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sabato, 21 marzo 2009

Campania, Caserta: Rom, sgombero forzato...Opera Nomadi: “è una persecuzione”

Rom, aumenta la tensione

Anche in Campania ha preso il via il Piano Pansa-Bertolaso per bonificare i campi rom con sgombero forzato delle comunità di nomadi. Il blitz scatta d’intesa con i Comuni, la Prefettura, le Asl competenti e l’Arpac. Opera Nomadi denuncia: “I sindaci sgomberano le comunità rom non seguendo le direttive inviate dal prefetto-commissario straordinario per i rom della Regione Campania Alessando Pansa. L'operazione di risanamento così si trasforma in persecuzione".
Il Prefetto Alessandro Pansa, nominato per i rom, nel piano predisposto per sgombrare i campi disseminati in Campania ha disposto l'individuazione di aree idonee alla realizzazione di nuovi insediamenti per porre fine allo stato di emergenza in cui si trovano le comunità, chiedendo ai Comuni di indicare il numero di persone che sarebbe possibile accogliere.

Ma a quanto pare molti Comuni disattendono tali norme, costringendo intere comunità di rom, spaventate dalle incursioni di poliziotti che avvengono anche all’insaputa delle Prefetture, a spostarsi in altri Comuni. Questa sorte è toccata alla comunità rom che ora si trova a Teverola, Caserta, proveniente da Giugliano, Napoli. 

La presidente dell’ Associazione Opera Nomadi Nadia Marino spiega: “Resta un abissale scollamento tra le intenzioni del prefetto Pansa (che a Napoli si è mostrato solerte, umano e disponibile) esposte nelle interviste in tv e i fatti, che, purtroppo, a causa di una politica ottusa e poco lungimirante da parte delle amministrazioni comunali,  porta ad una condizione di vita peggiorativa delle comunità presenti”.

Rom, inizia lo sgombero forzato

Nella provincia di Caserta sono stati censiti i campi nelle seguenti zone:  Sant'Arpino, Santa Maria Capua Vetere, Teverola e Capua (ex campo profughi), Santa Maria a Vico, Maddaloni.

Opera Nomadi chiede che ciascun Comune individui microaree da attrezzare che dovranno ospitare non più di una decina di famiglie. Dovranno essere assicurati: l'energia elettrica, l'acqua potabile, i servizi igienici, il trasporto scolastico, le vaccinazioni obbligatorie mediante un’Unità di strada della Asl. Alla Regione Campania tocca “individuare i fondi per l’attuazione delle finalità del protocollo anche sotto forma di cofinanziamento agli enti locali aderenti. Inoltre dovrebbe provvedere al reperimento di container e roulotte da parte della Protezione civile regionale per la sistemazione dignitosa delle famiglie destinatarie  degli  interventi”.

Il piano di "risanamento"  dovrebbe partire anche a  Napoli e provincia. Le aree da "bonificare" sono le baracche di via Del Riposo, tra Poggioreale e San Pietro a Patierno, viale Umberto Maddalena, via Cupa Perillo a Piscinola e via Cupa del Cimitero a Barra. In provincia quelle di Giugliano ed Afragola.

Scampia, incendio al campo rom
Scampia, incendio al campo rom













Un’operazione difficile e, a detta di alcuni, disorganizzata, che rischia di trasformare un piano definito di  risanamento in una vera operazione di ulteriore marginalizzazione, ghettizzazione, segregazione, esclusione.

Il totale "nomadi" censiti dalla Prefettura di Napoli è pari a 2.784, ma questo non può essere considerato solo un numero. Sperando che nessuno sia sfuggito al censimento, cosa molto improbabile, si tratta di  2.784 persone  che hanno dei diritti in quanto esseri umani. 

E mentre le associazioni sono preoccupate per il destino dei rom, l’operazione potrebbe portare ad una speculazione delle aree.

Nella VI Municipalità di Napoli il piano ha scatenato una bufera. Una pesante accusa contro i diessini di Ponticelli arriva dall’assessore alle Politiche sociali, Patrizio Gragnano: “L’incendio ai campi fu appiccato per edificare, poco o niente c’entrava la camorra”.

Tre milioni di euro sono stati stanziati per insediare la comunità rom in uno stabile di via dell’Industria, tra i quartieri di Barra e Ponticelli. Ma il centrodestra esclude categoricamente la possibilità di un nuovo accampamento e chiede che lo stabile venga ristrutturato “per i cittadini indigenti di Napoli “, e il centrosinistra, invece, parla di “progetto che era già allo studio”, facendo capire di non essere tendenzialmente contrario. Il tutto mentre l’Mpa ha avviato una raccolta di firme.

 
Campo rom, incursione poliziaRom, aumenta la tensione














In mezzo a tutto questo caos, le uniche che tentano di risolvere il problema dei rom pensando a loro come essere umani e cittadini che hanno dei diritti, sono le associazioni. Infatti, anche l’Associazione Onlus di promozione sociale "Chi rom e…chi no" si è attivata. Infatti, nel convegno che ha tenuto il 16 marzo sul tema  "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione, proposte di trasformazione urbana", ha presentato una proposta che mira a diminuire la distanza sociale con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica: "Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualificazione dell'area indicata all'art. 132 norme di attuazione Dpgr 323/04 Variante Prg e zone limitrofe".

Una proposta che prevede che l'area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell'intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando,come è giusto che sia, la convivenza di italiani e rom. Così come dovrebbe essere in una società civile.


scritto da: romesinti alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: campania, intolleranza, opera nomadi di caserta

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