In coppia: Maurizio Sala e Marco Marin insieme
(Gobbi/Bergamaschi)
«Il problema è che le priorità di questa giunta erano ben altre» rincara la dose l'ex olimpionico. Priorità che l'esponente elenca minuziosamente con una certa soddisfazione: «Una priorità per la giunta Zanonato- Ruffini è per esempio la festa per l'Indipendenza del Benin per cui sono stati stanziati 1 e 500 euro, 2500 sono andati invece per un torneo di calcio della Diaspora africana». «Leggendo tutto il lunghissimo elenco ci s'imbatte in voci paradossali- rincara la dose Marin-. Sono stati spesi 5 mila euro per corsi di lingua araba per minori e autoctoni. Invece d'insegnare agli stranieri l'italiano, si finanziano lezioni di lingua straniera, magari indirizzati ai non italiani».
«Checché ne dicano a palazzo Moroni, in questi anni le ore complessive dell'assistenza domiciliare sono diminuite - aggiunge -. In compenso il centrosinistra investe 2 mila euro per spiegare ai padovani come si festeggia la Pasqua in Romania o 1500 per il capodanno dello Sri Lanka». «I padovani devono sapere che in questi anni Zanonato e la sua giunta hanno stanziato migliaia e migliaia di euro in favore di associazioni che si occupano di immigrazione. Di queste quella più a destra è l'Arci» polemizza invece Saia che, dopo essere rimasto in disparte durante la prima parte della campagna elettorale, ora torna al centro della scena. «Dal momento che per l'integrazione dei nomadi il comune si appoggia all'Opera nomadi- conclude il Senatore-, questi signori dovrebbero spiegarci come mai ogni angolo del centro storico è occupato da qualche rom che chiede l'elemosina. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: qui siamo di fronte ad un vero e proprio racket dell'accattonaggio davanti al quale in molti preferiscono girarsi dall'altra parte».
La risposta dell'Opera Nomadi di Padova è sempre uguale, come abbiamo risposto a Menorello (pdl) - Ex Assessore della Giunta Destro 1999/2004, rispondiamo anche al Senatore ed ex Vice Sindaco Maurizio Saia:
Dopo aver letto oggi sul "Corriere del Veneto" l'ennesima polemica contro di noi, innescata questa volta dal Senatore Maurizio Saia del Pdl exVice Sindaco della Giunta Destro (1999-2004) sopra citata, ci sentiamo in dovere di ribattere quanto segue: i Rom che chiedono l'elemosina a Padova non sono un numero così elevato, appartengono a gruppi itineranti non stanziali ed è molto difficile avvicinarli. Per tutte queste ragioni chiaramente non è stato possibile procedere ad un monitoraggio per poter avviare progetti di integrazione. Comunque, se si tratta di un "racket dell'accattonaggio" come pensa il Senatore Saia, non è certo compito della ns. associazione individuare i mandanti, ma spetta alle forze dell'ordine".
Per quanto riguarda il ns. lavoro a Padova e il ns. rapporto con la Giunta Zanonato, facciamo presente che abbiamo lavorato, sia per la scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti, sia per la gestione delle aree nomadi comunali, anche con l'Assessore Marin della Giunta Destro oggi candidato Sindaco per il PDL.
Di seguito riportiamo la risposta alla polemica di un anno e mezzo fa di un altro componente del PDL.
I figli, seguiti dal ns. progetto di scolarizzazione attivo da anni (anche durante la Giunta Destro di centro-destra) in Convenzione con l'Assessorato ai Servizi Scolastici, frequentano regolarmente la scuola materna, elementare e media e alcuni anche le scuole superiori. Rimane problematico l'accesso alle risorse (lavoro autonomo o dipendente), a causa molto spesso dei pregiudizi esistenti.
Le loro richieste di poter finalmente mutare le condizioni di vita emarginanti e discriminanti, come possono essere quelle della vita in un campo nomadi, dopo essere state attentamente valutate, sono state accolte dall'Amministrazione Zanonato.
Per quanto riguarda la Convenzione annuale di € 38.500,00.= che servono per la gestione delle due aree nomadi da parte di 6 operatori, sono gli stessi importi annuali che venivano assegnati alla ns. associazione anche dalla Giunta Destro (della quale faceva il senatore Saia come Vicesindaco, il Dott. Marco Marin come Assessore al Sociale e anche l'avv. Menorello).
Questo importo per quanto ci riguarda, una volta superati i campi nomadi verrà risparmiato dall'Amministrazione Comunale perché non ci sarà più bisogno di gestione. Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali in Italia in questi anni? Questi soldi potevano sicuramente essere spesi molto meglio così come sta facendo oggi, l'Amministrazione Comunale di Padova.
Il progetto di Padova per lo smantellamento dei campi e la sistemazione delle famiglie che hanno i requisiti in abitazioni, l'individuazione di piccoli terreni da acquistare da parte delle persone rimaste in via Longhin e soprattutto la realizzazione del "Villaggio della Speranza autocostruito" sono stati individuati come "buone pratiche" in Convegni Nazionali ed Europei per l'integrazione dei Rom e dei Sinti, tanto è vero che il Ministero della Solidarietà Sociale ha inserito proprio Padova tra le quattro città destinatarie del finanziamento statale del "Bando di inclusione sociale" a favore dei Rom e dei Sinti.
La contrapposizione, l'ostilità, l'emarginazione e il disconoscimento delle persone portano all'insanabilità, e alla radicalizzazione dei conflitti, la generalizzazione e la criminalizzazione nei confronti di tutto un popolo, come si sta facendo in questi giorni a causa di un grave ed efferato episodio accaduto a Roma, offre lo spunto anche al consigliere comunale avv. Menorello per etichettare tutti i Rom e i Sinti come persone indegne, indesiderate, anormali e addirittura rapitrici di bambini: infatti l'avv. Menorello tira in ballo la ricerca di Denise Pipitone avvenuta anni fa al campo di via Longhin senza specificare come sarebbe doveroso che la ricerca ha avuto un esito assolutamente negativo.
Ricordiamo inoltre che la Giunta Destro, spese € 250.000,00.= (come da Delibera Comunale dell'8 luglio 2002) per l'adeguamento degli impianti nel campo nomadi di via Lungargine San Lazzaro n° 2 e non certo per favorire l'integrazione degli ospiti ma per mantenere la logica del campo-ghetto, logica contro la quale la ns. associazione si batte ormai da anni. I campi nomadi vanno superati in quanto sono veri e propri ghetti senza servizi igienici adeguati, moderni campi di concentramento come sono stati considerati dall'Unione Europea.

Repubblica — 09 marzo 2009
Durante i due anni del governo Prodi (2006 e 2007) i tg hanno raddoppiato lo spazio della cronaca nera. Secondo uno studio del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva (nato da un' iniziativa dei radicali) dal 2003 al 2007, il tempo dedicato ai servizi su delitti, violenze e rapine è raddoppiato (se non triplicato) passando dal 10,4% dei tg del 2003 al 23,7% di quelli del 2007. Dato significativo che potrebbe avere aumentato la percezione di insicurezza da parte degli italiani, e avere avuto un peso alle elezioni politiche del 2008, tesi sostenuta dal centrosinistra in molte occasioni. Come la convinzione che il senso di incertezza e paura sarebbe nato in parte per il battage dei media. «Adesso arrivano i dati, ma l' abbiamo sempre saputo, Prodi era stato il primo a rendersene conto» commenta Sandra Zampa (Pd) «Purtroppo ce ne siamo accorti a spese degli italiani». Il tema della sicurezza, e dell' uso che se ne fa,è molto sentito anche oggi: «Paura e insicurezza ci sono», ha detto il procuratore capo della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli a Ercolano, al convegno "L' etica libera la bellezza" «dovrebbero essere sempre mali da curare ma spesso vengono ingigantiti anche dalla carta stampata e da certa politica». I numeri dicono che nel 2003 il Tg1 ha dato notizie di cronaca nera per l' 11% del suo tempo, il 19,4% nel 2006, il 23% nel 2007. Il Tg2 è passato dal 9,7% del 2003 al 21% del 2006, fino ad arrivare nel 2007, al 25,4%. Il Tg3 è la testata che registra il minore aumento, passando dall' 11,5% del 2003 al 18,6% del 2007. Sulle reti Mediaset l' aumento è maggiore: per Studio Aperto, la percentuale è stata pari al 30,2 della durata totale dei tg del 2007, contro il 12,6% del 2003. Il Tg5 è passato dal 10,8% al 25,7%. Il Tg4, malgrado il raddoppio negli ultimi 5 anni, ha avuto l' incremento minore, dal 10,2% del 2003 al 20,9% del 2007. «Fare una valutazione di natura politica sarebbe sbagliato, bisognerebbe vedere cos' è successo nei diversi anni» spiega il direttore del Tg5 Clemente Mimun «Prima non era Chicago ora non è Disneyland. La cosa che ha pesato di più, sempre, è stata la situazione economica, per cui l' idea che qualcuno abbia picchiato sulla cronaca per colpire X o Y, lascia il tempo che prova, se non si controlla cos'è accaduto in quegli anni. Esaminando questo bimestre, si è parlato molto di stupri, oggettivamente hanno colpito l' opinione pubblica. Poi se mi chiede: durante il governo Prodi voleva colpire Prodi?, rispondo no». «Un buon telegiornale racconta le cose che accadono» replica il direttore del Tg2 Mauro Mazza «ma imputare ai tg il fallimento delle elezioni non è accettabile, le ragioni vanno cercate altrove. Il pubblico di metà giornata è più attento alla cronaca e ne segue gli sviluppi. Alle 20,30 la quota diminuisce». Mario Giordano, direttore del Giornale, ha guidato Studio Aperto dal 2000 al 2007. «Ricordo la stessa polemica nel 2000, l' epoca delle rapine in villa. Poi c' è stato l' 11 settembre. È vero, è aumentata l' attenzione per la cronaca nera, non solo quella che crea insicurezza. I grandi casi - Cogne, Erba, Garlasco - aumentano gli ascolti. Impiegando la nera in chiave politica pro o contro qualcuno si fa solo un pessimo servizio».
Pubblichiamo i commenti ricevuti:
Le ronde e la Lega alla conquista del nord. Con la legittimazione delle ronde, già funzionanti in molti paesi governati da giunte leghiste, la stessa Lega pone in essere un'attività di controllo dei territori che diventa un vero e proprio spot politico. A Padova, la lega sta cercando spazio e per questo l'attività è frenetica. Dalla visita con il maialino al rudere dove dovrebbe sorgere la futura moschea, alle continue esternazioni contro qualsiasi attività a favore di immigrati e rom (contro il progetto di autocostruzione e contro la scolarizzazione dei bambini rom e sinti), alle uscite notturne per la città con agenti di polizia al seguito e giornalisti. Hanno avuto, però, la disavventura di incontrare i no-global nel loro giro a sostegno dei senza tetto e dei barboni.
ciao
Lo leggete su:
Micro nido intitolato a Marta Cimento, la giovane psicologa piemontese scomparsa il 5 gennaio di quest'anno al pronto soccorso dell'ospedale civile. L'asilo per l'infanzia è stato inaugurato sabato scorso a Villavernia in provincia di Alessandria, il paese di origine di Marta. Presenti alla cerimonia, oltre ai genitori della sfortunata ragazza e a tanta gente del posto, il Prefetto, il Questore di Alessandria, il Vescovo, una rappresentante del governo. Erano presenti anche: la prof.ssa Franca Bimbi in rappresentanza del Comune di Venezia, Il Dott. Lorenzo Panizzolo responsabile dell'ufficio Servizi sociali del comune di Padova e Renata Paolucci, la presidente dell'Opera nomadi dove dal 2004 Marta Cimento prestava servizio seguendo in particolare i bambini rom.
«Ringrazio a nome della nostra associazione - ha detto Paolucci - tutti coloro che hanno pensato di dedicare questo nuovo nido comunale a Marta. Ringrazio anche le persone che oggi con la loro presenza, rendono omaggio e ricordano questa bella figura di donna. Marta è arrivata da noi - ha proseguito Paolucci - nel 2004, inserendosi subito molto bene nel nostro gruppo. La sua sensibilità per tutti gli individui e i bambini era eccezionale. Ci è stata strappata giovane e bella, con tanti sogni e mille progetti. Seguiva anche le famiglie, favorendo per loro un percorso di integrazione ed autonomia. Dedicando così la sua vita a sostenere i più deboli, lottando contro le ingiustizie. La partecipazione di rom e sinti - ha concluso Paolucci - a questo profondo lutto, ha dato un segno tangibile di quanto amore e gioia abbia Marta donato soprattutto ai bambini».
Il taglio del nastro è stato accompagnato da un colorato lancio in cielo di palloncini, tenuti in mano da decine e decine di bambini, per salutare e ringraziare Marta. Una targa all'ingresso della struttura ricorda l'impegno della psicologa piemontese per gli altri, con particolare riguardo proprio ai più piccoli.



E' iniziato il lavoro dei giovani sinti Yuri, Reddy e Maverik (che in questi giorni è assente perchè si è rotto un dito) per la costruzione delle loro abitazioni. Sono tre giovani di 20 e 18 anni che stanno dimostrando una volontà e una voglia di fare veramente eccezionale, soprattutto in queste giornate di caldo soffocante. E' iniziata, infatti, la costruzione di una delle tre palazzine in muratura del "Villaggio della Speranza" che verrà intitolato alla ns. Marta Cimento.
Foglio illustrativo delle attività del Coordinamento Nazionale dell'Opera Nomadi