessandro Dal Lago, la regista Francesca Catarci e l’attivista sinti Eva Rizzin,  la docente di letteratura per l’infanzia Annamaria Costa, le insegnanti Maria Assunta de Majo, Bianca D’Arienzo e Annamaria Lovo, l’insegnante di yoga Paolo Colussi, la giornalista e scrittrice Titti Marrone.

Sabato 4 aprile a Città della Scienza cena-evento con l’economista Loretta Napoleoni, tra i massimi esperti mondiali di terrorismo. “Buffet e degustazione vini” a cura di Città del Gusto di Napoli del Gambero Rosso (biglietto 20 euro, prevendita info@artedellafelicita.it e 0815527106).

Domenica 5 aprile gran finale con il concerto di musica classica la “Resurrezione HWV 47” di G.F. Handel, ad opera dell’ ensemble “La Risonanza”, diretta da Fabio Bonizzoni, alle ore 20.00 presso l’Auditorium di Castel Sant’Elmo.

L’Arte della Felicità è organizzata dall’Associazione Achab con la Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Napoli, in collaborazione con l’EPT di Napoli, l’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, il Comune di Napoli. Main sponsor: Il Gioco del Lotto.-Lottomatica.

Partner dell’evento sono: l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la Città della Scienza, l’Istituto di Cultura Francese di Napoli Le Grenoble, L’Istituto Cervantes di Napoli, l’Associazione Culturale Alessandro Scarlatti, la Tibet House Switzerland Foundation, il Goethe Institut di Napoli,. l’Associazione Teatro Stabile di Napoli – Mercadante, il Palazzo delle Arti di Napoli PAN, la Scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, l’Associazione culturale Nessuno è perfetto.

Con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dai Consolati di Canada, di Francia, di Germania, dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI).
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scritto da: romesinti alle ore 14:57 | link | commenti
categorie: campania, musica e spettacoli, napoli

Firenze: a teatro per conoscere

Le danze di Billy e Dijana, artisti rom.
Dopo Cristo Gitano, Telerom e Zingarità arriva sul palco Le danze di Billy e Dijana, uno spettacolo di Daniele Lamuraglia che apre una porta diretta sull’universo Rom. I protagonisti sono due artisti rom, Arben Mustafà, in arte Billy, e Dijana Pavlovic. Lui è danzatore, lei attrice e cantante e insieme raccontano la vera storia di Billy, un ragazzo rom, che ha cominciato a ballare la musica popolare davanti al container del campo nomadi ed oggi danza la classica in grandi teatri.

Arben si è ispirato al film “Billy Elliott” per scegliere il suo nome d’arte. Anche lui ha avuto molte difficoltà all’ inizio della sua carriera “gli altri mi hanno guardato con scetticismo e i miei amici mi hanno preso in giro, ma oggi sono orgogliosi di me. Ho provato che il mio popolo ha talento”.

Dijana è conosciuta per la sua militanza (è stata candidata per il consiglio comunale di Milano nel 2006) e per l’impegno a difendere i diritti civili dei rom ma “questo non è uno spettacolo militante: Le Danze di Billy e Dijana è uno spettacolo che guarda dentro l’essenza dell’essere umano e della cultura rom”, spiega l’attrice. Il titolo si riferisce ai due modi diversi di ballare, Billy balla con il corpo, ma Dijana balla con la voce. È una danza tra realtà e sogno analoga a quella scritta da Ernst Hoffmann nello Schiaccianoci.

“La conoscenza che abbiamo del mondo rom è molto scarsa” commenta il regista Daniele Lamuraglia, “questo è un progetto artistico ma anche solidale, che mostra i rom come loro sono veramente e non come li pensiamo”.

Le danze di Billy e Dijana ha il sostegno dell’Assessorato all’accoglienza del Comune di Firenze e sarà sulla scena l’8 e 9 Aprile al Teatro Puccini e il 26 al Giardino degli Alberi.

Lo spettacolo è integrato nella Giornata Internazionale delle popolazioni rom, sinte, kalé (”gitani” della penisola iberica), manouche (sinti francesi) e romanichals (inglesi).

L’8 Aprile 1971 a Londra si riunì il primo Congresso dell’International Romani Union e vennero scelti l’inno e la bandiera dei rom: la bandiera ha due colori, verde e blu, che rappresentano il cielo e la terra, e al centro una ruota, simboli evidenti della dispersione delle popolazioni rom. I sedici raggi della ruota alludono alle molteplici diversità presenti nella gente rom.

In quel giorno Rishi, studioso indiano di cultura rom, disse: “oggi i rom si riconoscono come nazione”. Da allora l’8 aprile è diventato “Romano Dives” e tutti gli anni i rom portano fiori e candele lungo le rive dei fiumi del mondo, che rappresentano la via percorsa durante le lunghe migrazioni.

In questa Giornata Internazionale sempre al Teatro Puccini dalle 17 possiamo visitare una mostra fotografica sul popolo rom ed assistere ad un incontro con istituzioni e associazioni italiane e rom, mentre alle 19 prima dello spettacolo possiamo gustare un po’ della cucina rom e sinti in un aperitivo.

*****

Teatro Puccini

via delle Cascine, 41 Firenze
Tel. 055.362067
Biglietto intero: €15, riduzione coop €12, soci ARCI e abbonati Puccini €10
Prevendite Cassa del Teatro/Circuito Box Office Firenze
Giardino degli Alberi
Via del Pergolino 1/5, Firenze (presso Centro Polivalente Avventista)
Tel. 055.414040
Biglietto €12, gratuito sotto i 12 anni
Prevendite Bottega del dono via Guelfa 28r

scritto da: romesinti alle ore 07:12 | link | commenti
categorie: firenze, toscana, musica e spettacoli
mercoledì, 25 marzo 2009

Ventimiglia: sabato incontro con Pino Petruzzelli

Tornano gli appuntamenti d’autore a Ventimiglia nella sede più naturale ed ideale, la Civica Biblioteca Aprosiana, sita nel centro storico in via Garibaldi. In attesa della ormai prossima separazione del “fondo antico” da quello “moderno”, con il trasferimento di quest’ultimo nella nuova sede che verrà costruita in pieno centro a Ventimiglia, accanto alla chiesa di Sant’Agostino, l’Associazione Culturale Liber Theatrum, in collaborazione con la libreria Casella e con il patrocinio del locale Assessorato alla Cultura, ha organizzato per sabato alle 17.45 l’incontro con Pino Petruzzelli, per la presentazione di “Non chiamarmi zingaro” edito da Chiarelletere, ottimo lavoro dedicato al mondo dei rom e dei sinti.

Un vero e proprio viaggio a cercare, trovare ed incontrare gli zingari, non solo in giro per le periferie delle grandi città italiane, ma anche nel resto d’Europa: in Francia e, soprattutto, nell‘Est del nostro continente, in Romania ed in Bulgaria ad esempio. Racconti di vita dura e sofferta, di miseria e di intolleranza, di forti tradizioni, diverse dalle nostre. E quindi da nascondere! Soprattutto, ed anche, un viaggio teso a scoprire storie straordinarie ed incredibili, ma che appartengono alla vita quotidiana. Un tentativo di spazzare via tutta una serie di luoghi comuni, ipocrisie, atteggiamenti, ma anche comportamenti prevenuti e discriminatori nei loro confronti, per scoprire poi che molti di loro vivono in mezzo a noi in maniera “normale”, seppure costretti a nascondersi o non palesarsi per evitare malintesi, equivoci, molestie o, peggio ancora talvolta, violenze gratuite ed ingiustificate. Eppure anche tra loro ci sono medici ed infermieri, fornai e preti, installatori di impianti antifurto nelle banche ed altro ancora. Un grande universo ai più sconosciuto ed inesplorato, così come la grande storia che li ha visti vittime di persecuzioni e torture in Germania e Svizzera. Racconti scomodi questi ultimi, che nessuno vuole riconoscere e ricordare, anche ed innanzitutto per evitare possibili e giustificati risarcimenti.

Ad introdurre Pino Petruzzelli, Diego Marangon, lui stesso compagno dell’autore in uno dei suoi viaggi in giro per l’Europa, in Bulgaria. Barese di origine, ma genovese di adozione, dove vive e lavora, dirigendo il Teatro Ipotesi, attore e regista, assai conosciuto anche qui nel Ponente Ligure, Petruzzelli ha sempre dedicato la sua attenzione artistica al problema del razzismo ed ai rapporti con le culture dei paesi europei e nordafricani che si affacciano al Mar Mediterraneo. In tema con l’argomento del libro, da ricordare l’orazione andata in onda a TERRA! su Canale 5, in cui l’autore ricostruisce una storia di zingari deportati nei campi di sterminio nazisti. Come di consueto al termine, verrà offerto un piccolo aperitivo agli intervenuti.

Gli appuntamenti d’autore proseguiranno, con tutt’altro argomento, nei sabati successivi, con “Mangiar vivendo – un diverso modo di intendere il cibo”. Appuntamento alle ore 18.00 in sala consiliare a Ventimiglia: sabato 4 aprile con “Oltre il giardino” di Libereso Guglielmi (il giardiniere di “casa Calvino”) ed il curatore Claudio Porchia per presentare ed illustrare la raccolta di 32 sfiziose e sorprendenti ricette a base esclusivamente di erbe, fiori e verdure; sabato 11 aprile invece grande appuntamento con “Il mercante di utopie. La storia di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly” presenti l’autrice Anna Sartorio e lo stesso Oscar Farinetti, l’uomo che sta cambiando le abitudini alimentari degli italiani ed il concetto del mangiare bene, meglio e più sano a prezzi concorrenziali.

scritto da: romesinti alle ore 22:43 | link | commenti
categorie: liguria, musica e spettacoli
giovedì, 12 marzo 2009

Firenze Jazz manouche

Jacopo Martini, jazz manouche. Rheinardt e altre muse gitane
Jacopo Martini, jazz manouche. Reinhart e altre muse gitane
Martedì 17 marzo all'Ex-Fila di Firenze. Con Mirko Guerrini al sax, Tommaso Papini alla chitarra, Nicola Vernuccio al contrabbasso.


Il chitarrista Jacopo Martini guida un quartetto che riflette sull'attualità del jazz manouche, la musica creata da Django Reinhart, che combinava il jazz con le tradizioni musicali degli zingari.

Jacopo Martini si è avvicinato alla musica verso i dodici anni suonando prima il violino, che poi ha lasciato per dedicarsi alla chitarra. Dopo una formazione classica Martini ha scoperto la ricchezza della musica manouche durante un viaggio in Francia nel 2000, suonando ed apprendendo lo stile direttamente dai chitarristi zingari Matcho Winterstein ed Angelo Debarre.

Da allora il suo modo di suonare è stato profondamente influenzato dal fraseggio gitano, ed ha incorporato questa tradizione nel suo mondo sonoro come testimonia il suo Quartet, in cui lo affiancano ottimi solisti del jazz toscano.
Nell'ambito del Network Sonoro promosso da Music Pool, Musicus Concentus, Tempo Reale con il contributo della Regione Toscana.

Martedì 17 marzo - ore 21,30
Auditorium Ex-Fila - via Monsignor Leto Casini, 11 - Firenze
Info tel 055 240397 - www.networksonoro.com
Biglietto: 5 euro

scritto da: romesinti alle ore 06:42 | link | commenti
categorie: firenze, musica e spettacoli
lunedì, 09 marzo 2009

Milano, I rom e l'azione pubblica

PER CAMBIARE MUSICA
Rom e sinti: un libro da leggere,i rom e l
una cena da gustare, una festa da provare
sabato 14 marzo
Auditorium San Fedele
Via Hoepli, 3 a-b
h. 18.00
Presentazione del libro a cura di
Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani e Tommaso Vitale
I rom e l’azione pubblica 

pagine: 288. ISBN: 978-88-7039-0377. Milano, Teti Editore

Fra gli autori saranno presenti:
Giorgio Bezzecchi (Opera Nomadi di Milano)
Alberto Giasanti (Università di Milano Bicocca)
Maurizio Pagani (Opera Nomadi di Milano)
Antonio Tosi (Politecnico di Milano)
Amun Sleem (Presidente della Domari Society di Gerusalemme)
Tommaso Vitale (Università di Milano Bicocca)
discutono:
Giacomo Costa S.J.
Moni Ovadia
H .20 Buffet
A cura della Cooperativa Romano Drom
Nel corso della serata saranno raccolti fondi a sostegno della

Domari Society, associazione di Dom (i gruppi zigani del Medio

Oriente) per solidarietà con le famiglie zigane nella Striscia di Gaza.

h. 21.00 ( Cine Teatro San Fedele)
Ouverture
Breve esibizione del maestro di fisarmonica Jovica Jovic
e presentazione del suo ultimo album Impronte nomadi

(edizioni musicali Opera Nomadi di Milano/SIAE)

Monologo
Di Dijana Pavlovic
Concerto
Roberto Durkovic
e musicisti rom o album
special guest
Enrico Nascimbeni

serata promossa da: Opera Nomadi di Milano, Fondazione culturale San Fedele,

Aggiornamenti sociali, Popoli, Consorzio SIR - Solidarietà in rete.


venerdì, 30 gennaio 2009

Giugliano (NA) Foto dedicata alle donne : "Zingare" di Guido Giannini allo spazio Meet&Fashion

Giovedì 29 Gennaio 2009

ZingareARTE | Giugliano – Foto inedite a colori, saltate fuori come un regalo inatteso dallo sterminato archivio di Guido Giannini, fotoreporter (come ama definirsi) che tuttavia conserva il tocco raro del poeta. Gli scatti rappresentano al femminile il mondo dei Rom e dei Sinti accampato nei quartieri periferici di Napoli, tra Scampia, Poggioreale, Secondigliano, Ponticelli: su questo palcoscenico della desolazione, le zingare di Guido si stagliano con tutta la loro malinconica vitalità. Queste immagini, impresse su pellicola negli anni '70, raccontano di uno straordinario microcosmo sociale, fatto di tradizioni e abitudini ancestrali che resistono all'assalto della modernità. Ma non solo: le foto di Giannini spiegano, a trent'anni di distanza, le ragioni di una diversità irriducibile, di un progetto d'integrazione fallito in una città che ha visto crescere vertiginosamente le proprie contraddizioni. Le fotografie di questa serie saranno in mostra, dal 31 gennaio al 28 febbraio (ore 9-13 e 15-19, festivi esclusi), presso Kira Emanuelli a Giugliano, in corso Campano 93. È l'occasione per inaugurare "Meet&Fashion", il nuovo spazio dedicato agli incontri e alle esposizioni, recentemente allestito presso l'atelier. L'appuntamento inaugurale è per sabato 31 gennaio, alle ore 19.30.

scritto da: romesinti alle ore 16:21 | link | commenti
categorie: libri, campania, musica e spettacoli
venerdì, 16 gennaio 2009

Il Giorno della Memoria - Moni Ovadia al Teatro Goldoni - Tutte le iniziative a Venezia e Mestre

Domenica 18 gennaio 2009
Teatro Goldoni, Venezia
Centro Culturale Candiani, Mestre

Domenica 18 gennaio 2009 è il Giorno della Memoria e sarà Moni Ovadia, con lo spettacolo “Senza confini, Ebrei e Zingari” , al teatro Goldoni di Venezia  ad aprire le moni-ovadia-p.jpgcelebrazioni ufficiali. Contemporaneamente, nella stessa sede a partire dalle ore 17,  è in programma la cerimonia con il sindaco, Massimo Cacciari, e il presidente della comunità ebraica a Venezia, Vittorio Levis, che saranno poi presenti alla prima assoluta dello spettacolo-concerto- lavoro teatrale di e con Moni Ovadia che intende raccontare le storie intrecciate di due popoli, Ebrei e Zingari. Ingresso con invito
L’artista,  noto per aver portato la tradizione e la cultura ebraica est-europea all’attenzione del grande pubblico, sarà inoltre presente anche all’altro grande evento di rilievo della giornata: l’inaugurazione della mostra “Porrajmos, altre tracce sul sentiero di Auschwitz” al Centro Culturale Candiani.  La raccolta fotografica, aperta al pubblico dal 18 al 30 gennaio 2009, è centrata sul capitolo storico delle persecuzioni subite dai popoli Rom e Sinti, arricchita dall’intervento di Mirko Levak, Rom sopravvissuto alle deportazioni naziste che nell’occasione porterà la sua testimonianza.
Le celebrazioni continueranno poi nei giorni successivi anche con altre iniziative come quelle sul versante concertistico: il 22 gennaio, alle ore 20, alla Fenice è di scena “Niggu’n - i suoni dell’ebraismo” con musiche di Shostakovich, Milhaud, Schulhoff e Bloch, mentre l’Auditorium del Centro Culturale Candiani alle 21 ospiterà “L’ordine e il caos - musiche dal lager”. Entrambi i concerti sono a ingresso libero.
Inoltre dalla collaborazione tra l’istituto ed il Centro Culturale è nata anche un’interessante rassegna cinematografica, a partire dal 16 gennaio 2009, dal titolo “La Shoah: memoria e cinema”, uno sguardo sulla produzione più significativa legata all’approfondimento di tematiche variamente legate all’Olocausto, in una selezione di nove pellicole.



Fabrizio De Andrè ...anime salve ...Khorakhanè

La voce delle minoranze: Khorakhané
di Fiammetta Poidomani

Il canto di chi viaggia in direzione ostinata e contraria de andrè


Non è facile parlare di De André attraverso una sola canzone. Ci sono tanti aspetti diversi nella sua poetica (possiamo tranquillamente definirla così): l’amore per Genova, l’influenza di Brassens, la lotta, la contestazione politica, l’ironia, il tema della morte, della solitudine... Fabrizio è stato un grande poeta che ha saputo parlare di tante cose, che ha descritto attraverso la musica il microcosmo e il macrocosmo dell’esistenza. Ma ciò che è sempre stata una costante nelle sue canzoni (e nella sua vita) è la sensibilità nei confronti dei discriminati, degli umili, degli emarginati. È su questo che ci soffermiamo a riflettere: su Fabrizio De André come voce delle minoranze.

Nel 1996 usciva l’album Anime Salve, che nasceva dalla collaborazione di due cantautori: Fabrizio De André e Ivano Fossati. Una vera rarità nel panorama della musica italiana, senza dubbio di altissimo livello per quanto riguarda le liriche e gli arrangiamenti. Sotto tutti gli aspetti, sia musicali che tematici, uno dei lavori più interessanti di De André. L’album è considerato da alcuni il suo “testamento spirituale”, per l’intensità delle parole e la bellezza della musica che risente di diverse influenze e sonorità, da quella balcanica a quella sudamericana e mediterranea.

I temi affrontati hanno sempre un comune denominatore: lo schieramento dalla parte degli emarginati. Che è comunque la matrice fondamentale di moltissime canzoni di De André: in “Fiume Sand Creek” (L’Indiano, 1981), partecipava fermamente al sostegno degli  Indiani d’America, perseguitati e vittime di genocidi nella propria terra d’origine. Nel 1992, quando si festeggiavano i 500 anni dalla scoperta dell’America, il cantautore dichiarò che in quel “giorno di lutto” il suo cuore sarebbe stato con gli Indiani. Allo stesso modo venne conquistato dalla cultura della Sardegna (quasi un mondo a sé stante rispetto al resto dell’Italia), al punto di scrivere canzoni in dialetto prettamente sardo. Entrambe le etnie, diceva De André, sia quella indiana che quella sarda, possono ritenersi accomunate dalla stessa condizione: rinchiuse in riserve se non altro culturali, oppresse da dominazioni sociali.

Anime Salve rappresenta una delle opere più ricca di significati, e contiene una canzone in particolare che, oltre a presentarci un altro popolo di cui Fabrizio si interessò molto, i Rom, racchiude in sé (a mio parere) alcuni degli elementi fondamentali del pensiero e dello stile del cantautore: sto parlando di “Khorakhané”. In essa ritroviamo l’interesse verso il mondo dei diseredati, degli zingari. Il pezzo è infatti incentrato sulla vita nomade dei “Khorakhané”, nome di una tribù rom di provenienza serbo-montenegrina. «Sarebbe un popolo da insignire con il Nobel per la pace per il solo fatto di girare per il mondo senza armi da oltre 2000 anni» asserì Fabrizio De André durante il concerto al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998.

Nella canzone i Rom vengono rappresentati come individui senza una vera casa e per questo assolutamente liberi e privi di condizionamenti economico-sociali (l’amore per la libertà è un altro dei temi ricorrenti nell’opera di De André); il viaggio degli zingari non ha una meta, anzi, gli zingari non si preoccupano neanche di averne una. Il loro eterno peregrinare non ha uno scopo, ma fa parte del loro DNA: “per un solo dolcissimo umore del sangue/ per la stessa ragione del viaggio viaggiare”. Da qui il cantautore prende lo spunto per lanciare una critica alle cosiddette “persone per bene” ed esprimere il suo disprezzo nei confronti dei moralisti benpensanti. “…e se questo vuol dire rubare…/ lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca/ il punto di vista di Dio” .

Non mancano neanche in questa canzone struggente i toni amari tipici di De André (“…i figli cadevano dal calendario/ Yugoslavia Polonia Ungheria/ i soldati prendevano tutti/ e tutti buttavano via…”), né il ricorso ad altre lingue: la coda finale, che rende il brano ancora più conturbante e d’ impatto, è scritta in romanì, la lingua dei Rom; in studio è cantata dalla moglie di De André, Dori Ghezzi. Per questa parte Fabrizio collaborò con un suo amico rom.

“Khorakhané” è infine una poesia intensa e incisiva, che rileva immediatamente la maestria di De André nell’arte di mettere insieme le parole. Le espressioni usate, le immagini che vengono evocate sono di una bellezza sconvolgente, ma, allo stesso tempo, manifestano una crudezza e un’asprezza che arrivano direttamente nel profondo dell’anima in modo sconcertante, come solo De André riusciva a fare. È la sintesi tra visione elegiaca di poeta e sapienza popolare.

De André infatti era un uomo dalla cultura vastissima, ma che non aveva mai voluto sconfinare nell’intellettualismo manierato. Anarchico fino in fondo, conservava un profondo disprezzo per ogni tipo di prevaricazione, sia fisica che mentale: la figura di intellettuale che elargisce il proprio sapere dall’alto di un piedistallo proprio non gli si addiceva. Era un uomo prima di tutto, il suo intento non era quello di rieducare il mondo né di rivelare verità nascoste. E proprio in questo, forse, sta la sua grandezza: l’aver detto tanto senza la pretesa di insegnare niente a nessuno.

«Il meglio della cultura viene sollecitato da persone che si trovano in minoranza e che proprio per i loro doni vengono emarginate e all'occorrenza perseguitate»

 

altri Link:

Khorakhanè_quella_canzone_tradotta_per_Fabrizio_de_Andrè

 

scritto da: romesinti alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli, articoli nazionali
mercoledì, 17 dicembre 2008

Firenze: sul palco del Meeting un testo teatrale contro il razzismo

16.12.2008
Sarà portato anche nelle scuole toscane il testo teatrale di Stefano Massini sull’attualità del razzismo, testo che questa mattina è stato rappresentato al Mandela Forum nell’ambito di “Atlante”, un progetto di educazione civica sostenuto dalla Regione e coordinato dal Teatro di Rifredi “Pupi e Fresedde”. Un lavoro tutto puntato sulla essenzialità della parola e originato da un presupposto: «Il razzismo si capisce solo se lo si subisce». Massini racconta esperienze razzistiche subite nel mondo dagli emigranti italiani, come il pogrom del 1934 avvenuto nella cittadina australiana di Kalgoorlie contro i lavoratori italiani. Il testo, rappresentato nel massimo del silenzio che la platea di studenti abbia riservato all’intera manifestazione, si è poi sviluppato attorno ad altre due date: il 1938 con le leggi razziali italiane e il 1944 con gli esperimenti nel lager di Auschwitz contro gli zingari. Luisa e Roberto, i due attori, hanno poi concluso con una carrellata di attualità dedicata a “ordinarie forme di razzismo” nella società contemporanea.

scritto da: romesinti alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: toscana, musica e spettacoli
giovedì, 06 novembre 2008

MARCHE: INTEGRAZIONE NELLE SCUOLE, SPETTACOLI TEATRALI ED INCONTRI

Pino Petruzzelli(ASCA) - Ancona, 4 nov - Prende il via il progetto Adriatico Mediterraneo Mari d'Europa-Mari delle Marche con cui la Regione ha vinto il bando promosso dal Parlamento Europeo a sostegno del dialogo interculturale, in occasione del cinquantesimo anniversario della prima seduta dell'assemblea del Parlamento europeo, e dell'Anno europeo del dialogo interculturale. L'iniziativa, cofinanziata dal Parlamento Europeo e promossa dalla Regione Marche 8e da vari comuni) ed e' attuata dall'associazione Adriatico Mediterraneo in collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche e le amministrazioni locali, a sostegno dell'integrazione nella societa' e nelle scuole della regione. Verranno toccate una serie di citta' delle Marche (Macerata, Ancona, Jesi, Loreto, Osimo, Porto Sant'Elpidio, Senigallia) dove verranno rappresentati spettacoli teatrali, preceduti da incontri con gli studenti, caratterizzati dall'attenzione per le tematiche sociali. La terza fase del festival ha il suo primo appuntamento a Macerata, giovedi' 6 novembre (ore 21) al Teatro Lauro Rossi Zingari: l'olocausto dimenticato in collaborazione con Amat e Comune di Macerata per ''Altri percorsi 2008/2009'' spettacolo teatrale di e con Pino Petruzzelli, spettacolo dedicato al genocidio degli zingari durante il nazismo, genocidio che nasce dal pregiudizio e dal razzismo imperanti nella Germania degli anni Trenta. Un viaggio nella memoria alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici.

Uno spettacolo - e' detto in una nota - carico di umanita' e di amore per un'etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni piu' che essere sconosciuta e' stata misconosciuta. Si proseguira' sabato 8 novembre al Teatro Sperimentale di Ancona, dove alle 21 andra' in scena Il Poema dei Monti naviganti, spettacolo teatrale da un'idea di Roberta Biagiarelli, tratto dal libro di Paolo Rumiz con Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani, regia Alessandro Marinuzzi. Ancora, mercoledi' 19 novembre (ore 21) al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona la Lettura teatral-musicale Storie di vita da testi di Giancarlo Trapanese con Luca Violini (voce recitante) e Gli Ex (musica e canzoni).

Incontri sono in programma i varie cittadine della regione: da Porto Sant'Elpidio (Teatro della Api) venerdi' 21 novembre (concerto di Giovanni Seneca in quintetto Per Aspera - Approdi Mediterranei) a sabato 13 dicembre, dove a Loreto si terra' un incontro con le scuole medie superiori su ''La riconciliazione possibile'' nell'ambito delle giornate dell'11* Meeting Internazionale Migrazioni.

'Altri percorsi', in scena gli 'Zingari' di Petruzzelli

Dopo il Microfestival del Nuovo teatro italiano/Nuove sensibilità, la rassegna "Altri percorsi", promossa dal Comune in   collaborazione con l'Amat, prosegue il suo cammino con lo spettacolo "Zingari: l'Olocausto dimenticato".

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immagine non disponibiledal Comune di Macerata
www.comune.macerata.it

In programma questa sera, alle ore 21, al teatro Lauro Rossi, lo spettacolo di e con Pino Petruzzelli che ne firma anche la regia, è un viaggio nella memoria alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici. Siamo a Berlino, intorno agli anni Trenta, quando il dottor Robert Ritter, direttore del centro di ricerche per l'igiene e la razza, dichiara che "gli zingari risultano come un miscuglio pericoloso di razze deteriorate" e che "la questione zingara potrà considerarsi risolta solo quando il grosso di questi asociali e fannulloni sarà sterilizzato".

 

La dottoressa Eva Justin rivela al mondo accademico nazista, nella sua applaudita tesi di laurea, la presenza nel sangue degli zingari di un gene molto pericoloso: quello dell'stinto al nomadismo, il terribile wandertrieb. Un genocidio dimenticato quello degli zingari, così come dimenticati sono stati i risarcimenti a loro dovuti a seguito delle persecuzioni durante il nazismo. Uno spettacolo carico di umanità e di amore per un'etnia, quella Rom e Sinta, che nel corso degli anni, più che essere sconosciuta, è stata misconosciuta. Regista e attore, diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico" di Roma, Pino Petruzzelli, lavora da ani per mettere la cultura al servizio di importanti cause sociali, andando a conoscere in prima persona le realtà che poi racconta attraverso spettacoli e reportage, tra cui appunto "Zingari" presentato in prima nazionale al 38° Festival teatrale di Borgio Verezzi e nel corso della trasmissione "Terra!" di Canale 5 raggiungendo il 14 per cento di share.

 

I biglietti per assistere allo spettacolo sono in vendita alla Biglietteria dei teatri di piazza Mazzini (10.30/13 - 17/19.30 - tel. 0733.230735) al prezzo di 12 euro (ridotto 7 euro), on line sui siti www.amat.marche.it e www.vivaticket.it.

 


scritto da: romesinti alle ore 22:32 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli, marche, articoli nazionali

Romina, la nuova star rom

15775_MarilynRomanHadzovic_thumbLa sua carriera è stata davvero strepitosa: dal campo nomadi di vicolo Savini ad attrice di successo.

È la storia di una giovane rom che sarà protagonista di un film, "Il prossimo tuo", che sarà presentato al festival del cinema di Roma e co-protagonista di una fiction televisiva che andrà in onda su Rai Uno a marzo dal titolo "Butta la luna 2".

di Cinzia Mazzarini
redazione@vivereroma.org

La sedicenne rom di etnia bosniaca di nome Romana Hadzovic Merlin Romina, è la quarta di otto figli di una delle famiglie rom più numerose, in città da oltre trent'anni.

"Tutti dovrebbero conoscere in disagio e il degrado in cui si vive in un campo nomadi, a volte lì dentro si fanno scelte sbagliate imposte dalla situazione che si vive. - dice Romina - Non sarei mai arrivata  a raggiungere questo traguardo, se i miei genitori non mi avessero mandato a scuola con i miei fratelli e se non avessero rifiutato, dopo lo sgombero di vicolo Savini, di farci vivere dentro un altro campo nomadi".


scritto da: romesinti alle ore 21:14 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli, articoli nazionali
mercoledì, 29 ottobre 2008

Musica, Festival della Creatività: l'entusiasmo di Piero Pelù


Musica, Festival della Creatività: l'entusiasmo di Piero Pelù

"Convivenza, Contaminazione, Creativita', parole piene di significati positivi ma che oggi sono scomode e che qualcuno cerca di far tacere. Il rock and rom, ci ha infiammato i cuori e ci ha ricordato che il dialogo tra culture diverse e' sempre possibile basta avere l'amore e la passione per sostenerlo". Con queste parole Piero Pelù ha commentato l'esperimento musicale di domenica 26 ottobre [nella foto di Giulia Naldini] che ha chiuso il Festival della Creatività e che lo ha visto sul palco con il gruppo rom Acquaraggia Drom in una produzione realizzata per i vent'anni del Rock Contest da parte del Festival della Creatività, Controradio e Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Firenze. Il concerto è stato un vero successo, sia per la quantità di pubblico (il padiglione Cavaniglia era completamente esaurito) che per l'entusiasmo con il quale il pubblico ha salutato questa originale "fusione" musicale. L'esperimento è sicuramente un indice del fatto che anche in momenti in cui la musica live accusa evidenti malesseri e in talune occasioni perdite significative di pubblico, i progetti originali o particolarmente "creativi" risvegliano l'attenzione e sono capaci di muovere grandi numeri.

Sono stati suonati in stile tzigano brani del repertorio di Piero Pelù quali “Tziganata”, “Lacio Drom”, “Bomba Boomerang”, “Toro Loco” e il più recente “Un Viaggio” dal quale giungevano le immagini di volti e persone rom riprese durante il making del video omonimo girato a Saint Maries de La Mer e rielaborate da Graziano Staino. Gli Aquaraggia Drom hanno suonato e cantato con Pelù alcuni brani significativi del loro repertorio da “Fame da Lupo” a “Mafia”, al classico “Hoy Mama”, passando da una reinterpretazione de “il Vino” di Piero Ciampi.

Una festa in piena regola, vissuta innanzitutto sul palco: il feeling creatosi tra l'artista fiorentino e il quintetto rom è stato il catalizzatore e l'ingrediente principale della buona riuscita di questo interessante progetto.

Lo show multimediale ha coinvolto tutto il pubblico presente, trascinandolo in un viaggio virtuale attraverso tradizioni musicali lontane ed affascinanti.

Merito anche degli Acquaraggia Drom e delle loro atmosfere gioiose e scanzonate, dense di ritmi incalzanti e di suoni inusuali per lo scenario rock italiano come quelli della ciaramella, dello scacciapensieri, dell'organetto.

Un progetto originale ed unico, nato per vivere appena l’arco temporale di un concerto, ma che varrebbe invece la pena sviluppare.

scritto da: romesinti alle ore 07:12 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli
lunedì, 27 ottobre 2008

Piero Pelù: “La politica del governo con i rom è solo un’operazione di marketing”

pelùUn lavoro che ''vuole raccontare un popolo senza fissa dimora: un po’ come tutti noi artisti''

Il cantante toscano a IGN, testata on line del gruppo Adnkronos, critica le ultime iniziative per la regolarizzazione dei campi nomadi. Domenica sarà sul palco del Festival della Creatività di Firenze per presentare ‘Lacio Drom: Buon Viaggio', un progetto musicale realizzato insieme a uno storico gruppo gitano

Roma, 21 ott. - (Ign) - ''Non credo al censimento dei rom: sono tutte operazioni di marketing''. Piero Pelù(nella foto) parlando a IGN, testata on line del gruppo Adnkronos, critica le scelte del governo per la regolarizzazione dei campi nomadi, anche se, precisa, ''non sono qui per far polemica, ma per dare spazio alla loro musica, alle sonorità gitane''. Domenica prossima l'artista toscano presenterà con un concerto (alle 22, Festival della Creatività alla Fortezza da Basso a Firenze) la sua nuova produzione musicale 'Lacio Drom: Buon Viaggio' realizzato con il gruppo gitano ‘Acquaragia Drom’. Un progetto che, spiega, ''nasce in un momento in cui i rom sono sempre più al centro di incomprensioni e difficoltà''. Un lavoro ambizioso che ''vuole raccontare un popolo senza fissa dimora: un po’ come tutti noi artisti''.

Durante il concerto verranno suonati brani provenienti dalla tradizione manouche e alcuni stralci dal suo ultimo lavoro ‘Fenomeni’. Dietro al palco la proiezione del videoclip ‘un viaggio’, girato a S. Maries de la Mer in Francia, durante il raduno dei gitani di mezza Europa. ''È stata un’esperienza indimenticabile - dice l'ex leader dei Litfiba -. Quando si lavora con due registri di linguaggio, due musiche differenti, bisogna avere molta pazienza e sperimentare in continuazione''. Non è semplice anche perché, spiega Pelù, ''la cultura rom non è scritta, ma orale'' e quindi ''non ci sono spartiti, bisogna affidarsi completamente alla memoria''.

''È un po’ come quando ci si ritrova d’estate con gli amici in spiaggia e si canta attorno a un fuoco. Le canzoni non sono mai le stesse, ma cambiano, si evolvono. Così è per la musica rom, ogni volta è una scoperta per il pubblico e, lo confesso, un po’ anche per me''.

 

scritto da: romesinti alle ore 21:46 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli, articoli nazionali

“Seppellitemi in piedi”: musica e impegno civile

di Carlo Brunetti

Beppe Rosso con i musicisti Marino Serban e Albert Florian Mihai hanno portato in scena lo scorso venerdì, alla Sala del Carmine in Orvieto, uno spettacolo d'impegno civile, intenso e molto piacevole.
"Seppellitemi in piedi" è la storia di un campo nomade nato al confine tra una grande città, Torino, ed una più piccola, Venaria.
Il racconto di cronaca e di antiche storie Rom cavalca la musica, elemento essenziale della cultura zingara; la narrazione ripercorre l'eterno conflitto fra nomadi e stanziali.
Parole e musica riempiono la scena, le note della fisarmonica e del cembalon si intrecciano con la voce di Osman il capo del campo, con i discorsi del sindaco della piccola città in dubbio tra politica ed umanità, con quanto pronuncia il vecchio Carfin fuggito dalle persecuzioni in Romania, segue l'effetto fonico dell'arrivo di un elicottero.
Le vicende non vengono rappresentate ma sono evocate, i personaggi sono tratteggiati ed al pubblico resta il lavoro dell'immaginazione.

La sobrietà della scena aiuta a mantenere desta l'attenzione sul racconto che parte tra allegorie e metafore ed a poco a poco si trasforma nella narrazione dei fatti, veri, dolorosi; imbarazzanti per chi crede di appartenere ad una società civile.
Lo svolgimento dello spettacolo è come percorrere un sentiero dove la nebbia si dirada man mano che si avanza.
Sono zingari, nomadi. Per molti di noi, "abitanti delle villette a schiera", costituiscono un elemento di disturbo con cui è difficile convivere.
Sono coloro che dicono " Mister, noi non rubiamo… vicino al campo non rubiamo mai ".
Poi di colpo ci troviamo fuori dalla nebbia e ci appaiono diversamente: sono uomini, donne, vecchi e bambini, sono Cristiani. Sono tradizioni, musica, cultura, sentimenti che non possono essere chiusi nei recinti.
Sono senza diritti, per questo non resistono agli sgombri, perché "per resistere devi avere dei diritti, devi aver peso …".
"Sono leggeri come atomi nel vento …" non si possono fermare perché sanno "… che quando il mondo è contro di loro è meglio assecondarne il movimento: farsi più in là, lungo la linea di minore attrito"

 

scritto da: romesinti alle ore 21:21 | link | commenti
categorie: musica e spettacoli

Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

Chi sono

Utente: romesinti
Nome: Romano Lil
Foglio illustrativo del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi

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